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DI VENEZIA


NAVIGAZIONE LAGUNARE: REGOLAMENTAZIONI

CAPITANERIA DI PORTO DI CAORLE
ORDINANZA N 02/1995

"Divieto di balneazione, disciplina del transito di mezzi nautici e dell'uso di bilance da pesca nelle foci dei fiumi e dei canali comunicanti con il mare".

Il Capitano di Corvetta (CP), Capo del Circondario Marittimo e Comandante del porto di Caorle;

VISTI gli artt. 28, 30, 31, 62 e 81 del Codice della navigazione, approvato con R.D. 30 Marzo 1942, n 327, nonché l'art. 59 del regolamento per l'esecuzione del Codice della Navigazione (parte marittima), approvato con D.P.R. 15 Febbraio 1952, n 328;

VISTO il D.M. 15 gennaio 1976, pubblicato sulla G.U. n 257 del 27.9.1976, con cui sono stati fissati i limiti fra demanio marittimo e demanio idrico alle foci dei fiumi e dei corsi d'acqua comunicanti con il mare nell'ambito del Comparti mento Marittimo di Venezia, e quindi di questo Circondario, e con il quale sono state riconosciute demaniali marittime:

  1. foce del Sile: le acque comprese fra il mare ed il ponte stradale, a monte, sul quale passa la via Fausta:
  2. foce del Piave: le acque comprese fra il mare e la linea ortogonale all'asse del fiume, tracciata dalla sponda meridionale della conca di Cortellazzo;
  3. foce del Livenza: le acque comprese fra il mare e la linea ortogonale all'asse del fiume, tracciata in corrispondenza della sponda meridionale del canale dell'0rologio;
  4. d) foce del Canale Nicesolo - Porto Falconera: le acque comprese fra il mare, porto Falconera ed il canale Nicesolo fino alla linea ortogonale all'asse del canale stesso, tracciata in corrispondenza della sponda meridionale del canale Riello;
  5. foce del canale dei Lovi, porto Baseleghe, canale di Lugugnana: lo specchio acqueo compreso fra il mare ed il limite meridionale del canale costituente la cosiddetta "litoranea Veneta";
  6. foce del Tagliamento: le acque comprese fra il mare e la linea ortogonale all'asse del fiume, tracciata in corrispondenza del lato meridionale dell'idrovia esistente sulla sponda sinistra del fiume.

VISTA l'ordinanza 6/93 in data 30 marzo 1993 dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Caorle;

VISTO il decreto del magistrato alle Acque di Venezia in data 8 febbraio 1938, la cui validità è data confermata dal predetto Ufficio con foglio n. 11508 dell'11 novembre 1977;

CONSIDERATA la necessità di emanare disposizioni comportanti il divieto di balneazione, la disciplina del transito e della velocità dei mezzi nautici nonché l'uso delle bilance da pesci alle foci dei fiumi e sui corsi d'acqua comunicanti con il mare, nell'ambito del Circondario Marittimo di Caorle;

ORDINA

ARTICOLO 1 - (DIVIETO Di BALNEAZIONE) -

Nelle acque demaniali marittime delle foci dei fiumi e dei canali comunicanti con il mare - delimitate come da D.M. 15 Gennaio 1976, pubblicato sulla G.U. n. 257 del 27.9.1976, ed indicate in epigrafe - è permanentemente vietata la balneazione. Tale divieto si estende alle acque marine prospicienti le bocche dei predetti corsi d'acqua fino ad una distanza di 200 metri, misurata dai moli delimitanti le foci, ovvero dalle estremità più avanzate verso il mare degli argini o delle golene.

ARTICOLO 2 - (TRANSITO E VELOCITÀ DEI MEZZI NAUTICI) -

All'interno dei canali, salvo espressa autorizzazione dell'Autorità Marittima, è vietata la sosta, l'ancoraggio e qualsiasi attività, da parte di tutte le unità in transito, che non sia quella dei trasferimento diretto verso la foce o viceversa.

I mezzi nautici di qualsiasi specie, che percorrono le acque demaniali marittime di cui al precedente art. 1, devono:

  1. navigare con prudenza seguendo rotte dirette. facendo sempre uso dei motore anche se la propulsione principale è a vela, tenendosi, per quanto praticabile e quando ciò non comporti pericolo, vicino al limite di destra del canale rispetto alla propria rotta.
  2. le unità con propulsione esclusivamente a vela dovranno navigare con particolare cautela, seguendo rotte per quanto possibile dirette, tenendosi. per quanto praticabile e quando ciò non comporti pericolo. nella parte destra del canale rispetto alla propria rotta. E' vietata, invece, la navigazione di piccoli natanti a vela con superficie velica non superiore a 4 metri quadrati tipo OPTIMIST, LASER ecc.).
  3. avere una velocità relativa non superiore ai tre nodi (circa 5.5 km/h) e comunque tale da non provocare onde;
  4. osservare le regole di rotta, di precedenza e di segnalazioni prescritte dal Regolamento Internazionale per

prevenire gli abbordi in mare del 1972 e successive modifiche (Colreg).

ARTICOLO 3 (TRANSITOTRAGHETTO - AVVERTENZA) -

Le unità in navigazione nel canale del fiume Livenza dovranno prestare massima attenzione per il transito del traghetto "S. Margherita" -3VE586 - che effettua il collegamento tra le due sponde dello stesso corso d'acqua. Tali unità, come lo stesso traghetto, dovranno navigare e manovrare secondo le regole contenute nel regolamento Internazionale del 1972, e successive modifiche, per evitare gli abbordi in mare.

ARTICOLO 4 - (BILANCE DA PESCA) -

L'uso delle bilance da pesca, sistemate sugli argini dei fiumi e dei canali comunicanti con il mare ed operanti nelle acque demaniali marittime di cui al precedente ari 1) - comunque subordinato al possesso della licenza di pesca rilasciata dall'Amministrazione della Città metropolitana - è soggetto all'osservanza delle seguenti disposizioni:

  1. la manovra dell'attrezzo da pesca (bilancia) è consentita soltanto al concessionario, ovvero, nel caso di Soc. Cooperative, alle persone espressamente delegate. E' fatto divieto tassativo di sub-affidare a terzi la manovra dell'attrezzo da pesca (bilancia) anche se a titolo temporaneo. Il concessionario (o il delegato della Soc. Cooperativa) dovrà pertanto, premunirsi affinché, nella sua eventuale assenza, i comandi dell'attrezzo da pesca siano chiusi con dispositivi di sicurezza atti ad impedire l'uso a terzi;
  2. allo scopo di evitare situazioni di pericolo per le persone imbarcate su mezzi nautici in transito, come pure intralci alla navigazione, l'attrezzo da pesca (bilancia) può essere tenuto immerso nel corsi d'acqua di cui al precedente art. 1 soltanto nelle ore diurne, in condizioni di buona visibilità ed alla costante presenza del concessionario (o del delegato delle Soc. Cooperative). Negli altri casi. l'attrezzo da pesca anzidetto dovrà essere mantenuto sollevato dall'acqua in modo tale da evitare ogni ingombro al corso d'acqua. Qualora le parti fisse del manufatto costituenti la bilancia sporgano, anche in parte, sul corso d'acqua prospiciente, il concessionario dovrà applicarvi un idoneo segnalamento luminoso fisso di colore rosso, che dovrà essere sempre attivato durante le ore notturne ed in condizioni di visibilità ridotta. La luce rossa dovrà avere una portata non inferiore a 250 metri. Durante le ore diurne l'ingombro dovrà essere segnalato con una bandiera rossa;
  3. per quanto attiene gli ingombri in acqua, relativi ai tiranti utilizzati per il recupero e l'ammaino della rete, i concessionari delle bilance da pesca dovranno provvedere a posizionare, per ogni bilancia, almeno un palo di colore rosso che avrà la funzione di ricevere alla radice il tirante ed individuare un canale navigabile libero da cavi o ingombri pericolosi per la navigazione. Tale segnalamento dovrà essere dotato di un segnale luminoso di colore rosso, su un arco di orizzonte di 360 e di intensità tale da essere visibile ad una distanza non inferiore a 250 metri.;
  4. il concessionario è tenuto a stipulate con una delle imprese di cui al D.M. 30.12.1975 (G.U. n 343/75), un contratto di assicurazione contro danni diretti e/o indiretti che possono derivare a persone e/o cose per l'uso dell'attrezzo da pesca, o in conseguenza dell'esercizio della concessione, pattuendo congrui massimali di garanzia, comunque non inferiori a quelli stabiliti dalla legge per la circolazione dei motoscafi e delle imbarcazioni a motore ad uso privato. A richiesta degli Ufficiali o Agenti di P.G. dovrà esibire la relativa polizza.

ARTICOLO 5 (DISPOSIZIONI FINALI)

La presente ordinanza entra in vigore alle ore 00.01 del 1 marzo 1995, sostituisce ed abroga la n 6/93 in data 30 marzo 1993 dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Caorle.

È fatto obbligo a chiunque di osservarla ai sensi degli, articoli 1164, 1174 dei codice della navigazione.

Gli Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria sono incaricati dell'esecuzione della presente ordinanza.

I contravventori alla presente ordinanza, salvo che il fatto non costituisca più grave reato e salve, in tal caso, le eventuali maggiori responsabilità loro derivanti dall'illecito comportamento, saranno perseguiti ai sensi degli articoli 1164 - 1174 - 1231 del codice della navigazione e dall'articolo 39 della legge 11 febbraio 1971 n. 50 sulla navigazione da diporto ovvero dall'articolo 650 del codice penale.

La presente ordinanza sarà pubblicata all'albo dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Caorle, della

delegazione di Spiaggia di Jesolo ed agli albi dei Comuni rivieraschi interessati.

Caorle, 30 gennaio 1995

Il Comandante
Capitano di Corvetta (CP)

Luigi GIARDINO

 

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