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DI VENEZIA


NAVIGAZIONE LAGUNARE: REGOLAMENTAZIONI

CAPITANERlA DI PORTO DI CHIOGGIA
ORDINANZA N08/91

Il Capitano di Fregata (CP) Capo del Compartimento Marittimo di Chioggia:

VISTE le proprie Ordinanze n. 12/54 in data 06.07.1954, 3/56 in data 16.01.1956, 4/59 in data 14.03.1959, 15/60 in data 23.05.1960, 16/61 in data 09.08.1961, 4/64 in data 14.04.1964, 21/64 in data 15.12.1964, 22/64 in data 15.12.1964, 4/65 in data 18.02.1965, 8/66 in data 30.06.1966, 9/67 in data 6.05.1967, 25/69 in data 24.10.1969, 23/70 in data 21.11.1970, 6/73 in data 22.02.1973, 25/74 in data 29.10.1974, 24/75 in data 4.10.1975, 27/77 in data 26.10.1977, 3/82 in data 15.03.1982, 5/84 in data 8.02.1984, 36/84 in data 20.07.1984, 49/85 in data 27.11.1985, 42/88 in data 07.09.1988, 52/89 in data 25.08.1989, 67/89 in data 4.12.1989, 45/90 in data 30.06.1990, 46/90 in data 30.06.1990;

RITENUTO OPPORTUNO aggiornare e coordinare in un corpo unico le predette Ordinanze e sentite le proposte avanzate dall'utenza in tutti i casi in cui le proposte stesse non fossero contrastanti con le direttive delle leggi;

VISTO il Regolamento Internazionale per prevenire gli abbordi in mare, reso esecutivo con legge 27.12.1977, n. 1085, che, al comma b) della regola 1) pone riserva a favore delle disposizioni speciali relative alla navigazione nelle rade e nei porti;

VISTI gli artt.17, 24, 28, 30, 36, 38, 39, 50, 62, 64, 65, 71, 76, 81, 85, 88 del Codice della Navigazione e 59, 62, 63, 64, 65, 66, 74, 77, 81, 347, 426 del Regolamento per l'esecuzione del Codice della Navigazione:

ORDINA

ART 1. È approvato e reso esecutivo l'allegato "Regolamento per la navigazione, la sosta, gli accosti delle navi e dei galleggianti nel porto di Chioggia", che entra in vigore a partire dalle ore 00.01 del 01.03.1991.

Dalla stessa data sono abrogate tutte le Ordinanze citate in premessa e ogni disposizione anche parzialmente contrastante con il Regolamento citato.

ART 2. Si fa obbligo a chiunque spetti di osservare e fare osservare le disposizioni contenute nel Regolamento approvato con la presente Ordinanza.

ART 3. I contravventori alle norme stabilite dal Regolamento succitato saranno perseguiti ai sensi dell'art. 1174 del Codice della Navigazione, semprechè il fatto non costituisca più grave reato e saranno ritenuti responsabili, in via civile e penale, dei danni diretti ed indiretti che potessero derivare a persone e/o cose per effetto del loro illecito comportamento.

Gli stessi saranno, inoltre, sottoposti alle sanzioni espressamente previste, in taluni casi, dal Regolamento anzidetto.

Chioggia li 13.02.1991

IL COMANDANTE

C.F. (CP) Riccardo BARNABEI

 

REGOLAMENTO PER LA NAVIGAZIONE, LA SOSTA, GLI ACCOSTI, LA PRECEDENZA NEGLI STESSI DI NAVI E GALLEGGIANTI NONCHÈ PER L'USO DELLE BANCHINE E DEGLI SPAZI PORTUALI NEL PORTO DI CHIOGGIA

Art. 1 - Scopo del Regolamento

Il presente Regolamento disciplina la navigazione delle navi e dei galleggianti, gli ormeggi delle navi e dei galleggianti nell'ambito portuale di Chioggia e negli accosti operativi esistenti in rada, nonché l'utilizzo degli spazi portuali e l'esecuzione delle operazioni commerciali.

Art. 2 - Zona di Applicazione

Delle norme contenute nel presente Regolamento:

  1. quelle relative alla navigazione devono essere osservate nelle seguenti zone dell'ambito portuale di Chioggia:
    1. l'avamporto - tratto di laguna a sud della diga nord del parto di Chioggia fino alla diga Saline ed al Canale Perognola incluso;
    2. il porto - costituito dal Canale Lombardo Esterno, dal Bacino Marittima, dal Bacino Vigo e dal Canale Lombardo Interno, limitatamente alla Banchina Euterpe.

  2. quelle relative agli ormeggi e alla precedenza negli stessi devono essere osservate nelle predette zone e negli accosti operativi esistenti in rada.
  3.  

Art. 3 - Navi e galleggianti soggetti alla regolamentazione

Le norme contenute nel presente Regolamento devono essere osservate da tutte le navi e galleggianti mercantili (quali risultano definiti dall'art. 136 del Codice della Navigazione) e militari che navigano, sostano ed effettuano operazioni commerciali nelle zone indicate nel precedente articolo 2.

Negli articoli seguenti, quando non diversamente specificato, il termine "nave" indica sia le navi che i galleggianti come sopra definiti.

Art. 4 - Rinvio a disposizioni particolari

Le norme contenute nel presente Regolamento sono integrate con quelle relative:

  1. all'entrata e alla navigazione nell'ambito portuale nonché alla sosta di navi adibite a traffici particolari (navi con merci pericolose, navi cisterna vuote non degassificate, ecc.);
  2. all'esecuzione di lavori a bordo;
  3. alle operazioni di bunkeraggio e di allibo;
  4. alle misure contro gli inquinamenti prodotti da idrocarburi o rifiuti solidi e liquidi provenienti da navi.

Art. 5 - Incidenti

La nave che arreca danni alle attrezzature od opere esistenti nell'ambito portuale e in rada o ad altre navi, o riporti avarie che la costringano a fermarsi, deve darne immediato avviso alla Capitaneria di Porto e rimanere a disposizione di questa per gli accertamenti ritenuti opportuni.

A tal fine la nave deve, a seconda delle circostanze. ormeggiarsi al più vicino idoneo accosto o fermarsi in rada.

Art. 6 - Navigazione e movimento

È vietato alle navi, senza specifica autorizzazione della Capitaneria di Porto di Chioggia, di recarsi all'ormeggio, lasciare l'ormeggio, cambiare accosto ed in genere di navigare nell'ambito portuale.

La Capitaneria di Porto, con la procedura prevista al Capo III. stabilisce l'orario in cui deve avere inizio la navigazione o il movimento, le eventuali disposizioni particolari da seguire ed assegna 1 'accosto da raggiungere.

La nave che, per qualsiasi motivo, non può iniziare la navigazione o il movimento all'orario stabilito deve darne avviso, anche con mezzi radioelettrici, alla Capitaneria di Porto ed attendere comunicazione del nuovo orario assegnato.

Per tutta la durata della navigazione o del movimento nella zona di cui al precedente articolo 2, le navi dovranno tenersi in ascolto radio in VHF sul canale 14 (156.700 MHZ).

L'orario di inizio della navigazione o del movimento deve essere atteso:

  1. dalle navi in partenza o che devono cambiare accosto, restando all'accosto in cui si trovano con le precauzioni indicate nel successivo articolo 11;
  2. dalle navi in entrata, sostando in rada senza intralciare le rotte di avvicinamento all'imboccatura delle dighe foranee o l'attracco agli accosti operativi ubicati. nella rada stessa.

Art. 7 - Suddivisione delle norme

Per maggior chiarezza di esposizione e di consultazione, nel presente regolamento sono riunite nel:

Capo I - le norme relative alla navigazione delle navi aventi stazza lorda non inferiore a 50 tonnellate o larghezza non inferiore a 7 metri e di tutte le navi che si trovino nelle condizioni previste nell'articolo 3 o che debbano compiere operazioni commerciali;

Capo II - le norme relative alla navigazione delle navi aventi stazza lorda inferiore a 50 tonnellate o larghezza inferiore a 7 metri, eccettuate quelle che si trovino in una delle condizioni previste nell'art. 3 e quelle che debbano compiere operazioni commerciali;

Capo III - le norme relative agli accosti ed alla precedenza negli stessi;

Capo IV - esecuzione delle operazioni commerciali e deposito merci in banchina;

Capo V - destinazione banchine per il naviglio minore - divieti.

CAPO I

NORME RELATIVE ALLA NAVIGAZIONE DELLE NAVI AVENTI STAZZA LORDA NON INFERIORE A 50 TONNELLATE O LARGHEZZA NON INFERIORE 7 METRI E DI TUTTE LE NAVI CHE SI TROVANO NELLE CONDIZIONI PREVISTE NELL'ARTICOLO 3 O CHE DEVONO COMPIERE OPERAZIONI COMMERCIALI

Art. 8 - Pescaggio e dimensioni delle navi

La navigazione nell'ambito portuale è consentita alle navi dirette a punti di ancoraggio o ad accosti con fondali e lunghezza idonei a riceverle - aventi le seguenti dimensioni massime:

  • navi destinate all'ormeggio alle banchine del Canale Lombardo Esterno: lunghezza metri 185, larghezza 25, pescaggio piedi 20;
  • navi destinate all'ormeggio alle banchine del Bacino Marittima:

  • banchina di levante: lunghezza metri 175, larghezza metri 23, pescaggio piedi 16;
  • banchina ponente: lunghezza metri 160, larghezza metri 23, pescaggio piedi 16;
  • banchina sud: lunghezza metri 95, larghezza metri 18, pescaggio piedi 15;

  • navi destinate all'ormeggio alla Banchina Euterpe del Canale Lombardo Interno: lunghezza metri 82, larghezza metri 15, pescaggio piedi 14.

Art. 9 - Divieti

E vietato alle navi

  • durante la navigazione nell'avamporto (come definito al punto 1 - a) dell'art.2) procedere a velocità superiore a 5 nodi;
  • durante la navigazione nell'ambito portuale:
    • tenere imbarcazioni, scale, gru, pennoni, picchi di carico o altre attrezzature sporgenti dal bordo;
    • procedere a velocità tale da provocare spostamenti di acqua che possono mettere in difficoltà le navi ormeggiate e, comunque, a velocità superiore a 3 (tre) nodi, osservando, pertanto, le prescrizioni di cui al punto e) del successivo art. 10;
    • effettuare scarichi di rifiuti di qualsiasi genere
    • emettere segnali sonori diversi da quelli previsti dall'emergenza o per segnalare le manovre dell'unità;

  • durante la sosta in porto:
    • ormeggiarsi di punta, salvo i casi eccezionalmente autorizzati dalla Capitaneria di Porto e dalla banchina sud del Bacino Marittima, munite di scassa;
    • sostare in posti di ormeggio non assegnati;
    • occupare accosti operativi o sostare a banchine se in disarmo;
    • ormeggiare alle banchine in doppia fila, salvo i casi eccezionali e previa autorizzazione della Capitaneria di Porto;
    • tenere imbarcazioni, scale, pennoni, picchi di carico gru od altre attrezzature sporgenti dal bordo sul lato esterno rispetto alla banchina;
    • spostarsi lungo la banchina senza preventiva autorizzazione della Capitaneria di Porto;
    • effettuare scarichi di rifiuti di qualsiasi genere;
    • emettere segnali sonori diversi da quelli previsti per l'emergenza o per segnalare le manovre dell'unità.

    Art. 10 - Obblighi durante la navigazione nell'ambito portuale

    Durante la navigazione nell'ambito portuale le navi devono:

    1. tenere la propria dritta e non sorpassare di massima la mezzeria dei canali;
    2. tenere le ancore pronte a dar fondo all'occorrenza,
    3. tenere le vele ammainate e navigare a motore o a rimorchio;
    4. segnalare con i segnali acustici regolamentari la propria presenza in canale in caso di nebbia nonché le manovre effettuate dall'unità:
    5. ridurre la velocità tenendo i propulsori al più basso regime compatibile col buon governo e comunque in maniera di procedere a velocità non superiore a 3 nodi;
    6. richiamare con cinque fischi brevi in caso di necessità, l'attenzione delle navi di cui al capo II navigante in porto;
    7. evitare, compatibilmente con le esigenze di buon governo, di tenere in moto i propulsori in caso di incrocio o di sorpasso di navi di cui al capo III durante il tratto necessario a salvaguardare l'incolumità della nave minore.
    8.  

    Art. 11 - Obblighi negli ormeggi

    Durante la permanenza negli accosti le navi devono:

    1. ormeggiare in modo da non intralciare il transito e la manovra di altre navi;
    2. effettuare l'ormeggio con cavi idonei (elastici e di numero sufficiente) a non creare pericoli o danni con i movimenti subiti a causa del normale transito di navi nella zona prospiciente l'accosto stesso;
    3. non tenere i cavi di ormeggio alla lunga e regolarli a seconda del procedere delle operazioni di caricazione o di scarica e del variare della marea in moda che siano sempre ben tesati e mai in bando, anche se per breve tempo;
    4. tenere le ancore in cubia o in posizione tale da non creare pericoli o danni.
    5.  

    Art. 12 - Incroci e sorpassi

    Essèndo la navigazione nell'ambito portuale regolata dalla Capitaneria di Porto, le navi di cui al presente Capo potranno incrociarsi o sorpassarsi soltanto quando programmato dalla predetta Autorità e nei punti da essa stabiliti.

    In ogni caso comunque non programmato:

    a) all'imboccatura delle dighe foranee la precedenza spetta alla nave in uscita;

    b) la nave in navigazione lungo un canale ha la precedenza sulle navi che muovono da un accosto o che si immettono nel canale predetto dai canali laterali.

    In caso di incrocio o sorpasso con le navi di cui al Capo lI devono essere poste in atto le precauzioni di cui al precedente art. 10, lettere f) e g).

    Art. 13 - Operazioni di bunkeraggio, allibo e trasporto merci

    Le operazioni di bunkeraggio, allibo e trasporto merci per la cui effettuazione sia necessario affiancare bettoline, navi o galleggianti in genere alle navi ormeggiate alle banchine del porto, sono sempre consentite quando la larghezza delle unità affiancate non sia superiore a quella prevista dall'art. 8.

    Quando la somma delle larghezze superi i valori sopra indicati, le predette operazioni, sono consentite soltanto quando il tratto del canale interessato non sia impegnato da transito di navi in arrivo o in partenza, in tal caso, le bettoline, navi o galleggianti in genere, impegnate nelle operazioni in parola, devono spostarsi con sufficiente anticipo, alla banchina libera più vicina.

    Tali operazioni dovranno essere preventivamente autorizzate dalla Capitaneria di Porto, specialmente in relazione alla normativa eventualmente vigente in materia.

    Art. 14 - Presenza minima dei componenti dell'equipaggio delle navi in sosta nel Porto di Chioggia

    A bordo delle navi in sosta nel Porto di Chioggia devono essere sempre presenti almeno le seguenti aliquote di equipaggio:

      1. due ufficiali di coperta, del quale uno ritenuto idoneo dal Comandante della nave a dirigere la manovra (per movimento o per eventuale uscita in mare) e le operazioni commerciali in corso; per le navi di stazza lorda non superiore a 500 tonnellate è sufficiente un solo ufficiale di coperta, purché ritenuto idoneo dal Comandante della nave a dirigere la manovra (per la manovra o per eventuali uscite in mare) e le operazioni commerciali in corso;
      2. un ufficiale di macchina;
      3. la metà del personale di coperta, di macchina e delle altre categorie costituenti l'equipaggio ed aventi attinenza con i servizi tecnici di bordo.

    In ogni caso la nave deve essere pronta a muovere nel tempo massimo di trenta minuti primi della ricezione dell'ordine.

    In presenza di particolari circostanze, eventuali deroghe a quanto disposto nel presente articolo dovranno essere autorizzate caso per caso dall'Autorità Marittima.

    Art. 15 - Incendio a bordo e in porto.

    Il segnale di allarme per incendio in porto ovvero a bordo delle navi è costituito da quattro fischi prolungati di sirena di uguale durata.

    Nel caso si abbia notizia di incendio nell'ambito portuale o a bordo delle navi, tutto il personale militare dipendente dislocato presso gli Uffici della Sezione distaccata e i lavoratori portuali hanno l'obbligo di presentarsi con ogni immediatezza nella sede della Marittima di questa Capitaneria di Porto allo scopo di venire prontamente impiegati nelle operazioni antincendio, in collaborazione con il locale distaccamento dei Vigili del Fuoco.

    È fatto, altresì, obbligo alla Corporazione Piloti, al Gruppo Ormeggiatori ed al rimorchiatore Impetus della "Panfido e C SRL" di Venezia di intervenire prontamente qualora un tale ordine venisse impartito dalla Capitaneria di Porto.

    CAPO I I

    NORME RELATIVE ALLA NAVIGAZIONE ED ALLA SOSTA DI DRAGHE, MEZZI EFFOSSORI, CONVOGLI, BURCHI E NATANTI IN GENERE, ECCETTUATE LE NAVI RIENTRANTI FRA QUELLE DI CUI ALL'ART. 3 O CHE DEVONO COMPIERE OPERAZIONI COMMERCIALI.

    Art. 16 - Navigazione e movimento

    Le navi di cui al presente Capo possono navigare o effettuare movimenti al solo fine di transito, nell'ambito portuale senza richiedere autorizzazione, nel rispetto delle norme stabilite negli articoli seguenti.

    Per la navigazione ed il movimento al fine di raggiungere un ormeggio assegnato in ambito portuale si applicano le disposizioni indicate nel precedente art.6.

    In deroga a quanto stabilito nel comma precedente, sono esentate dal chiedere l'autorizzazione le chiatte che raggiungono o lasciano 1'ormeggio riservato a chiatte motoburchi ed altre navi addette alle operazioni di imbarco sbarco di cereali da navi in rada.

    Art. 17 - Orari di navigazione o movimento

    Le navi di cui al presente Capo, esenti dall'obbligo di richiedere l'autorizzazione prevista dal successivo art. 32, possono iniziare la navigazione o il movimento nell'ambito portuale senza limitazione di orario.

    È fatto però obbligo alle stesse di accertarsi che non sorgano condizioni di pericolo per la contemporanea navigazione o movimento di navi di cui al Capo I.

    A tal fine le navi munite di VHF devono chiedere alla Capitaneria di Porto o alla locale stazione di pilotaggio, sul canale 14 e nelle ore di funzionamento del servizio, informazioni sul traffico, in atto o in previsione, delle navi di cui al Capo I nell'ambito portuale.

    Art. 18 - Divieti

    Alle navi di cui al presente Capo, nell'ambito portuale, è vietato:

    1. effettuare evoluzioni durante la navigazione;
    2. sostare, anche se ancorate, fuori dai posti di ormeggio eventualmente assegnati;
    3. impegnare il canale dragato in avamporto e quello tra le dighe foranee se non per il tempo strettamente necessario al suo attraversamento;
    4. navigare con le vele bordate, ad eccezione della zona compresa fra la diga foranea sud e le boe rosse di entrata, lasciando così libero il canale di accesso delle navi;
    5. navigare a velocità superiore a tre nodi negli specchi acquei portuali indicati nel punto 1- b) dell'Art. 2 ed a cinque nodi nelle altre zone; ne consegue l'impossibilità di effettuare traino per sci nautico, che è comunque vietato;
    6. ormeggiare alle banchine commerciali del porto senza la esplicita autorizzazione dell'Autorità Marittima;
    7. tenere pennoni, gru, scale, od altre attrezzature sporgenti dal bordo;
    8. effettuare scarichi di rifiuti liquidi e solidi di qualsiasi genere comprese le acque igieniche di bordo.
    9.  

    Art. 19 - Obblighi durante la navigazione

    Le navi di cui al presente Capo, navigando nell'ambito portuale devono:

    1. tenere la dritta nei canali di accesso al porto e negli altri canali navigabili, bacini e passi, evitando di oltrepassare la mezzeria del canale o bacino;
    2. tenersi pronti a dar fondo all'ancora all'occorrenza;
    3. tenere i fanali di via prescritti sempre accesi dal tramonto all'alba ed in caso di nebbia o foschia;
    4. segnalare convenientemente con mezzi acustici la propria presenza in caso di nebbia o foschia;
    5. ridurre la velocità al minimo consentito con la manovrabilità quando transitano o manovrano in prossimità di natanti ormeggiati;
    6. tenere pronti all'uso idonei parabordi durante il transito in prossimità di altre navi e la manovra di ormeggio;
    7. i natanti a motore dovranno lasciare spazio sufficiente ai natanti a vela che manovrano per entrare o uscire dal porto;
    8. nel caso che una collisione diventi inevitabile, i Comandanti delle navi in pericolo devono manovrare per quanto possibile, in modo da evitare l'affondamento nei canali o bacini.
    9.  

    Art. 20- Ormeggio ACTV Banchina Vigo.

    I vaporetti dell'ACTV devono attraccare ai due pontili della Banchina Vigo col lato dritto in modo da ovviare all' inconveniente dell'erosione della stessa banchina provocata dalla corrente di acqua conseguente alla manovra effettuata sulle briccole dalle unità stesse. A tale divieto è concessa deroga per effettive condizioni meteomarine che impediscano o sconsiglino un tale ormeggio.

    Art.. 21 - Obblighi agli ormeggi

    Le navi di cui al presente Capo, durante la permanenza negli accosti, devono:

    1. ormeggiarsi in modo da non intralciare la manovra o il transito di altre navi;
    2. effettuare l'ormeggio a regola marinaresca (con cavi elastici ed in numero sufficiente) onde non creare pericoli o danni coi movimenti subiti a causa del normale transito di navi nella zona prospiciente 1'accosto stesso;
    3. non tenere i cavi di ormeggio alla lunga e regolarli a seconda del variare della marea in modo che siano ben tesati e mai in bando anche se per breve tempo;
    4. evitare che vi siano ponti, passerelle e ponti con personale intento a lavori lungo le fiancate quando altre navi transitano o manovrano nei pressi.
    5.  

    Art. 22 - Divieti di ormeggio

    È vietato alle navi di cui al presente Capo di ormeggiarsi o tonneggiarsi sulle briccole o sulle boe di segnalamento poste nell'avamporto e nei canali navigabili.

    Art. 23 - Incroci e sorpassi - Precedenze

    Le navi di cui al presente Capo in navigazione nell'ambito portuale:

    1. incrociandosi fra loro:
      1. nell'avamporto, devono comportarsi secondo quanto previsto dalle norme per evitare gli abbordi in mare;
      2. in porto, devono tenere la dritta quando l'incrociarsi delle rotte è inevitabile; quelle che hanno la corrente in prora devono manovrare in modo da agevolare la curva e dare la precedenza a quelle che hanno la corrente in poppa;

    2. non devono sorpassare altre navi che procedono con la stessa rotta, a meno che non si tratti di imbarcazioni a remi: in tal caso il sorpasso può avvenire segnalando opportunamente la manovra e ponendo in atto tutte le precauzioni necessarie a salvaguardare l'incolumità dell'imbarcazione da sorpassare;
    3. non devono intralciare, qualunque sia il loro mezzo di propulsione, la manovra delle navi di cui al Capo I e devono dare loro la precedenza nella rotta; a tal fine devono accostare il più possibile alla sponda e possibilmente ormeggiarsi non appena si rendono conto di stare per incrociare o di essere sorpassate.
    4.  

    Art. 24. - Navi a vela

    In caso di nebbia, la navigazione a vela è vietata.

    Art. 25 - Burchi e natanti

    I burchi e natanti a motore ed a vela di tonnellaggio lordo tale che li sottragga all'osservanza dall'obbligo del bordo libero, adibiti a navigazione lagunare o marittima o che effettuino navigazione promiscua per trasporto di sabbia, ghiaia ed altro materiale in genere, dovranno avere la linea di galleggiamento a pieno carico (bordo libero) ad una distanza, misurata dalla fascia superiore della coperta, a murata a metà lunghezza dello scafo, di cm.25.

    Qualora per praticità il predetto bordo libero dovesse essere misurato dalla faccia superiore del trincarino, esso a murata. dovrà essere aumentato dello scalino fra corsi di coperta e trincarino.

    All'atto della partenza dai porti del Compartimento e durante la navigazione nelle acque compartimentali detti burchi e natanti,1 oltre ad avere in tutte le stagioni il bordo libero suddetto dovranno avere altresì nel periodo compreso dal 1 novembre al 31 marzo, i boccaporti chiusi o coperti da tela impermeabile a tenuta.

    Art. 26 - Draghe

    Le draghe ed i mezzi effossori impegnati in lavori lungo canali di navigazione, devono mostrare i segnali previsti dal capitolo 27, punti b) e d) del regolamento per evitare gli abbordi in mare (COLREG 1972).

    Art. 27 - Convogli

    I convogli di chiatte, motoburchi o d'altri natanti in navigazione lungo i canali, in transito o diretti nell'ambito portuale per operazioni commerciali, non devono essere più lunghi di metri 100 (cento) ovvero di metri 75 in caso di nebbia misurati dalla poppa del rimorchiatore.

    La larghezza dei convogli, singoli o affiancati, deve essere tale da permettere la navigazione lungo i canali di navigazione in entrambi i sensi. La navigazione dei convogli deve essere effettuata comunque nel rispetto delle norme di cui al Regolamento per prevenire gli abbordi in mare (COLREG '72).

    Art. 28 - Limiti

    Durante le ore di punta, al mattino ed al pomeriggio quando il naviglio peschereccio entra ed esce in massa, i natanti da diporto non dovranno evoluire nel canale d'accesso se non per le manovre di entrata e di uscita tenendosi sui bordi del canale stesso.

    È proibito evoluire nel bacino Vigo od ancorarsi nel bacino stesso in modo da intralciare la navigazione - qualsiasi ormeggio deve essere fatto solamente alle briccole e solamente di fianco, con assoluto divieto dell'ormeggio di punta.

    I burchi ed i motoburchi nonché le altre unità addette al traffico locale od al traffico interno e lagunare in transito da e per canali interni devono navigare all'esterno dell'ambito portuale e precisamente nei canali Perognola, Lombardo Esterno e Buon Castello.

    Tutti i natanti con motore entro o fuori bordo devono essere muniti di un apparecchio silenziatore o di un dispositivo atto ad eliminare od attenuare i rumori o le esalazioni moleste.

    Non è acconsentita nessuna alterazione od applicazione di dispositivi che annullino o riducano gli effetti dell'apparecchio silenziatore.

    Art. 29 - Rinvenimenti di ordigni esplosivi

    Durante le operazioni di salpamento delle reti qualora venga notata una resistenza anormale che possa far supporre l'incoccio di una mina o di altro eventuale ordigno, i pescherecci immediatamente devono sospendere il recupero ammainare l'attrezzo da pesca, rimorchiare l'ordigno, se possibile fuori dalla normale zona da pesca e dalla normale zona di traffico mercantile dopo essersi assicurati che il fondale sia inferiore ai 25 metri e quindi tagliare il sacco della rete dopo averlo dotato di idoneo segnalamento.

    I marittimi al comando, una volta individuato un ordigno esplosivo, dovranno informare con la massima tempestività questa Autorità Marittima nonché indicarle con la massima esattezza il punto di ritrovamento ed il punto nel quale intendono depositarlo.

    Qualora un ordigno esplosivo fosse inavvertitamente scaricato a bordo insieme al contenuto della rete, il Comandante del peschereccio dovrà decidere se liberarsi dell'ordigno passandolo fuori bordo o fare rotta per il porto più vicino, informando senza indugio per radiotelefono l'Autorità Marittima.

    È vietato l'accesso in porto ai motopescherecci che abbiano incocciato ordigni esplosivi. Per tali motopescherecci è altresì fatto obbligo di mantenersi alla distanza minima di 1 miglio dalla costa e di prendere contatti con le unità poste nelle vicinanze per mantenersi alla medesima distanza di sicurezza.

    Ai motopesca che abbiano incocciato ordigni esplosivi è fatto divieto di manomettere o far manomettere, per qualunque scopo, tali ordigni da personale estraneo alla Marina Militare.

    I Comandanti dei motopesca potranno limitarsi a sistemare gli ordigni sul ponte di coperta lontano da fonti di calore e da vibrazioni, fissandoli saldamente con tasselli e legature in modo che non possono muoversi; l'ordigno potrà poi essere coperto e mantenuto bagnato soprattutto nella parte a contatto con il ponte.

    In nessun caso si deve tentare di scrostare o pulire l'ordigno allo scopo di identificarne il tipo.

    Un peschereccio con un ordigno esplosivo a bordo o nella rete, deve darne avviso agli altri pescherecci nelle vicinanze fornendo la sua posizione e, se del caso quella in cui intende lasciare l'ordigno.

    Art. 30 - Incendio a bordo ovvero presso i depositi costieri.

    Il segnale di allarme per incendio in porto ovvero a bordo delle unità ormeggiate presso i canali ovvero per incendio che si sviluppa presso i depositi costieri è rappresentato da quattro fischi prolungati di sirena di uguale durata.

    Nel caso si abbia notizia di incendio di tale tipo, il personale militare dipendente comandato ha l'obbligo di raggiungere, con ogni immediatezza, il luogo in cui è scoppiato l'incendio allo scopo di venire prontamente impiegato nelle operazioni antincendio, in collaborazione con il locale distaccamento dei Vigili del Fuoco.

    È fatto, altresì, obbligo alla Corporazione Piloti, al Gruppo Ormeggiatori ed al rimorchiatore Impetus della "Panfido e C SRL" di Venezia di intervenire prontamente qualora un tale ordine venisse impartito dalla Capitaneria di Porto.

    Art. 31 - Divieto di pesca in porto.

    È vietato dar fondo con qualunque attrezzo nella fascia di m. 200 di mare compresa tra la radice Nord ed il Forte S. Felice.

    È vietato, altresì, ormeggiarsi ed esercitare la pesca con qualunque attrezzo sulle briccole che delimitano i canali laguna.

    È fatto assoluto divieto di esercitare la pesca subacquea e di carattere sportivo in porto.

    CAPO I I I

    NORME RELATIVE AGLI ACCOSTI ED ALLA PRECEDENZA NEGLI STESSI

    Art. 32 - Autorizzazione a navigare in ambito portuale. Richiesta di accosto

    Per ottenere l'autorizzazione prevista nei precedenti articoli 6 e 16 (per le navi in arrivo) e per l'assegnazione dell'accosto (sia nella zona portuale che negli ormeggi operativi in rada), il Comandante o l'Armatore della nave deve far pervenire alla Capitaneria di Porto - anche tramite il proprio raccomandatario marittimo esercente in Chioggia - una comunicazione scritta in doppia copia (di cui una in bollo), entro le ore 10.00 del giorno feriale precedente a quello di previsto arrivo.

    È fatta eccezione per le comunicazioni di arrivo di navi di linea che godono di accosto preferenziale, per le quali è previsto un termine diverso (vedi art. 34).

    Le richieste devono essere complete delle dichiarazioni impegnative previste quando si riferiscono ad ormeggi nei quali sono prescritti tempi e condizioni di lavoro particolari (ad esempio lavoro a turni) ed ogni altra comunicazione operativa quando ciò sia necessario.

    Una copia della comunicazione, nella quale il personale della sezione tecnica apporrà l'orario di presentazione convalidata del timbro tondo d'ufficio e della sigla dell'Ufficiale addetto alla sezione o del Nostromo, dovrà essere ritirata dagli interessati.

    Alle ore 12.00, viene compilata una "situazione dei previsti arrivi", riportata sul piano del porto presso la sezione Tecnica.

    Successivamente dovrà essere data conferma anche verbale dell'orario in cui si richiede che la nave raggiunga l'ormeggio ad essa assegnato, con le seguenti modalità:

    - movimenti da effettuarsi dalle 17.00 alle ore 08.00 dell'indomani entro le ore 16.30, per i movimenti da effettuarsi dalle ore 12.00 del sabato alle ore 08.00 del lunedì il termine è anticipato alle ore 11.30 de1 sabato;

    - movimenti da effettuarsi dalle 08.00 alle 14.00: entro le ore 10.00;

    - movimenti da effettuarsi dalle 14.00 alle 17.00: entro le ore 12.00.

    Le stesse modalità valgono anche per le richieste di cambio di ormeggio e di. partenza nave, salvo che per queste dovrà essere presentata una semplice comunicazione scritta in doppia copia, una delle quali dovrà essere restituita all'agenzia, vistata dall'ufficio tecnico con esplicita indicazione dell'ora in cui si chiede che venga effettuato il movimento.

    Tutte le variazioni superiori ai 60 minuti nell'orario indicato nelle comunicazioni predette devono essere comunicate, con le stesse modalità di cui sopra, all'ufficio Tecnico. In mancanza di comunicazione di variazione la nave si considera pronta all'orario già stabilito - se è in anticipo - e non pronta, se è in ritardo.

    Art. 33 - Previsione di transito in Porto - Accosti

    Il transito delle navi, tenuto conto di quanto stabilito nel precedente articolo 28 e nel successivo articolo 30, nonché di

    Eventuali motivi tecnici ed esigenze operative, viene stabilito con il seguente ordine di priorità:

  • navi da carico che godono di accosto preferenziale in uscita o in entrata;
  • navi da carico in uscita o in entrata;
  • navi che devono eseguire movimento, salvo che l'orario di lavoro delle maestranze portuali impegnate nelle operazioni che la nave ha in corso, imponga un diverso grado di priorità
  • navi in transito per motivi diversi dalle operazioni commerciali.
  •  

    Art. 34 - Preferenze negli accosti

    Fatta eccezione per le navi destinate ad ormeggiare agli accosti ad esse riconosciuti a titolo preferenziale di cui al successiva articolo 35, le preferenze negli accosti saranno attribuite rigorosamente in base all'ordine di arrivo nella rada esterna di questo porto.

    A tal fine farà fede l'orario di effettivo arrivo nella rada esterna comunicato dal Comando di bordo a questa Autorità Marittima o via radio o a mezzo telegramma.

    Fermo restando quanto sopra, gli accosti verranno assegnati in relazione alla lunghezza della banchina disponibile ed alle dimensioni delle navi in attesa. Nel caso la lunghezza di banchina disponibile non consenta l'ingresso della nave prima in turno alle navi che la seguono nel turno di dimensioni compatibili con l'accosto disponibile l'accosto le verrà assegnato a titolo provvisorio, con l'obbligo di lasciare l'ormeggio ottenuto qualora si verifichino condizioni che avrebbero permesso l'ingresso di una delle navi che la precedevano nel turno.

    In base allo stesso ordine le navi in attesa di accosto potranno chiedere lo spostamento di una o più navi ad altro ormeggio operativo adeguato alle loro esigenze (ormeggio adeguato deve intendersi quello che, per lunghezza di banchina, dotazione di mezzi meccanici e pescaggio, consenta alla nave di partire al termine delle operazioni commerciali previste), se a seguito dei suddetti spostamenti, si potesse rendere disponibile per le stesse un accosto operativo.

    In tal caso tutte le spese per i suddetti spostamenti sono a carico delle nave che li richiede.

    Nel caso che, per impossibilità delle navi prime in turno in relazione agli spazi disponibili ed agli spostamenti possibili, i movimenti vengano richiesti da navi che le seguono nel turno, l'accosto libero così resosi disponibile verrà assegnato alla nave che ha richiesto gli spostamenti a titolo provvisorio; resta fermo 1'obbligo a lasciare l'ormeggio ottenuto allorché, relativamente alla situazione esistente prima di effettuare gli spostamenti richiesti, si verifichino le condizioni che avrebbero permesso l'ingresso di una delle navi che la precedono nel turno.

    Quando una nave prima in turno abbia un pescaggio all'arrivo che le consenta di poter iniziare le operazioni di imbarco alle banchine del bacino della Marittima, con previsione di cambio d'ormeggio alla banchina del Canale Lombardo Esterno mentre altre navi, che seguono in turno, hanno necessità di ormeggio alla banchina di maggiore pescaggio, queste ultime, facendo richiesta scritta, potranno prendere ormeggio alla banchina spettante alla nave prima in turno, con l'impegno di lasciare libero detto ormeggio quando la nave prima in turno, per il raggiungimento del pescaggio massimo ammissibile per la banchina del bacino Marittima, debba continuare le proprie operazioni ad una banchina di maggior pescaggio.

    Le spese relative allo spostamento della nave prima in turno dal bacino Marittima alla banchina Lombardo Esterno sono a carico della nave richiedente.

    Art. 35 - Accosti preferenziali

    I sottoelencati accosti sono, di massima, riservati come segue:

    A) BANCHINA LEVANTE DEL BACINO MARITTIMA: i primi 140 metri a partire dalla testata, sono riservati all'ormeggio delle chiatte, motoburchi od altre navi addette alle operazioni di imbarco e sbarco cereali da navi in rada salvo quando vi sia in porto una nave con carico di impiantistica che ha esigenza di essere ormeggiata su detta banchina Levante.

    In tale ultimo caso, una chiatta prenderà ormeggio alla banchina sud del bacino Marittima - dopo la scassa per Ro/Ro -mentre l'altra prenderà ormeggio alla radice della banchina Levante del Bacino Marittima, e ciò allo scopo di avere le due chiatte il più vicino possibile per dar modo al mezzo meccanico impegnato nelle operazioni di imbarco/sbarco cereali di poter operare sia sull'una che sull'altra chiatta.

    Le spese per il movimento delle chiatte sono a loro carico.

    B) BANCHINA LOMBARDO ESTERNO: i primi 100 metri (ed oltre, se la nave da ormeggiare è di lunghezza superiore a detta misura) a partire dalla testata sono riservati per navi frigorifere. È facoltà della nave frigorifera, a seguito di richiesta dell'Agente nave e su esplicita autorizzazione in tal senso dell'Autorità Marittima, di optare per il posto d'ormeggio ubicato nelle immediate vicinanze dei magazzini frigo allo scopo di rendere più agevoli le operazioni commerciali. In tal caso tutte le spese dei movimenti delle navi necessari per permettere l'ormeggio della nave frigo sono a carico della nave stessa.

    Dette navi hanno l'obbligo di svolgere il lavoro di imbarco/sbarco merci con orario turni continuativi. impegnando tutte le vette o mani compatibili con le sistemazioni di bordo. Qualora la disponibilità di mani di lavoro non possa garantire l'effettuazione di almeno due turni continuativi di lavoro, nei giorni feriali da lunedì a venerdì, saranno consentite le operazioni in orario spezzato.

    Le spese per il disormeggio delle navi dal suddetto tratto di banchina sono a carico delle navi stesse.

    C) BANCHINA PONENTE E TRATTO DELLA BANCHINA SUD MUNITO DI SCASSA DEL BACINO MARITTIMA: riservata a navi traghetto Ro/Ro munita di portellone prora/poppa per il solo ormeggio di punta alla scassa.

    Gli accosti di cui sopra possono essere assegnati anche ad altre navi che ne facciano specifica richiesta in carta legale, con l'impegno di lasciare il posto di ormeggio al termine della giornata lavorativa, in occasione dell'arrivo delle navi cui il posto è riservato.

    Le spese per i movimenti relativi all'accosto per navi RO/RO vengono ripartite come segue:

    - sulla nave RO/RO in entrata grava la spesa per il movimento (disormeggio ed ormeggio) della nave ormeggiata alla banchina ponente qualora questa debba rientrare allo stesso ormeggio ed in caso contrario solo il disormeggio;

    - l'eventuale seconda nave ormeggiata alla banchina ponente, nel caso di arrivo di nave RO/RO lascerà l'ormeggio a proprie spese;

    - la nave ormeggiata alla banchina sud, qualora impedisca l'ormeggio della nave RO/RO, deve lasciare la banchina a proprie spese;

    - l'eventuale spesa per il tonneggio delle navi ormeggiate alla banchina levante, onde consentire alla nave ormeggiata alla banchina sud di rimanere in tale accosto, è a carico delle navi RO/RO mentre il tonneggio lungo la banchina sud è a carico della nave stessa.

    D) BANCHINA LOMBARDO ESTERNO: i primi 100 metri (ed oltre se la nave da ormeggiare è di lunghezza superiore a detta misura) a partire dalla radice sono riservati all'ormeggio di navi "FULL-CONTAINERS" e Ro/Ro in grado di operare in detto tratto di banchina.

    Ferma restando la riserva di cui sopra detto tratto di banchina potrà essere utilizzato, a titolo preferenziale, dalle navi di linea, come di seguito definite.

    L'arrivo delle navi in questione deve essere notificato con almeno 48 ore di anticipo. Nel caso di previsto arrivo in un giorno festivo o successivo ad un festivo il preavviso deve essere di almeno 48 ore rispetto all'ultimo giorno feriale utile per la predisposizione dei servizi.

    Gli accosti di cui sopra possono essere assegnati ad altre navi che ne facciano specifica richiesta in carta legale, con l'impegno di lasciare l'ormeggio al termine della giornata lavorativa in occasione dell'arrivo della nave cui il posto è riservato, tranne che si tratti di nave di linea.

    In caso di nave di linea la nave che ne occupa il posto può continuare ad occuparlo fino a quando si renda disponibile un qualsiasi posto compatibile con le sue caratteristiche tecniche, dove essa potrà essere spostata per lasciare il posto alla nave di linea, su richiesta di quest'ultima. E facoltà della nave di linea, a seguito di esplicita autorizzazione in tal senso dell'Autorità Marittima, di optare per il posto di ormeggio resosi disponibile senza procedere allo spostamento della nave che occupa il posto ad essa riservato.

    Le spese per il disormeggio delle navi che devono lasciare il posto in banchina sono a carico delle unità Full containers, RO/RO e di linea. È fatto comunque salvo il diritto di una nave di linea, che non goda dell'ormeggio ad essa riservato, perché altrimenti occupato da altra nave di linea, di usufruire del diritto di precedenza secondo il normale turno di accosto.

    Perché una nave venga considerata di linea è necessario che il proprietario/Armatore produca idonea documentazione atta a comprovare i seguenti elementi:

    1. itinerario della linea, completo delle date presunte di arrivo e partenza. Tale itinerario deve essere comunicato alla Capitaneria di Porto di Chioggia anticipatamente per ogni semestre solare;
    2. frequenza degli scali che devono avere carattere di periodicità, nel Porto di Chioggia con riferimento agli ultimi 3 (tre) anni: tali scali possono essere effettuati con navi sociali o noleggiate;
    3. abituale pluralità di caricatori per imbarchi di merce coperta di Polizza di carico di linea.

    Per gli Armatori che effettuino un nuovo servizio di linea l'accertamento del requisito di cui al punto 2) sarà limitato agli ultimi 12 mesi.

    Eventuali variazioni sulle date presunte di arrivo e partenza di cui al punto 1) , dovranno essere comunicate alla Capitaneria di Porto almeno 24 ore prima delle date previste.

    La mancata esecuzione senza validi elementi giustificativi da valutarsi ad insindacabile giudizio, da parte della Capitaneria di Porto di Chioggia, di tre approdi consecutivi previsti dall'itinerario, comporterà la perdita del beneficio dell'accosto preferenziale.

    Dette unità hanno l'obbligo di svolgere le operazioni di imbarco/sbarco merci con orario a turni continuativi impiegando tutte le mani o vette compatibili con le sistemazioni di bordo e con la disponibilità di manodopera e mezzi meccanici.

    Le unità che perdano il requisito di nave di linea per vendita o termine contratto noleggio potranno essere sostituite da unità aventi caratteristiche analoghe per lunghezza a stazza. In tal caso non sarà tenuto conto del requisito di cui al punto 2) dell'articolo 2.

    I Comandanti o gli Armatori delle navi di linea che richiedono di operare alle banchine ad esse riconosciute a titolo preferenziale devono comunicare, anche tramite il proprio Raccomandatario Marittimo esercente in Chioggia alla Capitaneria di Porto entro le ore 12.00 del giorno precedente il previsto arrivo e comunque con la massima tempestività, ogni variazione alle previsioni di arrivo e di sosta indicate nell'orario di linea: in mancanza di tale comunicazione 1'accosto verrà considerato libero e la nave potrà usufruire delle preferenze soltanto al seguente scalo previsto dal calendario di linea.

    Le navi alle quali sono riservati gli accosti elencati nel presente articolo potranno ormeggiare alle banchine loro riservate secondo l'orario di arrivo e le modalità previste.

    Art. 36 - Ormeggi diversi

    1) CAMPO BOE S. FELICE

    Vi possono ormeggiare unità non oltre le 35.000/40.000 T.S.L., con pescaggio fino a 28 piedi.

    Per l'ormeggio al Campo Boe S. Felice è obbligatorio l'uso di almeno 2 rimorchiatori.

    2) CAMPO BOE PEROGNOLA

    Vi possono ormeggiare unità non oltre le 15.000 T.S.L., di lunghezza non superiore ai 150 mt., con pescaggio non superiore a 23 piedi.

    Per l'ormeggio al Campo Boe Perognola è obbligatorio l'uso di almeno n1 rimorchiatore.

    3) CANALE LOMBARDO INTERNO - BANCHINA EUTERPE

    Lungo la banchina di Levante del Canale Lombardo Interno è consentito l'ormeggio di unità affiancate su due file.

    E' fatto obbligo ai proprietari dei pescherecci ormeggiati in doppia fila dalla testata della riva Est fino all'altezza della Calle Carrara di spostarli senza bisogno di specifica richiesta in tal senso da parte dell'Autorità Marittima, in occasione dell'arrivo e della partenza delle navi che operano nella Banchina EUTERPE.

    Qualora l'unità da pesca ormeggiata in prima fila nei primi 20 metri a partire dalla testata di detta riva, impedisca la manovra in entrata e uscita delle navi, questa Capitaneria di Porto potrà, di volta in volta, disporne il movimento per consentire l'ingresso della nave cemento.

    Il movimento dovrà avvenire almeno mezz'ora prima dell'orario di previsto arrivo o di prevista partenza della nave.

    I pescherecci potranno rioccupare il proprio posto di ormeggio appena portate a termine le manovre di entrata o di uscita delle navi.

    La data e l'ora dell'arrivo o della partenza delle navi dalla banchina EUTERPE dovranno essere rese note, a cura dell'agenzia marittima della nave, mediante affissione di un apposito cartello di adeguate dimensioni sulla struttura della gru esistente su detta banchina con almeno 24 ore di anticipo sull'ora di previsto arrivo o partenza.

    Le operazioni di ormeggio/disormeggio delle navi che operano alla banchina EUTERPE saranno vietate la domenica e nei giorni festivi infrasettimanali.

    Nella giornata del sabato tali operazioni saranno consentite solo dalle ore 12.00, ora in cui cessano le operazioni di bunkeraggio del distributore "SCARPA" del Canale Lombardo Interno, alle ore 14.00.

    L'ormeggio alla banchina EUTERPE del canale Lombardo Interno deve avvenire solo nelle ore diurne con l'ausilio del Pilota, in manovra a marcia indietro con la poppa verso l'interno. Il disormeggio e la partenza della nave potranno essere consentiti anche in ore notturne previa autorizzazione anche verbale dell'Autorità Marittima.

    Per quanto riguarda l'impiego dei rimorchiatori si richiama l'articolo 9 del Regolamento di rimorchio nel Porto di Chioggia, emanato con Ordinanza n. 22/74, che rende obbligatorio l'impiego di un secondo rimorchiatore in presenza di condizioni meteomarine particolarmente avverse e/o di scarsa visibilità.

    4) BANCHINA LOMBARDO ESTERNO - SBARCO DI CEMENTO ALLA RINFUSA

    Qualora, l'ormeggio munito di attacco manichetta per lo sbarco di cemento alla rinfusa sia occupato, è facoltà dell'Autorità Marittima, in relazione alle dimensioni ed alla tipologia del carico della nave all'ormeggio, ed alle dimensioni della nave di cemento, di consentire l'ormeggio di quest'ultima in seconda fila, affiancata alla prima, sulla coperta della quale sarà fatta passare la manichetta per lo sbarco de1 cemento.

    L'autorizzazione non sarà data se tale operazione dovesse recare intralcio alle operazioni commerciali della nave in banchina.

    5) PUNTI FONDA

    Nel tratto di mare territoriale antistante l'imboccatura del Porto di Chioggia in posizione: LAT. 4512'48" NORD - LONG. 1220'00" EST e nel tratto di mare territoriale antistante l'imboccatura del Po di Levante, in posizione: LAT. 4504'02" NORD - LONG. 1224'30" EST sono istituiti dei punti di fonda per effettuare operazioni commerciali ed allibo di navi su chiatte con l'osservanza delle disposizioni vigenti in materia di Polizia Marittima e Portuale per le navi allibate ed allibanti e le norme di carattere Sanitario e Doganale.

    Le navi alla fonda dovranno osservare le disposizioni per evitare gli abbordi in mare, mentre quelle in transito nella zona hanno l'obbligo di mantenersi a distanza e procedere a velocità tali da non ostacolare od arrecare pregiudizio o danno alle operazioni commerciali in corso.

    Art. 37 - Permanenza negli accosti - movimenti

    L'occupazione di accosti operativi da parte delle navi è consentita limitatamente al tempo necessario per effettuare operazioni commerciali di carico e scarico, in orario di lavoro normale delle maestranze portuali e con l'impiego di tutte le vette o mani compatibili con tutte le sistemazioni di bordo e di terra.

    Nel caso di congestione del traffico o in presenza di più navi in attesa, la Capitaneria di Porto può disporre che in tutti gli accosti, o in alcuni di essi, le operazioni di carico e scarico vengono svolte con orario di lavoro per turni continuativi feriali o festivi e stabilisce il termine massimo in cui, a meno di cause di forza maggiore, ma escluso ogni ritardo dovuto al fatto del ricevitore o caricatore, ciascuna nave deve ultimare le operazioni commerciali.

    Ultimate le operazioni commerciali o trascorsi i periodi di tempo sopraindicati, le navi devono lasciare immediatamente libero l'accosto operativo occupato. In caso di inadempienza la nave sarà tenuta a risarcimento dei danni eventualmente causati da altre navi in attesa di ormeggio ed i responsabili saranno perseguiti penalmente.

    Art. 38 - Agevolazioni di manovra

    Se si rende necessario eseguire, nell'interesse di una nave, movimenti di altre unità, le spese portuali relative sono a carico della nave beneficiaria, salvo quanto diversamente stabilito negli articoli precedenti.

    Tutte le navi devono prontamente eseguire i movimenti lungo la banchina che si rendono necessari per permettere l'ormeggio di altre navi su semplice disposizione verbale del personale della Capitaneria di Porto di Chioggia, anche se comunicato tramite l'agente marittimo raccomandatario esercente in Chioggia. In caso di inadempienza,la nave sarà tenuta al risarcimento dei danni eventualmente causati ad altre navi in attesa di ormeggio ed i responsabili saranno perseguiti penalmente.

    CAPO I V

    ESECUZIONE DELLE OPERAZ IONI COMMERCIALI E DEPOSITO MERCI IN BANCHINA

    Art. 39 - Modalità di esecuzione delle operazioni commerciali.

    In presenza di navi in attesa ed al fine di evitare forme di congestionamento, le navi che approdano nel porto di Chioggia devono effettuare le operazioni commerciali con l'osservanza delle seguenti norme:

    1. navi fino a tre boccaporti disponibili per il carico, con possibilità di impiego di tre squadre di lavoro hanno l'obbligo di utilizzarne almeno due. Le navi con due boccaporti disponibili devono impiegare almeno una squadra di lavoro;
    2. navi che hanno da quattro a sei boccaporti disponibili per il carico, con possibilità di impiego di quattro o più squadre di lavoro, hanno l'obbligo di utilizzarne almeno tre;
    3. le navi di stazza lorda superiori alle 500 tonnellate, con stiva unica devono osservare le disposizioni di volta in volta impartite dall'Autorità Marittima, a seconda dell'unità del carico. Le navi di stazza lorda inferiore alle 500 tonnellate, con stiva unica devono impiegare almeno una squadra di lavoro.

    Le disposizioni di cui sopra possono essere variate qualora la Compagnia Lavoratori Portuali o la CAV-SORIMA non siano in grado di soddisfare la richiesta di squadre di lavoro o gru, nel caso che particolari condizioni di carico/scarico consentano un maggiore o minore impiego delle mani di lavoro e comunque, a discrezione dell'Autorità Marittima, in considerazione di particolari situazioni portuali. In ogni caso deve essere rispettata la resa effettiva per mano prevista per i vari tipi merceologici, con uno scarto massimo in meno del 20% se vengono utilizzati mezzi meccanici da terra, e del 50% se vengono utilizzati i mezzi di sollevamento di bordo. Tali rese, comunicati ufficialmente dalla Compagnia Portuale, saranno verificate e, se del caso, aggiornate annualmente.

    Art.40 - Navi inoperose

    Le navi in banchina, in presenza di navi in attesa e pronte ad operare secondo le norme di cui all'art. 39, dovranno lasciare l'ormeggio a favore di queste ultime in caso di inoperosità totale o parziale per la mezza giornata o turno intero, con previsione di ulteriore inattività totale o parziale per la mezza giornata o turno festivo. Le navi che, secondo il suddetto meccanismo, lascino il proprio posto di ormeggio saranno inserite al primo posto nella lista delle navi in attesa di ormeggio.

    In caso di più navi che contemporaneamente si trovino nelle condizioni di cui al primo comma, la prima a lasciare il proprio ormeggio sarà l'ultima ad essere entrata, il cui ormeggio sia compatibile con le caratteristiche (lunghezza e pescaggio) e le esigenze della nave che deve operare.

    Analogamente le navi in attesa che rinunceranno all'ormeggio per mancanza di traffico conserveranno il proprio turno, mentre il posto di ormeggio sarà accordato alla prima delle navi che si dichiari pronta ad operare.

    Nel caso che nessuna delle navi in attesa sia pronta ad operare, il posto di ormeggio sarà tenuto libero finché venga richiesto da una nave pronta ad operare.

    Art. 41 - Norme per prevenire il congestionamento

    Al fine di prevenire il verificarsi di forme di congestionamento e di garantire il più alto livello possibile di operatività del porto, dovranno essere inoltre osservate le seguenti prescrizioni:

    1. gli Agenti Marittimi delle navi in previsione di accosto per il sabato mattina, devono rilasciare entro le ore 12.00 del venerdì apposita dichiarazione con la quale si impegnano ad operare, secondo le vigenti norme. Analoga dichiarazione dovrà essere presentata anche per le navi che non intendono operare nella giornata di sabato. Le unità che non intendono operare nella giornata del sabato perderanno il diritto all'ormeggio a favore di quelle, che le seguono in turno, che si sono impegnate ad operare, conservando il proprio posto in turno.
    2. Le navi che secondo il suddetto meccanismo verranno portate all'ormeggio per operare nella giornata di sabato, qualora si impegnino a lavorare a turni, acquisiscono il diritto a conservare l'ormeggio fino al completamento della giornata di lunedì, o della prima giornata lavorativa successiva. In caso contrario al termine del lavoro nella giornata di sabato dovranno lasciare l'ormeggio e riprendere il normale posto in turno di attesa;

    nella giornata di sabato le navi in banchina già dai giorni precedente dovranno regolarmente chiamare il turno di lavoro ed impiegare le mani prescritte.

    Qualora, per causa di forza maggiore debitamente documentata, le navi in banchina non fossero in condizioni di operare, dovranno lasciare l'ormeggio - a proprie spese - per dare la possibilità ad altre navi in attesa di effettuare operazioni commerciali. Tale eventuale inoperosità dovrà essere comunicata all'Autorità Marittima a cura degli Agenti Marittimi interessati, entro le ore 12.00 della giornata di venerdì .

    Tali unità saranno inserite al primo posto nella lista delle navi in attesa di ormeggio.

    In casi di più navi che contemporaneamente si trovino nelle condizioni di cui al comma precedente, la prima a lasciare il proprio ormeggio sarà l'ultima ad essere entrata il cui ormeggio sia compatibile con le caratteristiche (lunghezza e pescaggio) e le esigenze della nave che deve operare.

    Le navi che, secondo il suddetto meccanismo, verranno portati all'ormeggio per operare nella giornata di sabato, qualora si impegnino a lavorare a turni, acquisiscono il diritto a conservare l'ormeggio fino al completamento della giornata di lunedì, o della prima giornata lavorativa successiva.

    In caso contrario, al termine del lavoro nella giornata di sabato, dovranno lasciare l'ormeggio e riprendere il normale posto in turno di attesa.

    Art. 42 - Obblighi degli agenti marittimi raccomandatari

    Gli Agenti Marittimi Raccomandatari dovranno far pervenire giornalmente, entro le ore 09.00, alla sezione Tecnica una nota indicante i seguenti dati:

    1. numero dei boccaporti di cui dispone la nave;
    2. mani/mezzi meccanici richiesti;
    3. mani/mezzi meccanici ottenuti.

    Art. 43 - Pulizia banchine.

    Le banchine impiegate per le operazioni di carico e scarico delle navi devono essere rassettate appena le operazioni stesse siano state portate a termine.

    L'obbligo della pulizia delle banchine ed eventualmente degli specchi acquei incombe alle Agenzie Marittime alle quali si appoggiano le navi che effettuano operazioni commerciali.

    È comunque fatto assoluto divieto di gettare residui di qualsiasi natura che potrebbero determinare l'interrimento dei fondali.

    Art. 44 - Deposito merci in banchina

    Chi intende avvalersi del deposito di merci da imbarcare e sbarcare nel porto di Chioggia deve avanzare apposita istanza alla Capitaneria in carta bollata, indicando:

    1. le generalità del depositante o del proprietario della merce, ricevitore o caricatore;
    2. la zona portuale che si intende occupare, restando sempre in facoltà della Capitaneria di decidere, di volta in volta, se e quali zone possano essere occupate;
    3. natura della merce e prevista durata della sosta;
    4. quantità della merce.

    Il deposito è concesso gratuitamente per i primi cinque giorni a decorrere dalla data di partenza della nave dalla quale provengono le merci depositate, oppure, qualora si tratti di merce in attesa, di essere imbarcata, detto deposito è concesso gratuitamente per i primi cinque giorni, a decorrere dal momento in cui inizia 1/operazione di deposito e fino all'inizio delle operazioni di carico.

    Il canone dovuto per l'occupazione delle aree portuali è fissato in L 15 per metro quadrato e per ogni giorno dopo la franchigia e per i primi 30 giorni; L 100 per metro quadrato per ogni giorno successivo ai trenta giorni.

    Per le merci nere, ghiaia, pozzolana ed altri simili, i diritti di sosta precisati sono ridotti del 50%. 1 depositi, inoltre, dovranno essere fatti nelle aree destinate alla Capitaneria, a 12 (dodici) metri di distanza dal ciglio di banchina allo scopo di lasciare libera la circolazione stradale e dare la possibilità ad altre navi di compiere operazioni commerciali nel tratto di banchina antistante il deposito.

    La Capitaneria si riserva il diritto di far cessare l'occupazione quando lo ritenga necessario o conveniente per motivi di servizi marittimi e doganali, per lavori da eseguirsi o altro, a suo insindacabile giudizio. In tale caso il depositante provvederà, a sue spese, nel termine fissato dalla Capitaneria, allo sgombero del materiale depositato. In mancanza sana provveduto d'ufficio a spese dell'interessato.

    I depositi autorizzati non danno diritto a privilegio di ormeggio di navi e galleggianti in genere alle banchine fronteggianti i depositi stessi.

    È fatto assoluto divieto di depositare merci pericolose in porto.

    È consentito, invece, soltanto dietro espressa autorizzazione da parte di questa Capitaneria di Porto, la movimentazione da banchina a bordo e/o viceversa per il tempo strettamente necessario alle operazioni.

    Art. 45 - Aree portuali destinate al deposito merci.

    Le aree portuali destinate quali depositi temporanei di merci da imbarcare da navi nel Porto di Chioggia, saranno, di volta in volta, determinate da questa Capitaneria, con apposita autorizzazione scritta, in relazione all'istanza degli interessati e compatibilmente con l'esigenze del traffico portuale.

    Il piazzale compreso tra il varco doganale del Porto ed il magazzino MOCOMAR è destinato alla sosta temporanea di containers per un periodo di tempo eccedente quello necessario alle ordinarie operazioni portuali. Su detta area potranno essere temporaneamente poste in sosta altre merci quando libera da containers. I containers dovranno essere depositati in non più di tre pile verticali.

    L'uso di dette aree sarà consentito con le modalità di cui al presente articolo.

    Le rimanenti zone portuali possono essere utilizzate per la sosta temporanea di merci per periodi di tempo non eccedenti quelli necessari alle ordinarie operazioni portuali, previa autorizzazione da richiedersi, di volta in volta, alla Capitaneria di Porto di Chioggia.

    È vietato il deposito di merci pericolose in porto; fanno eccezione quelle destinate alla movimentazione che, qualora autorizzate, possono rimanere in banchina per il tempo strettamente necessario alle operazioni di imbarco e sbarco e comunque limitatamente alle ore diurne e solo direttamente da banchina a nave e viceversa.

    CAPO V

    DESTINAZIONE BANCHINE PER IL NAVIGLIO MINORE - DIVIETI

    ART. 46 - DIGA SALINE - La diga delle Sa1ine, nel tratto compreso tra la testata e la sesta briccola, è riservata al naviglio da diporto per il periodo compreso tra il 1 maggio ed il 30 settembre di ogni anno. È vietato l'ormeggio di punta ed è consentito l'ormeggio affiancato alle briccole in numero non superiore ad una unità. Il rimanente tratto della predetta diga è riservato all'ormeggio dei natanti addetti al traffico commerciale affiancati in numero non superiore ad una unità.

    I due gruppi briccola composti rispettivamente da n. 7 pali (ad Est) e n. 9 pali (ad ovest) e contraddistinti dai numeri 14 e 15 e relativo pontiletto in concessione alla Panfido e C SRL sono riservati per l'ormeggio del rimorchiatore Impetus, dislocato per il servizio di rimorchio nel porto di Chioggia.

    ART. 47 - CANALE S. DOMENICO - Il canale S. Domenico è riservato all'ormeggio del naviglio addetto alla pesca. È consentito l'ormeggio di unità affiancate una all'altra in misura non superiore alle tre in modo da non intralciare il regolare traffico nel canale stesso. Deve essere comunque data la precedenza nell'ormeggio alle unità che devono effettuare lavori di riparazione o manutenzione presso le officine ubicate lungo le banchine del canale sopraindicato. La preferenza all'ormeggio di cui trattasi deve essere riconosciuta agli armatori delle unità interessate che siano in grado di comprovarla con idonea documentazione.

    I due gruppi briccola ubicati all'imboccatura del canale S. Domenico (a Nord dell'omonimo ponte) composti da tre pali e dotati di relativo pontiletto in concessione alla "SIVA SPA", costituita ad uso fabbrica-ghiaccio, sono riservati per l'ormeggio delle imbarcazioni intente alle operazioni di imbarco di ghiaccio.

    ART. 48 - CANALE LOMBARDO INTERNO - Nel Canale Lombardo interno possono ormeggiarsi sia i natanti addetti al traffico che alla pesca, salvo quanto altrimenti disciplinato all'art. 36.

    La banchina Tombola è riservata alle operazioni commerciali dei natanti in servizio locale o alla navigazione interna.

    ART. 49 MERCATO ITTICO - Alle banchine del Mercato Ittico, sia lato Canale S. Domenico e lato Canale Lusenzo, è consentito l'ormeggio dei natanti da pesca per il tempo strettamente necessario allo sbarco del pescato. I natanti dovranno allontanarsi dalla banchina stessa non appena ultimate le operazioni di scarico. È vietato sostare per il carico delle cassette vuote, per il rifornimento di ghiaccio o riparazioni reti.

    ART. 50 - BANCHINA VIGO - a) La banchina della rivetta Vigo compresa tra il pontile delle suore Caroman e il ponte Vigo, in tre gruppi di briccole, è riservata all'ormeggio dei natanti adibiti al trasporto passeggeri in servizio locale ed altre imbarcazioni che, di volta in volta, vengano autorizzate dalla Capitaneria di Porto di Chioggia; b) i due pontili dell'ACTV sulla Riva Vigo sono riservati alle motonavi della linea Chioggia-Pellestrina-Venezia; c) il pontile delle suore di Ca'Roman ubicato sulla banchina Vigo è riservato ai natanti delle suora canossiane di Pellestrina.

    ART. 51 - BANCHINA DI SOTTOMARINA - La banchina di Sottomarina lungo il canale omonimo è riservata ai motoburchi e natanti da pesca in genere.

    ART. 52 - NAVI E GALLEGGIANTI IN DISARMO - Le navi ed i galleggianti in disarmo non possono essere ormeggiate nelle acque soggette al demanio marittimo senza preventivo permesso delle Capitaneria di Porto che assegnerà di volta in volta il posto.

    ART. 53 - DIVIETI DI ORMEGGIO - È vietato l'ormeggio o la sosta nelle seguenti zone:

    - specchio acqueo del Canale S. Domenico compreso tra le briccole n. 24A e 24C e il ponte girevole per Sottomarina, fatta eccezione per i natanti che attendono l'apertura del ponte;

    - banchina sud dell'Isola S. Domenico e precisamente quella antistante l'ex Cantiere Poli;

    - banchine del bacino Vigo e del Canale Vena prospiciente al fabbricato della Capitaneria di Porto che sono riservate ai mezzi navali della Capitaneria di Porto ed alla Corporazione Piloti;

    - alle briccole ubicate lungo il Canale S. Domenico, a ponente del fabbricato sede del Comando Tenenza Guardia di Finanza, è vietato l'ormeggio e la sosta a qualsiasi tipo di natante ad eccezione dei mezzi navali della Guardia di Finanza.

    - allo scopo di evitare possibili incidenti a persone o cose è vietato a qualsiasi imbarcazione attraversare lo specchio acqueo sottostante il ponte che collega la località Saloni al bacino della Marittima del Porto di Chioggia;

    - nel tratto della banchina di Tombola (Canale Lombardo Interno) compreso tra la cavana dei Vigili del Fuoco ed il limite di 14 metri verso levante è vietato l'ormeggio e la sosta a qualsiasi tipo di natante ad eccezione dei mezzi nautici dei Vigili del Fuoco;

    - è assolutamente vietato effettuare prove di macchina all'ormeggio sia in banchina sia alle briccole.

    Art. 54 - Divieto di prendere il bagno in porto.

    In tutte le zone acquee seguenti, di pertinenza del demanio marittimo, è vietato prendere il bagno:

    a) bacino Vigo; b) Canale Lombardo Interno, Canale Lombardo Esterno e canalette Morin e Cementi; c) Canale S. Domenico Interno, Canale S. Domenico Esterno; d) bacino della Stazione Ferroviaria e canaletta di collegamento con il canale Lombardo; e) canale che costeggia l'abitato di Sottomarina, la parte nord del ponte di Sottomarina e l'isola dei Cantieri fino ad una distanza di m. 100 da terra; f) bacino della Stazione Marittima; g) bacino di S. Felice; h) nell'interno delle dighe di accesso al porto ed avamporto ed in tutti i canali navigabili della laguna.

    Chioggia, lì 13.02.1991

    IL COMANDANTE

    C.F. (CP) Riccardo BARNABEI

    INDICE

    ART. 1 Scopo del Regolamento

    ART. 2 Zone di applicazione del Regolamento

    ART. 3 Navi e galleggianti soggetti alla regolamentazione

    ART. 4 Rinvio a disposizioni particolari

    ART. 5 Incidenti

    ART. 6 Navigazione e movimento

    ART. 7 Suddivisione delle norme

    CAPO I - NORME RELATIVE ALLA NAVIGAZIONE DELLE NAVI AVENTI STAZZA LORDA NON INFERIORE ALLE 50 TONNELLATE O LARGHEZZA NON INFERIORE AI 7 METRI E DI TUTTE LE NAVI CHE SI TROVANO NELLE CONDIZIONI PREVISTE NELL'ART. 3 O CHE DEVONO COMPIERE OPERAZIONI COMMERCIALI

    ART. 8 Pescaggio e dimensioni delle navi

    ART. 9 Divieti

    ART. 10 Obblighi durante la navigazione nell'ambito portuale

    ART. 11 Obblighi negli ormeggi

    ART. 12 Incroci e sorpassi

    ART. 13 Operazioni di bunkeraggio, allibo e trasporto merci

    ART. 14 Presenza minima dei componenti l'equipaggio delle navi in sosta nel Porto di Chioggia

    ART. 15 Incendio a bordo ed in porto

    CAPO I I - NORME RELATIVE ALLA NAVIGAZIONE E ALLA SOSTA DI DRAGHE, MEZZI EFFOSSORI, CONVOGLL, BURCHI E NATANTI IN GENERE, ECCETTUATE LE NAVI RIENTRANTI FRA QUELLE DI CUI ALL'ART.3 O CHE DEVONO COMPIERE OPERAZIONI COMMERCIALI

    ART. 16 Navigazione e movimento

    ART. 17 Orari di navigazione e movimento

    ART. 18 Divieti

    ART. 19 Obblighi durante la navigazione

    ART. 20 Ormeggio ACTV Banchina Vigo

    ART. 21 Obblighi agli ormeggi

    ART. 22 Divieti di ormeggio

    ART. 23 Incroci e sorpassi. Precedenze

    ART. 24 Navi a vela

    ART. 25 Burchi e natanti

    ART. 26 Draghe

    ART. 27 Convogli

    ART. 28 Limiti

    ART. 29 Rinvenimento di ordigni esplosivi

    ART. 30 Incendio a bordo ovvero presso i depositi costieri

    ART. 31 Divieto di pesca in porto

    CAPO I I I - NORME RELATIVE AGLI ACCOSTI ED ALLA PRECEDENZA NEGLI STESSI

    ART. 32 Autorizzazione a navigare in ambito portuale. Richiesta di accosto

    ART. 33 Previsione di transito in porto. Accosti.

    ART. 34 Preferenze negli accosti

    ART. 35 Accosti preferenziali

    ART. 36 Ormeggi diversi

    ART. 37 Permanenza negli accosti. Movimenti

    ART. 38 Agevolazioni di manovra

    CAPO IV - ESECUZIONE DELLE OPERAZIONI COMMERCIALI E DEPOSITO MERCI IN BANCHINA

    ART. 39 Modalità di esecuzione delle operazioni commerciali

    ART. 40 Navi inoperose

    ART. 41 Norme per prevenire il congestionamento

    ART. 42 Obblighi degli agenti raccomandatari

    ART. 43 Pulizia banchine

    ART. 44 Deposito merci in banchina

    ART. 45 Aree portuali destinate ai depositi di merci

    CAPO V - DESTINAZIONE BANCHINE PER IL NAVIGLIO MINORE - DIVIETI

    ART. 46 Diga Saline

    ART. 47 Canale S. Domenico

    ART. 48 Canale Lombardo Interno

    ART. 49 Mercato Ittico

    ART. 50 Bacino Vigo

    ART. 51 Banchina Sottomarina

    ART. 52 Navi e galleggianti in disarmo

    ART. 53 Divieti di ormeggio

    ART. 54 Divieto di prendere il bagno in porto

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