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SERVIZI ALLA CIRCOLAZIONE: AGENZIE ED AUTOSCUOLE E AUTOFFICINE REVISIONI

LEGISLAZIONE E NORMATIVA SULLE AGENZIE AUTOMOBILISTICHE
(parte seconda)

R.D. 23 maggio 1924, n. 827. Art. 54.

R.D. 18 giugno 1931, n. 773. Art. 115

L. 10 giugno 1982, n. 348: Costituzione di cauzioni con polizze fidejussorie a garanzia di obbligazioni verso lo Stato ed altri enti pubblici. Artt. 1 - 2 -

L. 1° dicembre 1986, n. 870. Artt0. 18 - 19

L. 8 agosto 1991, n. 264: Disciplina dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto.

D.M. 9 novembre 1992: Definizione dei criteri relativi all'idoneità dei locali degli studi di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto ed all'adeguatezza della capacità finanziaria per l'esercizio della medesima attività.

D.M. 9 dicembre 1992: Definizione dei criteri per la programmazione numerica a livello provinciale, ed in rapporto con l'indice provinciale della motorizzazione civile, delle autorizzazioni all'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto.

D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495: Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada.

D.M. 17 Febbraio 1993: Determinazione dell'importo della cauzione pecuniaria da depositarsi presso l'amministrazione provinciale contestualmente al rilascio dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto

L. 4 gennaio 1994, n. 11: Adeguamento della disciplina dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto e della certificazione per conto di terzi.

D.M. 1° settembre 1994: Approvazione della tariffa degli emolumenti dovuti agli uffici del pubblico registro automobilistico.

D.M. 16 aprile 1996, n. 338: Regolamento concernente i programmi di esame e le modalità di svolgimento degli esami di idoneità all'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto.

D.M. 26 aprile 1996: Determinazione dell'importo una tantum dovuto alle imprese esercenti attività di consulenza.

D. Dirig. 2 luglio 1996: Attestati di idoneità professionale all'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto. Artt. 1 - 2.

Nuovo Codice della Strada. - Art. 92. Estratto dei documenti di circolazione o di guida.

Codice Civile. - Artt. 2215 - 2216

Regolamento Provinciale per la disciplina dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto.



Tabella A (articolo 1)

COMPITI E ADEMPIMENTI DELLE IMPRESE DI CONSULENZA
PER LA CIRCOLAZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO

Consulenza, assistenza e adempimenti, compresa la richiesta delle prescritte certificazioni, relativi ai tipi di operazioni di cui alla tabella 3 allegata alla legge 1° dicembre 1986, n. 870, e successive modificazioni e integrazioni.

Consulenza, assistenza e adempimenti, compresa la richiesta delle prescritte certificazioni, connessi all'esercizio dell'attività di autotrasporto di cose o relativi ad iscrizioni, variazioni, cancellazioni e certificazioni connesse all'albo di cui alla legge 6 giugno 1974, n. 298, e successive modificazioni e integrazioni.

Consulenza, assistenza e adempimenti relativi a istanze, richieste e scritture private inerenti a veicoli, natanti e relativi conducenti, la cui sottoscrizione sia soggetta o meno ad essere autenticata, e relativi adempimenti di regolarizzazione fiscale.

Consulenza, assistenza e adempimenti, compresa la richiesta delle prescritte certificazioni, relativi alle formalità inerenti alla tenuta del pubblico registro automobilistico, secondo le voci di cui all'allegato B al decreto legislativo luogotenenziale 18 giugno 1945, n. 399, concernente la tabella degli emolumenti dovuti agli uffici del pubblico registro automobilistico, e successive modificazioni e integrazioni.

Consulenza, assistenza e adempimenti, compresa la richiesta delle prescritte certificazioni, per conversioni di documenti esteri e militari relativi a veicoli, natanti e relativi conducenti. Consulenza, assistenza e adempimenti, compresa la richiesta delle prescritte certificazioni, comunque imposti da leggi o regolamenti relativamente a veicoli, natanti e relativi conducenti.



D.M. 9 novembre 1992:

Definizione dei criteri relativi all'idoneità dei locali degli studi di consulenza
per la circolazione dei mezzi di trasporto
ed all'adeguatezza della capacità finanziaria per l'esercizio della medesima attività (1).


(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 1° dicembre 1992, n. 283.

IL MINISTRO DEI TRASPORTI

Vista la legge 8 agosto 1991, n. 264, con la quale si disciplina l'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto;

Visto l'art. 3, comma 1, lettera g), di detta legge, che demanda al Ministro dei trasporti la definizione dei criteri relativi all'idoneità dei locali degli studi di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto ed all'adeguatezza della capacità finanziaria per l'esercizio della medesima attività;

Considerata pertanto la necessità di provvedere alla definizione dei summenzionati criteri;

Decreta:



Art. 1.

1. I locali degli studi di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, riconosciuti idonei dall'autorità competente al rilascio dell'autorizzazione, devono essere adibiti esclusivamente all'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, così come definita dall'art. 1 della legge 8 agosto 1991, n. 264.

2. L'altezza minima di tali locali è quella prevista dal regolamento edilizio vigente nel comune in cui ha sede lo studio di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto.

3. Tali locali devono comprendere:

a) un ufficio ed un archivio di almeno 30 m2 di superficie complessiva, con non meno di 20 m2 utilizzabili per il primo se posti in ambienti diversi. L'ufficio, areato ed illuminato, dovrà essere dotato di un arredamento atto a permettere un temporaneo, agevole stazionamento del pubblico;

b) servizi igienici composti da bagno ed antibagno illuminati ed areati.

4. In aggiunta a quanto previsto dal primo comma del presente articolo, qualora lo studio di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto sia in possesso anche dell'autorizzazione a svolgere attività di autoscuola, i locali destinati allo svolgimento dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto e di autoscuola potranno avere in comune l'ingresso e gli uffici di segreteria destinati alla ricezione del pubblico ed al ricevimento degli incarichi, sempre nell'osservanza di quanto prescritto al punto 3.



Art. 2.

I criteri stabiliti dal presente decreto non si applicano ai locali degli studi di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto che, alla data di entrata in vigore della legge 8 agosto 1991, n. 264, ovvero il 5 settembre 1991, esercitavano già attività di agenzia per il disbrigo di pratiche automobilistiche, autorizzata ai sensi dell'articolo 115 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.



Art 3.

I criteri stabiliti dal presente decreto si applicano anche alle imprese o società che, pur esercitando l'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, prima dell'entrata in vigore della legge 8 agosto 1991, n. 264, trasferiscono la propria attività a qualsiasi titolo, esclusa l'ipotesi di sfratto, in locali diversi da quelli in cui l'attività di consulenza veniva esercitata anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto.



Art. 4.

1. Le imprese individuali e le società, già esercitanti l'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto alla data del 5 settembre 1991, sulla base dell'autorizzazione di cui all'art. 115 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, sono esentate dal dimostrare l'adeguata capacità finanziaria di cui all'art. 3, comma 1, lettera g), della legge 8 agosto 1991, n. 264, fatto salvo il possesso dei requisiti di cui all'art. 3, comma 1, lettere c), d) ed e), della stessa legge.

2. Le imprese individuali e le società che richiedono alle province un'autorizzazione per iniziare ex novo attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, fatti salvi i requisiti previsti dalla legge 8 agosto 1991, n. 264, dovranno dimostrare di avere adeguata capacità finanziaria mediante una attestazione di affidamento nelle varie forme tecniche, rilasciata da parte di:

a) aziende o istituti di credito;

b) società finanziarie con capitale sociale non inferiore a cinque miliardi. L'attestazione deve avere riferimento ad un importo pari a L. 100.000.000, effettuata secondo lo schema allegato al presente decreto.



D.M. 9 dicembre 1992:
Definizione dei criteri per la programmazione numerica a livello provinciale,
ed in rapporto con l'indice provinciale della motorizzazione civile,
delle autorizzazioni all'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto (1).

(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 22 dicembre 1992, n. 300.

IL MINISTRO DEI TRASPORTI

Vista la legge 8 agosto 1991, n. 264, con la quale si disciplina l'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto;

Visto l'art. 2, comma 2, di detta legge, che demanda al Ministro dei trasporti la definizione dei criteri per la programmazione numerica a livello provinciale, ed in rapporto con l'indice provinciale della motorizzazione civile, delle autorizzazioni all'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto;

Considerata pertanto la necessità di provvedere alla definizione dei summenzionati criteri;

Decreta:



Art. 1.

1. Il numero di autorizzazioni su base provinciale, per l'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, è dato dalla relazione n=v/2.400 in cui:

n=numero agenzie;

v=numero dei veicoli circolanti immatricolati nella provincia.



Art. 2.

1. Nelle province in cui, in base alla determinazione eseguita secondo l'art. 1 del presente decreto, il numero delle autorizzazioni da concedere risultasse inferiore al numero degli studi di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, già operanti sul territorio alla data del 5 settembre 1991, in base alla licenza di cui all'art. 115 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, verranno rilasciate autorizzazioni in soprannumero, in misura tale da garantire comunque la riconversione di tutte le licenze valide ed operanti alla data di entrata in vigore della legge 8 agosto 1991, n. 264. Verranno rilasciate altresì autorizzazioni in soprannumero in caso di cessione di azienda per atto inter vivos o mortis causa, se riferite ad aziende già operanti alla data di entrata in vigore della legge 8 agosto 1991, n. 264.

2. Nelle province in cui il numero degli studi di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, operanti alla data di entrata in vigore della legge 8 agosto 1991, n. 264, risultasse inferiore rispetto al numero programmato di autorizzazioni, risultante in base alla determinazione eseguita secondo l'art. 1 del presente decreto, verranno rilasciate a cura delle province medesime un numero di autorizzazioni pari alla differenza tra il numero degli studi di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto già operanti ed il numero di autorizzazioni programmate. Le nuove autorizzazioni verranno rilasciate a singole imprese o società in possesso dei requisiti previsti dalla legge 8 agosto 1991, n. 264, secondo criteri e modalità che le province, nel rispetto del presente decreto, indicheranno con proprio regolamento.



D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495:
Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada (1).

Art. 337. (Art. 123 Cod. Str.) Attività di consulenza da parte degli enti pubblici non economici.

1. L'attività di consulenza degli enti pubblici non economici è disciplinata dalla legge 8 agosto 1991, n. 264, così come modificata dalla legge e integrata dalla legge 4 gennaio 1994, n.11. Essa è svolta dagli appositi uffici dipendenti, individuati tramite elenco da comunicare alle competenti provincie ed agli uffici periferici della Direzione Generale della M.C.T.C., entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. Tale elenco deve essere aggiornato ad ogni variazione che venga apportata allo stesso.(2)

(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 28 dicembre 1992, n. 303, S.O.
(2) Articolo così sostituito dall'art.193, D.P.R. 16 settembre 1996, n.610 /Gazz. Uff. 4 dicembre 1996, n.284, S.O.)



D.M. 17 Febbraio 1993:
Determinazione dell'importo della cauzione pecuniaria
da depositarsi presso l'amministrazione provinciale
contestualmente al rilascio dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività di
consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto.
(1)


(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. del 26 marzo 1993, n°71.

IL MINISTERO DEI TRASPORTI
di concerto con
IL MINISTERO DELLA MARINA MERCANTILE e
IL MINISTERO DELLE FINANZE

Vista la legge 8 agosto 1991, n°264, con la quale si disciplina l'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto.

Visto l'art. 3, comma 4, di detta legge, con il quale si demanda al Ministro dei trasporti di concerto con i Ministri della marina mercantile e delle finanze la determinazione dell'entità della cauzione pecuniaria da depositarsi presso l'amministrazione provinciale contestualmente al rilascio dell'autorizzazione di cui al comma 1, stesso articolo, della legge citata.

Ritenuta la necessità di determinare l'importo della cauzione in argomento;

decreta:



articolo unico

1. La cauzione di cui all'art. 3, comma 4, della legge 8 agosto 1991, n°264, è determinata in £. 5.000.000.

  1. La suddetta cauzione sarà versata contestualmente al rilascio dell'autorizzazione di cui al comma 1, mediante deposito su buono fruttifero da individuare da parte del depositante, a condizione che la provincia ne riconosca l'idoneità e l'affidabilità.

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 17 febbraio 1993

Il Ministro dei trasporti: TESINI
Il Ministro della marina mercantile: TESINI
Il Ministro delle finanze: GORIA



L. 4 gennaio 1994, n. 11:

Adeguamento della disciplina dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto e della certificazione per conto di terzi. (1)

(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 10 gennaio 1994, n. 6.

Art. 1.

1. La legge 8 agosto 1991, n. 264 , si applica anche alle attività di rilascio di certificazione per conto di terzi e agli adempimenti ad esse connessi, se previsti, alla data di entrata in vigore della stessa legge, nella licenza rilasciata dal questore ai sensi dell'articolo 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, per il disbrigo di pratiche automobilistiche.

2. L'attività indicata al numero 1) della tabella 3 allegata alla legge 1° dicembre 1986, n. 870, è di esclusiva competenza delle autoscuole.

3. L'attività di consulenza per la circolazione di mezzi di trasporto è esercitata da imprese e società, ai sensi della citata legge n. 264 del 1991, nonché, limitatamente alle funzioni di assistenza e agli adempimenti relativi alle operazioni concernenti le patenti di guida e i certificati di abilitazione professionale alla guida di mezzi di trasporto, dalle autoscuole. Nello svolgimento della suddetta attività si applicano alle autoscuole le disposizioni di cui alla citata legge n. 264 del 1991.

4. L'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto esercitata direttamente dall'Automobile Club d'Italia ovvero dagli uffici in regime di concessione o di convenzionamento con gli automobile club istituiti successivamente alla data del 5 settembre 1991 è soggetta all'autorizzazione prevista dalla citata legge n. 264 del 1991. L'autorizzazione è rilasciata dalla provincia, nel rispetto del programma provinciale delle autorizzazioni di cui all'articolo 2, comma 3, della citata legge n. 264 del 1991, su richiesta dell'automobile club competente, direttamente a tale ente in relazione agli uffici dallo stesso specificamente indicati nella richiesta, purché i soggetti designati quali titolari degli uffici stessi siano in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 3 della citata legge n. 264 del 1991, nonché dell'attestato di idoneità professionale di cui all'articolo 5 della stessa legge. All'automobile club competente si applica l'articolo 9 della citata legge n. 264 del 1991 (2).

(2) Comma così modificato dall'art. 2, D.L. 25 novembre 1995, n. 501, nel testo modificato dalla relativa legge di conversione.



Art. 2.

1. All'articolo 2, comma 2, della legge 8 agosto 1991, n. 264, la parola: «sentite» è sostituita dalla seguente: «sentiti»; e dopo le parole: «associazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale» sono inserite le seguenti: «e l'Automobile Club d'Italia».

2 ........................................................(3).

3 ........................................................(4).

4. Nei locali sede degli uffici dell'Automobile Club d'Italia (ACI) e degli automobile club possono essere svolte esclusivamente le attività dirette al conseguimento dei fini istituzionali dell'ACI stesso. Nei locali sede degli uffici delle società e delle imprese che esercitano l'attività di cui all'articolo 1 della citata legge n. 264 del 1991 possono essere svolti esclusivamente servizi relativi alla circolazione dei mezzi di trasporto.

(3) Aggiunge la lettera d-bis) all'art. 5, comma 1, L. 8 agosto 1991, n. 264.

(4) Aggiunge la lettera d-bis) all'art. 8, comma 1, L. 8 agosto 1991, n. 264.



Art. 3.

1. All'articolo 7, comma 2, della legge 8 agosto 1991, n. 264, le parole: «quindici giorni» sono sostituite dalle seguenti: «trenta giorni».

2. All'articolo 92, comma 2, del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285), le parole: «quindici giorni» sono sostituite dalle seguenti: «trenta giorni».

3 ........................................................(5).

4. Il comma 4 dell'articolo 7 della citata legge n. 264 del 1991 è abrogato.

(5) Sostituisce il comma 3 dell'art. 92, D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285.



Art. 4.

1 .....................................................(6).

2. Il decreto di cui al comma 5 dell'articolo 10 della citata legge n. 264 del 1991, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, è emanato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

3. Nel caso di trasferimento del complesso aziendale a titolo universale o a titolo particolare, l'avente causa è tenuto a richiedere a proprio favore il rilascio dell'autorizzazione di cui all'articolo 3 della citata legge n. 264 del 1991 in sostituzione di quella del dante causa; contestualmente alla revoca di quest'ultima, l'autorizzazione è rilasciata previo accertamento del possesso dei prescritti requisiti da parte del richiedente.

4. In caso di decesso o di sopravvenuta incapacità fisica del titolare dell'impresa individuale, l'attività può essere proseguita provvisoriamente per il periodo massimo di due anni, prorogabile per un altro anno in presenza di giustificati motivi, dagli eredi o dagli aventi causa del titolare medesimo, i quali entro tale periodo devono dimostrare di essere in possesso dell'attestato di idoneità professionale di cui all'articolo 5 della citata legge n. 264 del 1991.

5. Nel caso di società, a seguito di decesso o di sopravvenuta incapacità fisica del socio o dell'amministratore in possesso dell'attestato di idoneità professionale, l'attività può essere proseguita provvisoriamente per lo stesso periodo di cui al comma 4, entro il quale un altro socio o un altro amministratore devono dimostrare di essere in possesso dell'attestato di idoneità professionale.

6. I soggetti subentranti ai sensi dei commi 4 e 5 del presente articolo, nel caso in cui non posseggano il titolo di studio richiesto, possono essere ammessi all'esame di cui all'articolo 5 della citata legge n. 264 del 1991 producendo, in sostituzione del titolo di studio, attestato di partecipazione al corso di formazione professionale di cui all'articolo 10, comma 3, della medesima legge n. 264 del 1991, come sostituito dal comma 1 del presente articolo.

7. Le disposizioni di cui al comma 6 circa l'ammissione all'esame ai fini del conseguimento dell'attestato di idoneità professionale si applicano anche al socio e ai familiari del titolare che, con atti certi e documenti probanti, dimostrino, entro il termine di due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di aver coadiuvato, alla data del 5 settembre 1991, il titolare stesso nella conduzione dell'impresa.

(6) Sostituisce l'art. 10, L. 8 agosto 1991, n. 264.



D.M. 1° settembre 1994:
Approvazione della tariffa degli emolumenti dovuti agli uffici del pubblico registro automobilistico. (1).

(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 15 settembre 1994, n. 216.

IL MINISTRO DELLE FINANZE di concerto con IL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA

Visto il regio decreto-legge 15 marzo 1927, n. 436, concernente la disciplina dei contratti di compravendita degli autoveicoli e l'istituzione del pubblico registro automobilistico presso le sedi dell'Automobile club d'Italia;

Visto il regio decreto 29 luglio 1927, n. 1814, recante disposizioni d'attuazione e transitorie del citato regio decreto-legge 15 marzo 1927, n. 436;

Visto il decreto legislativo luogotenenziale 18 giugno 1945, n. 399, che approva le nuove tariffe delle tasse e degli emolumenti dovuti sugli atti da prodursi al pubblico registro automobilistico, e successive modificazioni;

Vista la legge 23 dicembre 1977, n. 952, concernente l'istituzione dell'imposta erariale di trascrizione;

Visto l'art. 7 della legge 9 luglio 1990, n. 187, che prevede la totale automazione degli uffici del pubblico registro automobilistico e la sostituzione dei volumi di formalità con un archivio magnetico centralizzato e consente che, con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia possano essere apportate modifiche ed aggiunte alle voci di cui alla tabella allegato B al decreto legislativo luogotenenziale 18 giugno 1945, n. 399;

Visto il decreto ministeriale 1° luglio 1991 che approva la nuova tabella dei diritti e degli emolumenti dovuti dagli utenti per le richieste di formalità al pubblico registro automobilistico;

Visto il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, con il quale è stato approvato il nuovo codice della strada;

Visto il decreto ministeriale 2 ottobre 1992, n. 514, contenente il regolamento d'attuazione della legge 9 luglio 1990, n. 187;

Decreta:

E' approvata l'acclusa tabella che stabilisce le nuove voci di tariffa e determina gli importi degli emolumenti da corrispondere all'Automobile club d'Italia per le formalità inerenti alla tenuta del pubblico registro automobilistico, per il rilascio dei relativi certificati e per le visure ed ispezioni da effettuarsi nel pubblico registro automobilistico. La nuova tabella si applica alle richieste di formalità, di documenti, di visure e ispezioni, presentate agli uffici del pubblico registro automobilistico a partire dal quinto giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.



TABELLA DEGLI EMOLUMENTI DOVUTI AGLI UFFICI DEL PUBBLICO REGISTRO AUTOMOBILISTICO

Articolo 1
Prima iscrizione o rinnovo dell'iscrizione di un veicolo nel pubblico registro automobilistico anche se con contestuale richiesta dell'annotazione dell'intestatario in leasing o della riserva della proprietà, annotazione del trasferimento di proprietà anche se con contestuale richiesta dell'annotazione dell'intestatario in leasing o della riserva della proprietà, trascrizione della riserva della proprietà, degli atti, domande giudiziali e sentenze previsti negli articoli da 2683 a 2695 del codice civile, annotazione, trascrizione o cancellazione di sentenza dichiarativa di fallimento, di decreto di ammissione al concordato preventivo e di decreto di ammissione all'amministrazione controllata, sequestro conservativo, pignoramento, iscrizione, rinnovazione, cancellazione ed altre modificazioni della garanzia reale e della riserva della proprietà sul veicolo, annotazione di ogni modificazione dei rapporti aventi per oggetto la garanzia reale iscritta sul veicolo, rettifica dell'iscrizione della proprietà e delle garanzie reali nonché delle annotazioni e trascrizioni di cui al presente articolo,

per ogni operazione . . . . . . . . . . . . . L. 40.500



Articolo 2
Annotazione della perdita o del rientro in possesso, della cessazione della circolazione, dell'intestazione e della cancellazione del leasing, della variazione o aggiornamento della residenza, dei dati di individuazione e delle caratteristiche del veicolo, rilascio successivo o duplicato del certificato di proprietà,

per ogni operazione . . . . . . . . . . . . . . L. 14.400



Articolo 3
Certificato dello stato giuridico attuale, certificato cronologico, copia di un atto o documento, di una nota, dichiarazione di conformità o certificato di origine depositato negli archivi del pubblico registro automobilistico anche se dichiarato conforme all'atto depositato,

per ogni certificato o copia . . . . . . . . . . . . L. 12.000



Articolo 4
Ispezione dello stato giuridico attuale, visura dei registri e delle note e titoli raccolti nei fascicoli d'ufficio,

per ogni ispezione o visura . . . . . . . . . . . . L. 5.500



D.M. 16 aprile 1996, n. 338:

Regolamento concernente i programmi di esame e le modalità di svolgimento degli esami di idoneità
all'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto. (1)

(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 29 giugno 1996, n. 151.

IL MINISTRO DEI TRASPORTI E DELLA NAVIGAZIONE di concerto con IL MINISTRO DELLE FINANZE

Vista la legge 8 agosto 1991, n. 264, con la quale si disciplina l'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto;

Visto l'art. 5, comma 3, di detta legge con il quale si demanda al Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministro delle finanze, di stabilire le modalità ed i programmi d'esame per il conseguimento dell'attestato di idoneità professionale all'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto di cui al comma 1, stesso art. 5 della citata legge 8 agosto 1991, n. 264;

Vista la legge 4 gennaio 1994, n. 11, che ha recato modifiche alla legge 8 agosto 1991, n. 264;

Ritenuta la necessità di individuare detti programmi di esami e le modalità di svolgimento dei medesimi;

Visto l'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto il prescritto parere del Consiglio di Stato, espresso nell'Adunanza generale del 6 luglio 1995;

Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell'art. 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988 (nota n. 450 del 5 febbraio 1996);

Adotta il seguente regolamento:



Art. 1.

1. I programmi relativi alle discipline individuate dall'art. 5, comma 3, della legge 8 agosto 1991, n. 264, nel cui ambito saranno individuati i quesiti a risposta multipla predeterminata su cui verterà l'esame di idoneità all'esercizio di attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, sono quelli indicati nell'allegato n. 1 al presente regolamento e costituente parte integrante del medesimo.



Art. 2.

1. Sono ammessi a sostenere gli esami per il conseguimento dell'attestato di idoneità professionale all'esercizio di attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, coloro che siano in possesso dei requisiti di cui all'art. 3, comma 1, lettere a), b), c), d), e) e che abbiano altresì conseguito, alla data fissata per sostenere l'esame, un diploma di istruzione superiore di secondo grado, o equiparato, in conformità al disposto dell'art. 5, comma 2, della legge 8 agosto 1991, n. 264.

2. I soggetti di cui all'art. 4, commi 4 e 5 della legge 4 gennaio 1994, n. 11, produrranno in sostituzione del diploma di istruzione superiore di secondo grado l'attestato di partecipazione al corso di formazione professionale di cui all'art. 10, comma 3, della legge 8 agosto 1991, n. 264, come reiterato dal comma 1 del medesimo art. 4 della legge 4 gennaio 1994, n. 11.



Art. 3.

1. Per partecipare agli esami per il conseguimento dell'attestato di idoneità professionale all'esercizio di attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, gli aspiranti dovranno rivolgere alla commissione regionale, o alla commissione provinciale nella provincia di Trento e Bolzano, istituito ai sensi della legge 8 agosto 1991, n. 264, art. 5, comma 1, come modificato dall'art. 2, comma 2, della legge 4 gennaio 1994, n. 11, competente per territorio di residenza dell'interessato, domanda in bollo, con firma apposta in calce alla medesima ed autenticata secondo le vigenti disposizioni.

2. La domanda dovrà essere compilata secondo lo schema di cui all'allegato 2 al presente regolamento di cui fa parte integrante, completando ogni sua voce, a seconda dei casi che ricorrono, e corredando la domanda stessa dei documenti indicati nel citato allegato 2.

3. Non si terrà conto delle domande che risultino incomplete, o che non siano sottoscritte, o la cui sottoscrizione non sia autenticata nelle forme di legge o che non siano corredate da tutti i documenti richiesti.



Art. 4.

1. Agli aspiranti ammessi o esclusi dalla prova d'esame, sarà data comunicazione mediante raccomandata con avviso di ricevimento, da inviare agli interessati, a cura della commissione di cui all'art. 3, almeno quindici giorni prima della prova d'esame stessa.

2. Ai fini della valutazione dei termini previsti dall'art. 10, comma 2, della legge 8 agosto 1991, n. 264, per la prosecuzione temporanea d'esercizio da parte dei soggetti previsti dal medesimo art. 10, comma 2, si valuta con esito negativo la prova la cui domanda d'ammissione sia stata a qualsiasi titolo respinta o la prova non sia stata sostenuta o comunque non portata a termine da parte dei candidati.



Art 5.

1. Per essere ammessi a sostenere l'esame, gli aspiranti dovranno essere muniti di uno dei documenti d'identità riconosciuti validi nello Stato ed in corso di validità.

2. L'esame, così come stabilito dall'art. 5, comma 3, della legge 8 agosto 1991, n. 264, consiste in una prova scritta basata su quesiti a risposta multipla predeterminata.

3. A ciascun aspirante verrà consegnata una scheda, predisposta dalla commissione di cui all'art. 3, contenente cinque quesiti per ciascuna delle cinque discipline oggetto d'esame, di cui all'allegato 1, per un totale quindi di venticinque quesiti.

4. La prova d'esame dura due ore ed è superata dai candidati che risponderanno in maniera esatta ad almeno quattro quesiti per ogni disciplina formante oggetto del programma d'esame.

5. Al termine di ogni seduta d'esame la commissione esaminatrice formerà l'elenco dei candidati che hanno sostenuto la prova, con l'indicazione per ciascuno del numero delle risposte esatte fornite per ogni singola disciplina. L'elenco, sottoscritto dal presidente e dal segretario, o da altro membro, sarà affisso nel medesimo giorno nella sede delle prove d'esame.



Art. 6.

1. Il calendario delle prove d'esame sarà fornito con separato provvedimento da emanarsi a cura del Ministero dei trasporti e della navigazione - Direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione.

2. Al calendario di cui al comma 1 sarà data la massima diffusione mediante affissione presso le sedi degli uffici provinciali della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione. Si provvederà altresì alla trasmissione dello stesso ai presidenti delle giunte regionali, nonché ai presidenti delle province di Trento e di Bolzano, per opportuna diffusione tramite i propri competenti uffici.

3. I calendari delle prove d'esame potranno, a discrezione della Direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione ed in funzione di problemi territoriali contingenti, essere differenziati per regione.



Allegato 1

DISCIPLINE D'ESAME

A) La circolazione stradale.

  • - Veicoli eccezionali e trasporti in condizione di eccezionalità.
  • - Nozione di veicolo.
  • - Classificazione e caratteristiche dei veicoli.
  • - Masse e sagome limiti.
  • - Traino di veicoli.
  • - Norme costruttive e di equipaggiamento.
  • - Accertamenti tecnici per la circolazione.
  • - Destinazione ed uso dei veicoli.
  • - Documenti di circolazione ed immatricolazione.
  • - Estratto dei documenti di circolazione e di guida.
  • - Circolazione su strada delle macchine agricole e delle macchine operatrici.
  • - Guida dei veicoli.
  • - Formalità necessarie per la circolazione degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi.
  • - Formalità necessarie per il trasferimento di proprietà degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi e per il trasferimento di residenza dell'intestatario.



B) Il trasporto di merci.

  • - Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto terzi.
  • - Comitati dell'albo e loro attribuzioni.
  • - Iscrizioni nell'albo, requisiti e condizioni.
  • - Iscrizioni delle imprese estere.
  • - Fusioni e trasformazioni.
  • - Abilitazioni per trasporti speciali.
  • - Variazioni dell'albo.
  • - Sospensioni dall'albo.
  • - Cancellazione dall'albo.
  • - Sanzioni disciplinari.
  • - Effetti delle condanne penali.
  • - Reiscrizioni, decisioni, competenze, ricorsi.
  • - Omissione di comunicazioni all'albo.
  • - Autorizzazioni.
  • - Tariffe a forcella per i trasporti di merci.
  • - Documentazione obbligatoria per il trasporto di cose per conto di terzi.
  • - Trasporto merci in conto proprio.
  • - Licenze.
  • - Commissione per le licenze, esame e parere.
  • - Elencazione delle cose trasportabili.
  • - Revoca delle licenze.
  • - Ricorsi.
  • - Servizi di piazza e di noleggio.
  • - Esenzioni dal disciplinamento del trasporto merci.
  • - Trasporti internazionali.



C) Navigazione.

  • - Accenni sulle norme che regolano la navigazione in generale.
  • - Acque marittime entro ed oltre sei miglia dalla costa.
  • - Navi e galleggianti.
  • - Unità da diporto.
  • - Costruzione delle imbarcazioni da diporto.
  • - Accertamenti e stazzatura delle imbarcazioni e delle navi.
  • - Iscrizione ed abilitazione alla navigazione delle imbarcazioni e delle navi da diporto.
  • - Rilascio, rinnovo ed aggiornamento delle licenze.
  • - Visite periodiche ed occasionali delle imbarcazioni e delle navi.
  • - Collaudo e rilascio certificato d'uso dei motori.
  • - Competenze del R.I.Na.
  • - Iscrizione nei registri di imbarcazioni e navi (per dichiarazione di costruzione, prima iscrizione, trasferimento). Cancellazione dai registri.
  • - Trascrizione nei registri di atti relativi alla proprietà e di altri atti e documenti per i quali occorre la trascrizione; iscrizione o cancellazione di ipoteche; rilascio estratto matricolare o copia di documenti.
  • - Autorizzazione per la navigazione temporanea di prova e licenza provvisoria di navigazione.
  • - Noleggio e locazione.
  • - Importazione ed esportazione delle imbarcazioni, delle navi e dei motori.
  • - Regime fiscale ed assicurativo.
  • - Esami per il conseguimento dell'abilitazione al comando ed alla condotta di imbarcazioni.
  • - Esami per il conseguimento dell'abilitazione al comando di navi.
  • - Esami per il conseguimento dell'abilitazione alla condotta di motori.
  • - Validità e revisione delle patenti nautiche.
  • - Norme per l'esercizio dello sci nautico.



D) Il P.R.A.

  • - Legge del P.R.A.
  • - Legge istitutiva I.E.T.
  • - Compilazione delle note.
  • - Iscrizioni.
  • - Trascrizioni.
  • - Annotazioni.
  • - Cancellazioni.



E) Il regime tributario.

  • - Le imposte dirette ed indirette in generale.
  • - L'IVA: classificazione delle operazioni, momento impositivo.
  • - Fatturazione delle operazioni.
  • - Fatturazione delle prestazioni professionali.
  • - Ricevuta fiscale: forma e contenuti.
  • - Il princìpio di territorialità dell'imposta: operazioni internazionali e intercomunitarie.
  • - Registri contabilità IVA.
  • - Dichiarazione annuale IVA.
  • - Regimi speciali per la determinazione del reddito d'impresa e dell'IVA.
  • - Imposte indirette relative alla circolazione dei veicoli.



Allegato 2

SCHEMA DI DOMANDA

Al presidente della commissione per la regione/provincia ....

(legge 8 agosto 1991, n. 264)

Il sottoscritto . . . . . . . . . . . nato in . . . . . . . il . . . . . . . . . residente in . . . . . . . . . . . . . chiede di essere ammesso a sostenere gli esami, nella prossima seduta all'uopo destinata, per il conseguimento dell'attestato di idoneità professionale all'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto di cui all'art. 5 della legge n. 264 del 1991.

Dichiara di essere in possesso dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d), e) del comma 1 dell'art. 3 della legge n. 264 del 1991.

Dichiara altresì di essere/non essere [*] in possesso dei requisiti previsti dall'art. 10, comma 2, della legge n. 264 del 1991.

Allega la seguente documentazione:

1) ricevuta del pagamento del diritto di segreteria;

2)* copia autenticata della licenza rilasciata ai sensi dell'art. 115 del T.U.L.P.S.;

3)* copia autenticata del diploma/diploma equiparato [*] di . . . . . . . . . . . . ., rilasciato da . . . . . . . . . .;

4) certificato generale del casellario;

5) certificati carichi pendenti rilasciati dalla procura della Repubblica e dalla pretura circondariale;

6) certificato di residenza;

7) certificato di cittadinanza.
Il richiedente

................................................................


Autentica di firma .............................................

[*] Indicare solo il caso che ricorre.



D.M. 26 Aprile 1996:

Determinazione dell'importo una tantum dovuto alle imprese esercenti attività di consulenza (1).

(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. del 416 luglio 1996, n°165.

IL MINISTRO DEI TRASPORTI
di concerto con
IL MINISTRO DEL TESORO

Vista la legge 8 agosto 1991, n°264, con la quale si disciplina l'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto.

Visto l'art. 8, comma 4, di detta legge, con il quale si demanda al Ministro dei trasporti e della navigazione di concerto con il Ministro del tesoro, la determinazione del contributo una tantum per la copertura degli oneri derivanti dal funzionamento della commissione di cui al comma 1 stesso articolo, da versarsi contestualmente al rilascio dell'autorizzazione di cui all'art. 3, comma 1, della legge in argomento;

decreta:



articolo unico

1. Il contributo una tantum di cui all'art. 8, comma 4, della legge 8 agosto 1991, n°264, è determinato in £. 50.000.

2. L'importo del contributo una tantum da versarsi sul capo XV, capitolo 2454, art. 01, sarà destinato ad assicurare la copertura degli oneri derivanti dal funzionamento delle commissioni di cui al comma 1, art.8 della legge 8 agosto 1991, n°264.

3. Il gettone di presenza per le riunioni della suddetta commissione è fissato in £. 3.000 lorde, in conformità al disposto della legge 5 giugno 1967, n°417.

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 26 aprile 1996

Il Ministro dei trasporti e della navigazione: CARAVALE
p. Il Ministro delle tesoro: GIARDA



D. Dirig. 2 luglio 1996:

Attestati di idoneità professionale all'esercizio dell'attività di
consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto.
(1)

(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 23 luglio 1996, n. 171.

IL DIRETTORE GENERALE DELLA MOTORIZZAZIONE CIVILE E DEI TRASPORTI IN CONCESSIONE

Visto l'art. 5, comma 1, della legge 8 agosto 1991, n. 264 «Disciplina dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto», ed in specie il comma 1 del medesimo art. 5 che prevede il rilascio dell'attestato di idoneità professionale all'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, da parte della Direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione, previo superamento di un esame di idoneità svolto davanti ad apposite commissioni regionali;

Visto l'art. 5, comma 4, della predetta legge, che esonera dal sostenere l'esame di idoneità professionale i dirigenti preposti agli uffici di assistenza automobilistica degli automobile club che siano in servizio da almeno quindici anni;

Visto l'art. 10 della citata legge, come sostituito dall'art. 4 della legge 4 gennaio 1994, n. 11 «Adeguamento della disciplina dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto e della certificazione per conto di terzi», ed in specie il comma 2 del medesimo art. 4, il quale prevede che l'attestato di idoneità professionale è ottenuto a domanda da coloro che abbiano effettivamente esercitato l'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, sulla base di licenza rilasciata ai sensi dell'art. 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, da almeno cinque anni dalla data di entrata in vigore della legge 8 agosto 1991, n. 264, anche se privi del titolo di studio già previsto dall'art. 10, comma 1, della predetta legge 8 agosto 1991, n. 264;

Ritenuto di dover provvedere a quanto in premessa;

Decreta:



Art. 1.

1. L'attestato di idoneità professionale, nel modello conforme a quello di cui all'allegato 1 al presente decreto, è rilasciato su richiesta degli interessati, da prodursi in bollo, rivolta all'ufficio provinciale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione, di cui al comma 2 ed inoltrata allo stesso ufficio dalla commissione di cui all'art. 5 della legge 8 agosto 1991, n. 264, innanzi alla quale l'interessato ha sostenuto l'esame di idoneità.

2. Il predetto attestato è rilasciato dal Ministero dei trasporti e della navigazione - Direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione, sulla base di una comunicazione effettuata direttamente all'ufficio provinciale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione, che ha sede nel capoluogo di regione, ad opera della commissione esaminatrice la quale, oltre alla richiesta dell'interessato, così come previsto al comma precedente, è tenuta a trasmettere copia del relativo verbale d'esame.



Art. 2.

1. L'attestato di idoneità professionale, nel modello conforme a quello di cui all'allegato 2 al presente decreto, è rilasciato dal Ministero dei trasporti e della navigazione - Direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione, a richiesta degli interessati, da prodursi in bollo, diretta all'ufficio provinciale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione, competente per territorio.

2. La richiesta di cui al comma precedente dovrà essere corredata dai seguenti documenti:

a) copia autenticata della licenza rilasciata dal questore ai sensi dell'art. 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (3), dalla quale risulti l'autorizzazione all'esercizio dell'attività di consulenza automobilistica così come definita dall'art. 1 della legge 8 agosto 1991, n. 264. Ove detto documento sia stato depositato presso la provincia, copia conforme dello stesso o idonea certificazione rilasciata dalla provincia, attestante il deposito del documento presso i propri uffici e contenente i dati relativi alla data di primo rilascio della licenza;

b) nel caso di soggetti che gestiscono in regime di concessione o convenzionamento con gli Automobile club uffici di assistenza automobilistica, copia autenticata dell'atto di concessione o convenzionamento recante data certa;

c) nel caso di dirigenti preposti agli uffici di assistenza automobilistica degli automobile club, attestato rilasciato dal competente automobile club provinciale, dal quale risulti che l'interessato ha maturato almeno quindici anni di servizio alla data del 5 settembre 1991;

d) idonei documenti, rilasciati dalle competenti autorità, comprovanti i requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) dell'art. 3, comma 1, della legge 8 agosto 1991, n. 264. Nel caso di società si applica il disposto di cui all'art. 3, comma 2, della legge 8 agosto 1991, n. 264;

e) indicazione del numero o dei numeri, se variati nel tempo, di codice meccanografico della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione con i quali l'impresa o società ha operato presso gli uffici della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione, e delle relative date di rilascio.

3. L'ufficio provinciale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione competente per territorio, verificata la rispondenza dei dati dichiarati dall'interessato accerta, salvo quanto disposto al successivo comma 4, l'effettivo esercizio dell'attività di consulenza automobilistica svolto sin dal quinquennio antecedente alla data del 5 settembre 1991.

4. Sulla base delle dichiarazioni contenute nell'attestato di cui alla lettera c) del comma precedente, l'ufficio provinciale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione competente per territorio verifica che l'interessato presti ancora servizio in qualità di dirigente preposto ad un ufficio di assistenza automobilistica degli automobile club, alla data della richiesta dell'attestato di idoneità professionale.

(Si omettono gli allegati)



NUOVO CODICE DELLA STRADA

Art. 92 . Estratto dei documenti di circolazione o di guida.

1. Quando per ragione d'ufficio i documenti di circolazione, la patente di guida e il certificato di abilitazione professionale, ovvero uno degli altri documenti previsti dall'art. 180, vengono consegnati agli uffici che ne hanno curato il rilascio per esigenze inerenti alle loro rispettive attribuzioni, questi ultimi provvedono a fornire, previo accertamento degli adempimenti prescritti, un estratto del documento che sostituisce a tutti gli effetti l'originale per la durata massima di sessanta giorni.

2. La ricevuta rilasciata dalle imprese o società di consulenza ai sensi dell'art. 7, comma 1, della legge 8 agosto 1991, n. 264, sostituisce l'estratto di cui al comma 1 per la durata massima di trenta giorni dalla data di rilascio, che deve corrispondere allo stesso giorno di annotazione sul registro-giornale tenuto dalle predette imprese o società. Queste devono porre a disposizione dell'interessato, entro trenta giorni dal rilascio della ricevuta, l'estratto di cui al comma 1 (54/a).

3. Chiunque abusivamente rilascia la ricevuta è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquecentoquarantamila a lire duemilionicentosessantamila. Alla contestazione di tre violazioni nell'arco di un triennio consegue la revoca dell'autorizzazione di cui all'articolo 3 della legge 8 agosto 1991, n. 264 (54). Ogni altra irregolarità nel rilascio della ricevuta è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire centottomila a lire quattrocentotrentaduemila (54/b).

4. Alla violazione di cui al comma 2, secondo periodo, consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire centottomila a lire quattrocentotrentaduemila (55).

(54/a) Comma così modificato dall'art. 3, L. 4 gennaio 1994, n. 11, come corretto con avviso pubblicato nella Gazz. Uff. 3 marzo 1994, n. 51.

(54/b) Comma così sostituito dall'art. 3, L. 4 gennaio 1994, n. 1.

(55) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'art. 40, D.Lgs. 10 settembre 1993, n. 360 (Gazz. Uff. 15 settembre 1993, n. 217, S.O.). Con D.M. 4 gennaio 1995 (Gazz. Uff. 9 gennaio 1995, n. 6) si è provveduto, ai sensi dell'art. 195, comma terzo, all'aggiornamento biennale della sanzione nella misura sopra riportata.


Art. 337 . Attività di consulenza da parte degli enti pubblici non economici.



Codice Civile (artt. 2215 - 2216)

2215. Libro giornale e libro degli inventari. (1) Il libro giornale [c.c. 2214] e il libro degli inventari, prima di essere messi in uso, devono essere numerati progressivamente in ogni pagina e bollati [c.c. 2710] in ogni foglio dall'ufficio del registro delle imprese o da un notaio secondo le disposizioni delle leggi speciali. L'ufficio del registro o il notaio deve dichiarare nell'ultima pagina dei libri il numero dei fogli che li compongono (2).

(1) Vedi l'art. 20, L. 6 agosto 1990, n. 223 sulla disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato. (2) Per quanto riguarda il bollo vedi il D.M. 20 agosto 1992.

2216. Contenuto del libro giornale. Il libro giornale [c.c. 2214] deve indicare giorno per giorno le operazioni relative all'esercizio dell'impresa (1).

(1) Articolo così sostituito dall'art. 7-bis, D.L. 10 giugno 1994, n. 357, convertito, con modificazioni, con L. 8 agosto 1994, n. 489. Il testo precedente, come modificato dall'art. 8, L. 30 dicembre 1991, n. 413, così disponeva: «Contenuto e vidimazione del libro giornale. - Il libro giornale deve indicare giorno per giorno le operazioni relative all'esercizio dell'impresa e il volume in corso deve essere presentato per la vidimazione all'ufficio del registro delle imprese o da un notaio entro la fine del secondo mese successivo alla scadenza di ciascun anno dalla data di bollatura di cui all'articolo 2215».



REGOLAMENTO PROVINCIALE PER LA DISCIPLINA DELL'ATTIVITÀ DI
CONSULENZA PER LA CIRCOLAZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO

Indice
Titolo I Titolo II Titolo III Titolo IV Titolo V Titolo VI
Art. 1 Fonti normative Art. 4 Autorizzazione Art. 13 Locali Art. 18 Responsabilità professionale Art. 23 Attività di consulenza di Enti pubblici non economici Art. 25 Disposizioni transitorie e finali
Art. 2 Attività di consulenza Art. 5 Domanda di autorizzazione Art. 14 Cambio locali e trasferimento della sede Art. 19 Tenuta dei documenti Art. 24 Attività di consulenza Autoscuole Art. 26 Verifica e aggiornamento del Regolamento
Art. 3 Programmazione numerica Art. 6 Trasferimento dell'azienda Art. 15 Tariffe Art. 20 Accesso agli uffici pubblici Art. 27 Entrata in vigore
Art. 7 Trasformazione dell'azienda Art. 16 Orari di apertura e periodi di chiusura Art. 21 Vigilanza
Art. 8 Mutamento di denominazione dell'azienda Art. 17 Pubblicità Art. 22 Sanzioni
Art. 9 Rinuncia all'autorizzazione
Art. 10 Sospensione dell'attività
Art. 11 Commissione Consultiva
Art. 12 Responsabile del procedimento



Titolo I

Art. 1 Fonti normative

1. Ai sensi della legge 08.08.1991 n. 264, recante "Disciplina dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto", le funzioni inerenti all'autorizzazione e alla vigilanza delle attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto sono attribuite alle Province.

2. La materia del settore è regolata, oltre che dalla legge sopraindicata, dalla legge 04.01.1994 n. 11, recante "Adeguamento della disciplina dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto e della certificazione per conto di terzi", dal Codice della Strada, approvato con decreto legislativo 30.04.1992 n. 285 così come modificato dal decreto legislativo 10.09.1993 n. 360, dal relativo Regolamento di esecuzione e attuazione, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16.12.1992 n. 495, da decreti, circolari, istruzioni e direttive emanate dal Ministero dei Trasporti in attuazione della l. n. 264/91 e dal presente Regolamento.

(indice Regolamento)



Art. 2 Attività di consulenza

1. Per attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto si intende lo svolgimento di compiti di consulenza e assistenza, nonché di adempimenti relativi alla circolazione di veicoli e natanti a motore, come specificati nella tabella A allegata alla l. n. 264/91, e comunque a essi connessi, effettuati a titolo oneroso per incarico di qualunque soggetto interessato.

2. Nell'ambito dei compiti indicati al comma 1 sono ricompresi, ai sensi dell'art. 1 della l. n. 11/94, il rilascio di certificazioni per conto di terzi e gli adempimenti connessi se previsti, alla data del 05.09.91 nella licenza rilasciata dal Questore, per il disbrigo di pratiche automobilistiche.

(indice Regolamento)



Art. 3 Programmazione numerica

1. Al fine di assicurare uno sviluppo del settore ordinato e compatibile con le effettive esigenze del contesto socio-economico il decreto del Ministro dei Trasporti del 09.12.92, definisce i criteri per la programmazione numerica a livello provinciale delle autorizzazioni all'esercizio dell'attività degli studi di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto.

2. Il numero delle autorizzazioni, a livello provinciale, è fissato dal Ministro dei Trasporti nel rapporto tra il numero di mezzi effettivamente circolanti immatricolati nella provincia e 2.400.

3. La determinazione del numero di cui al punto 1, essendo direttamente proporzionale al numero di mezzi effettivamente circolanti, dovrà essere periodicamente verificata e aggiornata con cadenza triennale sulla base dei dati statistici forniti dagli Uffici preposti alla tenuta dei pubblici registri: Pubblico Registro Automobilistico e Direzione Provinciale della Motorizzazione Civile.

4. La Provincia provvede alla modifica della situazione previsionale di cui al precedente comma, ogniqualvolta lo ritenga necessario per sopravvenute esigenze.

5. La programmazione numerica può essere articolata per unità territoriali con l'obiettivo di favorire una migliore distribuzione territoriale delle attività.

5 bis. A seguito di rideterminazione del numero massimo in sede di revisione del programma numerico provinciale, la Giunta Provinciale provvede ad indire pubblico concorso per soli titoli, per il rilascio di nuove autorizzazioni che risultino disponibili. Il bando di concorso deve prevedere:

il numero delle autorizzazioni rilasciabili ed i relativi ambiti territoriali;

i requisiti richiesti per l'ammissione al pubblico concorso;

il termine entro il quale deve essere presentata la domanda, le modalità di presentazione, gli eventuali documenti da produrre;

l'indicazione dei titoli valutabili o preferenziali a parità di punteggio;

la valutazione dei titoli;

le modalità di redazione, approvazione, utilizzo e validità della graduatoria.

La Commissione del Concorso è costituita dal Dirigente Responsabile del Servizio Mobilità e Trasporti, con funzione di Presidente, dal Funzionario Amministrativo del Servizio e da un altro esperto della materia designato dalla Giunta provinciale; le funzioni di Segreteria sono svolte da un dipendente del Servizio con qualifica funzionale non inferiore alla VI.

6. Le nuove autorizzazioni verranno rilasciate a singole imprese o società in possesso dei requisiti previsti dalla l. n. 264/91 secondo i criteri e le modalità disciplinate dal presente Regolamento provinciale.

(indice Regolamento)



Titolo II

Art. 4 Autorizzazione

1. L'autorizzazione all'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto è rilasciata dalla Provincia al richiedente che sia in possesso dei seguenti requisiti:

a) sia cittadino italiano o di uno degli stati membri dell'Unione Europea, residente in Italia;

b) abbia raggiunto la maggiore età;

c) non abbia riportato condanne per delitti contro la pubblica amministrazione, contro l'amministrazione della giustizia, contro la fede pubblica, contro l'economia pubblica, industria e commercio, ovvero per delitti di cui agli artt. 575, 624, 628, 629, 630, 640, 646, 648 e 648 bis del Codice Penale, per il delitto di emissione di assegno senza provvista o per qualsiasi altro delitto non colposo per il quale la legge preveda la pena massima della reclusione non inferiore nel minimo a due anni e nel massimo a cinque anni, salvo che non sia intervenuta sentenza definitiva di riabilitazione;

d) non sia stato sottoposto a misure amministrative di sicurezza personali o a misure di prevenzione;

e) non sia stato interdetto o inabilitato o dichiarato fallito, ovvero non sia in corso nei suoi confronti un procedimento per dichiarazione di fallimento;

f) sia in possesso dell'attestato di idoneità professionale di cui all'art. 5 della l. n. 264/91;

g) disponga di locali idonei, ai sensi dell'art. 14 del presente regolamento e di adeguata capacità finanziaria ai sensi del successivo art. 5;

h) presenti ricevute del deposito cauzionale, del versamento "una tantum".

2. Nel caso di società, l'autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata alla società. A tal fine, i requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del comma 1 devono essere posseduti:

a) da tutti i soci quando trattasi di società di persone;

b) dai soci accomandatari, quando trattasi di società in accomandita semplice o in accomandita per azioni;

c) dagli amministratori, per ogni altro tipo di società.

3. Nel caso di società, il requisito di idoneità professionale deve essere posseduto da almeno uno dei soggetti di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2 e il requisito dell'adeguata capacità finanziaria deve essere posseduto dalla società.

4. Il rilascio dell'autorizzazione avviene con decreto del Dirigente Responsabile del Servizio Mobilità e Trasporti.

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Art. 5 Domanda di autorizzazione

1. La domanda intesa a ottenere l'autorizzazione, redatta in carta legale dovrà essere rivolta alla Provincia di Venezia - Servizio Mobilità e Trasporti, e in essa dovranno essere indicati per il richiedente titolare o responsabile professionale dell'azienda:

a) dati anagrafici e codice fiscale;

b) esatte denominazione e sede dell'attività.

La domanda va corredata dalla seguente documentazione, fatte salve le metodiche di acquisizione di documentazioni disciplinate dalla l. n. 15/68 e successive modificazioni e integrazioni:

c) certificato di iscrizione alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura;

d) certificato generale del casellario giudiziale;

e) dichiarazione, rilasciata dalla Questura, che l'interessato non è stato sottoposto a misure amministrative di sicurezza personali o a misure di prevenzione;

f) certificato fallimentare;

g) attestato di idoneità professionale in copia autenticata;

h) copia autenticata del titolo di proprietà o del contratto di affitto relativo ai locali che saranno utilizzati dall'impresa;

i) planimetria dei locali in scala 1:100, redatta da un tecnico abilitato, con l'indicazione analitica della superficie che deve essere uguale o superiore a quella prevista dal decreto del Ministro dei Trasporti 09.11.92;

l) certificato igienico-sanitario dei locali rilasciato dalla locale USL e certificato di agibilità rilasciato dal Comune, indicante la destinazione d'uso dei locali o estratto catastale da cui risulti la categoria;

m) documentazione relativa al possesso di adeguata capacità finanziaria comprovata mediante attestazione da azienda o istituto di credito o società finanziaria, con capitale sociale non inferiore a L 5.000.000.000, riferita a un importo pari a L 100.000.000, effettuata secondo lo schema allegato al presente Regolamento;

n) copia dell'atto costitutivo per le società in nome collettivo e in accomandita semplice;

o) quanto previsto in n) più copia dello statuto per le società cooperative a responsabilità illimitata e limitata;

p) quanto previsto in o) più la pubblicazione nel Bollettino Ufficiale per le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata.

Qualora, per giustificati motivi, l'interessato non possa produrne parte, la documentazione mancante dovrà essere trasmessa alla Provincia entro sessanta giorni, pena l'archiviazione della pratica.

2. Il certificato generale del casellario giudiziale e il certificato antimafia, per il titolare e per le altre persone indicate dalla legislazione vigente, saranno richiesti d'ufficio alle competenti autorità.

3. Nel caso di società l'indicazione della cittadinanza e della residenza e il certificato fallimentare devono essere presentati:

a) da tutti i soci, quando trattasi di società di persone;

b) dai soci accomandatari, quando trattasi di società in accomandita semplice o in accomandita per azioni;

c) dagli amministratori per ogni altro tipo di società.

L'attestato di idoneità professionale deve essere presentato da almeno uno dei soci quando si tratta di società di persone, da uno dei soci accomandatari quando si tratta di società in accomandita semplice o in accomandita per azioni, da uno degli amministratori per ogni altro tipo di società.

Il documento relativo alla capacità finanziaria deve essere riferito alla società medesima.

4. Il rilascio dell'autorizzazione è subordinato altresì:

a) alla contestuale costituzione della cauzione determinata dal decreto del Ministro dei Trasporti del 17.02.1993, di L 5.000.000, nonché al versamento del contributo "una tantum" determinato con decreto del Ministro dei Trasporti di concerto col Ministro del Tesoro.

La cauzione di cui sopra è da considerarsi idonea nei seguenti casi:

1) certificato di deposito di durata quinquennale con stacco semestrale di cedola interessi a tasso indicizzato da acquistare presso un istituto di credito;

2) deposito presso la Tesoreria Provinciale di buoni fruttiferi postali;

3) fideiussione bancaria prestata da istituti di credito di diritto pubblico, banche di interesse nazionale, casse di risparmio e banche popolari;

4) polizza assicurativa rilasciata da impresa di assicurazione debitamente autorizzata all'esercizio del ramo cauzioni a norma di quanto previsto dalla legge 10.06.1982, n. 348.

Il mancato reintegro della cauzione alla naturale scadenza comporta la sospensione immediata dell'autorizzazione, con l'obbligo per il titolare di ricostituirla entro novanta giorni, pena la revoca del provvedimento;

b) alla presentazione della ricevuta relativa al versamento del contributo "una tantum".

5. Il procedimento si compone di tre fasi successive:

1a fase) presentazione della domanda completa dei dati a), b) e corredata dai documenti d), e), f), g) del comma 1 e, in caso di società, n), o) o p) nonché a) e f) del comma 1 per gli altri soggetti di cui al comma 3, per una prima valutazione dei requisiti indispensabili nel rispetto del programma numerico provinciale. Entro trenta giorni dal ricevimento della domanda o dell'ultimo documento, la Provincia esprimerà un parere per la prosecuzione del procedimento.

In caso di assoluta insufficienza o mancanza dei requisiti, la Provincia dichiarerà inammissibile la domanda presentata.

In caso di incompatibilità col programma numerico provinciale rispetto allo stato effettivo delle autorizzazioni, la Provincia dichiarerà incompatibile la domanda presentata, disponendo il suo inserimento nell'elenco delle domande in attesa di autorizzazione a seguito di eventuali cessazioni di attività.

2a fase) in caso di parere positivo, il richiedente verrà invitato a produrre entro il termine perentorio di novanta giorni i documenti h), i), l), m) del comma 1.

3a fase) alla consegna dell'autorizzazione devono essere presentati i documenti a), di cui al comma 4 e un elenco completo del personale esecutivo corredato dal certificato rilasciato dagli Enti previdenziali di avvenuta denuncia ed iscrizione del predetto personale con il relativo numero di posizione contributiva. Il documento c) del comma 1 potrà essere presentato successivamente, appena rilasciato dalla C.C.I.A.A..

6. Successivamente al rilascio dell'autorizzazione, i titolari sono tenuti a comunicare tempestivamente alla Provincia l'intenzione di effettuare variazioni o modifiche dei presupposti e delle condizioni in base alle quali l'autorizzazione stessa è stata rilasciata, producendo al riguardo la necessaria documentazione, al fine di ottenere il preventivo assenso sull'operazione medesima.

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Art. 6 Trasferimento dell'azienda

1. L'autorizzazione non può essere oggetto di trasferimento per atto "inter vivos" o "mortis causa".

2. Nel caso di trasferimento del complesso aziendale a titolo universale o a titolo particolare, l'avente causa è tenuto a richiedere a proprio favore il rilascio dell'autorizzazione, di cui all'art. 3 della l. n. 264/91, in sostituzione di quella del dante causa; contestualmente alla revoca di quest'ultima, l'autorizzazione sarà rilasciata previo accertamento del possesso dei requisiti prescritti da parte del richiedente.

3. In attesa del completamento della procedura di rilascio della nuova autorizzazione, la validità di quella intestata al cedente permane per un periodo non superiore a tre mesi dalla data dell'atto di cessione di azienda. Se entro tale periodo la procedura per il rilascio dell'autorizzazione non è conclusa, potrà essere prorogata per giustificati motivi per altri tre mesi.

4. Nel caso di decesso o sopravvenuta incapacità fisica del titolare dell'impresa individuale, l'attività può essere proseguita provvisoriamente per il periodo massimo di due anni, prorogabile per un altro anno in presenza di giustificati motivi, dagli eredi o dagli aventi causa del titolare medesimo, i quali entro tale periodo devono dimostrare di essere in possesso dell'attestato di idoneità professionale di cui all'art. 5 della l. n. 264/91.

5. Nel caso di società a seguito di decesso o sopravvenuta incapacità fisica del socio o dell'amministratore in possesso dell'attestato di idoneità professionale l'attività può essere proseguita provvisoriamente per lo stesso periodo di cui al comma 4, entro il quale un altro socio o un altro amministratore devono dimostrare di essere in possesso dell'attestato di idoneità professionale.

6. I soggetti subentranti ai sensi dei commi 4 e 5 del presente articolo, nel caso in cui non posseggano il titolo di studio richiesto, possono essere ammessi all'esame di cui all'art. 5 della l. n. 264/91 producendo, in sostituzione del titolo di studio, attestato di partecipazione al corso di formazione professionale di cui all'art. 10 comma 3 della l. n. 264/91, come sostituito dal comma 1 dell'art. 4 della l. n. 11/94.

7. Le disposizioni di cui al comma 6 circa l'ammissione all'esame ai fini del conseguimento dell'attestato di idoneità professionale si applicano anche al socio e ai familiari del titolare che, con atti certi e documenti probanti, dimostrino, entro il termine di due anni dalla data di entrata in vigore della l. n. 11/94, di aver coadiuvato, alla data del 5 settembre 1991, il titolare stesso nella conduzione dell'impresa.

8. Nel caso in cui gli eredi intendano cedere l'attività devono darne comunicazione entro sessanta giorni al Servizio Mobilità e Trasporti della Provincia. Il Dirigente Responsabile del servizio provvederà alla sospensione dell'autorizzazione per un periodo massimo di sei mesi a decorrere dalla data di registrazione del protocollo della comunicazione. Entro tale periodo deve essere completata la procedura per il rilascio dell'autorizzazione sostitutiva. Il termine di sei mesi summenzionato può essere prorogato per altri tre mesi per giustificati motivi.

9. Trascorsi inutilmente i termini di cui ai commi precedenti le autorizzazioni vengono revocate.

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Art. 7 Trasformazione dell'azienda

1. Se l'autorizzazione è stata rilasciata in favore di una società, l'ingresso, il recesso e/o l'esclusione di uno o più soci, da documentare con l'esibizione di copia autentica del relativo verbale, devono essere comunicati alla Provincia che ne prende atto con provvedimento del Dirigente Responsabile del Servizio Mobilità e Trasporti, previo accertamento dei prescritti requisiti, qualora le modifiche della composizione della società non siano tali da comportare il rilascio di una nuova autorizzazione.Non può recedere il socio su cui grava la responsabilità professionale, se non contemporaneamente sostituito da altro socio idoneo. In tal caso dovrà essere richiesta una nuova autorizzazione alla provincia

2. Nell'ipotesi di trasformazione da ditta individuale a società avente o meno personalità giuridica, o di trasformazione di forme societarie, viene rilasciata dal Dirigente Responsabile del Servizio Mobilità e Trasporti della Provincia una autorizzazione in sostituzione di quella precedente, previo accertamento dei requisiti prescritti e contestuale revoca dell'autorizzazione precedente.

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Art. 8 Mutamento di denominazione dell'azienda

1. Qualora l'eventuale nuovo titolare desideri conservare la precedente denominazione, deve produrre un'autorizzazione scritta da parte del precedente titolare.

2. Se varia la sola denominazione, senza alcuna modifica sostanziale dell'agenzia, si procede su richiesta del titolare, corredata da copia dei certificati di variazione presso la C.C.I.A.A. e/o il Tribunale, all'aggiornamento dell'intestazione dell'autorizzazione, con provvedimento del Responsabile del Servizio Mobilità e Trasporti della Provincia.

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Art. 9 Rinuncia all'autorizzazione

1. In caso di rinuncia all'autorizzazione deve essere presentata una dichiarazione, indirizzata alla Provincia, con la quale il titolare medesimo rinuncia formalmente e incondizionatamente alla stessa, restituendo l'atto di autorizzazione.

La dichiarazione in caso di società deve essere sottoscritta dai soggetti indicati al precedente art. 4 - 2° comma.

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Art. 10 Sospensione dell'attività

1. L'attività può essere sospesa per gravi motivi dal titolare dell'autorizzazione per un periodo massimo di sei mesi, prorogabile per un massimo di altri sei mesi, previa comunicazione scritta e motivata alla Provincia, che ne prende atto con provvedimento del Dirigente Responsabile del Servizio Mobilità e Trasporti. Qualora al termine di detto periodo l'attività non venga ripresa, l'autorizzazione verrà revocata. Dell'avvenuta ripresa dovrà essere data tempestiva comunicazione scritta alla Provincia. 

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Art. 11 Commissione Consultiva

1. E' istituita presso la sede del Servizio Mobilità e Trasporti della Provincia una Commissione Consultiva allo scopo di valutare l'attività connessa all'esercizio delle funzioni amministrative provinciali in materia di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, competente a esprimere parere non vincolante sugli atti a richiesta del Servizio Trasporti.

2. La Commissione di cui al punti precedente è composta da:

Presidente Dirigente Responsabile del Servizio Mobilità e Trasporti o suo delegato

Vice Presidente Funzionario Amministrativo del Servizio Mobilità e Trasporti

Componente rappresentante della Questura

" rappresentante della Motorizzazione Civile

" rappresentante Automobile Club Venezia

" rappresentante U.N.A.S.C.A.

" rappresentante F.E.D.E.R.T.A.A.I.

Segretario addetto Ufficio Autoscuole Agenzie.

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Art. 12 Responsabile del procedimento

1. Il responsabile del procedimento relativo alle pratiche di cui alla l. n. 264/91 è il Dirigente Responsabile del Servizio Mobilità e Trasporti o altro funzionario da lui delegato.

2. I relativi procedimenti vengono svolti nel rispetto dei tempi previsti dalla vigente normativa di legge e regolamentare.  

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Titolo III

Art. 13 Locali

1. L'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto deve essere svolta solamente nei locali autorizzati: non sono pertanto ammesse sedi o recapiti diversi, anche se del medesimo titolare.

Nei locali autorizzati è possibile svolgere esclusivamente l'attività di consulenza suddetta.

2. L'altezza minima dei locali è quella prevista dal regolamento edilizio del Comune in cui ha sede lo studio di consulenza.

3. Tali locali devono comprendere:

a) un ufficio e un archivio di almeno 30 mq di superficie complessiva con non meno di 20 mq utilizzabili per il primo, se posti in ambienti diversi.

L'ufficio, aerato e illuminato, dovrà essere dotato di un arredamento atto a permettere un temporaneo, agevole stazionamento del pubblico;

b) servizi igienici composti da bagno e antibagno illuminati e aerati.

4. In aggiunta a quanto previsto dal comma 1 del presente articolo, qualora lo studio di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto sia in possesso anche dell'autorizzazione a svolgere attività di autoscuola, i locali destinati allo svolgimento dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto e di autoscuola potranno avere in comune l'ingresso e gli uffici di segreteria destinati alla ricezione del pubblico e al ricevimento degli incarichi, sempre nell'osservanza di quanto prescritto al comma 3.

Nell'unità immobiliare adibita a studio di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto non può sussistere l'attività di autoscuola se l'autorizzazione non è intestata alla medesima persona o società intestataria dello studio di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto.

5. I criteri stabiliti dal presente articolo non si applicano ai locali degli studi di consulenza che, alla data di entrata in vigore della l. n. 264/91, esercitavano già attività di agenzia per il disbrigo di pratiche automobilistiche, autorizzata ai sensi dell'art. 115 del R.D. 18.06.31 n. 773.

6. I criteri stabiliti dal presente articolo si applicano anche alle imprese o società che, pur esercitando l'attività di consulenza prima dell'entrata in vigore della l. n. 264/91, trasferiscano la propria attività, esclusa l'ipotesi di sfratto, in locali diversi da quelli in cui l'attività di consulenza veniva esercitata anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dei Trasporti 09.11.92. 

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Art. 14 Cambio locali e trasferimento della sede

1. Il cambio dei locali o trasferimento della sede potrà essere effettuato solo dopo il rilascio di specifico nulla osta da parte del Responsabile del Servizio Mobilità e Trasporti, previa valutazione della domanda eventualmente documentata, in locali aventi i requisiti previsti dall'art. 13 e in unità territoriali che presentino disponibilità ai sensi dell'art. 3.

2. La domanda per ottenere il nulla osta al trasferimento, redatta in carta legale e rivolta alla Provincia di Venezia - Servizio Mobilità e Trasporti, deve contenere:

a) dati anagrafici e codice fiscale del titolare o del legale rappresentante;

b) esatta denominazione e ubicazioni della vecchia e della nuova sede dell'attività.

La domanda deve essere corredata dalla seguente documentazione, che potrà essere presentata entro novanta giorni dalla comunicazione della Provincia relativa all'esito positivo dell'accertamento del rispetto delle condizioni di cui ai commi 1 e 2:

c) copia autenticata del titolo di proprietà o del contratto di affitto relativo ai locali che saranno utilizzati dall'impresa;

d) planimetria dei locali in scala 1:100, redatta da un tecnico abilitato, con l'indicazione analitica della superficie che deve essere uguale o superiore a quella prevista dal decreto del Ministro dei Trasporti 09.11.92;

e) certificato igienico-sanitario dei locali rilasciato dalla locale USL e certificato di agibilità rilasciato dal Comune, indicante la destinazione d'uso dei locali o estratto catastale da cui risulti la categoria.

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Art. 15 Tariffe

1. Le tariffe minime e massime per l'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto sono stabilite annualmente con decreto del Ministro dei Trasporti.

2. Le tariffe e gli eventuali contratti praticati devono essere preventivamente depositati presso la Provincia per ottenere un visto di conformità a cura del Dirigente Responsabile del Servizio Mobilità e Trasporti.

3. Le tabelle delle tariffe minime e massime e quelle praticate di norma dall'impresa o dalla società, timbrate dalla Provincia che ne conserva copia, devono essere permanentemente affisse nei locali ove vengono acquisiti gli incarichi dei committenti, in posizione tale da permetterne l'agevole lettura. 

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Art. 16 Orari di apertura e periodi di chiusura

1. Le agenzie dovranno adottare un orario di apertura al pubblico di almeno 30 ore settimanali, con una articolazione tale da garantire l'effettiva disponibilità per gli utenti, nell'arco della giornata anche nel pomeriggio. Detto orario e ogni variazione dello stesso devono essere preventivamente comunicati al Servizio Trasporti della Provincia.

2. Parimenti vanno comunicati preventivamente alla Provincia i periodi di chiusura per ferie, o per altre motivate cause per un periodo superiore a tre giorni.

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Art. 17 Pubblicità

1. I testi delle comunicazioni pubblicitarie dovranno sempre essere improntati sulla serietà e puntualità del servizio e non dovranno sconfinare in concorrenza sleale.  

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Titolo IV

Art. 18 Responsabilità professionale

1. La responsabilità professionale per l'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto grava sul titolare dell'impresa individuale ovvero, nel caso di società, sulle persone di cui all'art. 5 - comma 3 - in possesso dell'attestato di idoneità professionale.

2. In caso di autorizzazione rilasciata ai sensi dell'art. 10, commi 1 o 3, della l. n. 264/91 come modificato dalla l. n. 11/94, la responsabilità professionale grava sull'avente diritto alla conversione della licenza di cui all'art. 115 R.D. 773/31.

3. In caso di attività esercitata in via transitoria ai sensi dell'art. 4 della l. n. 11/94, la responsabilità professionale ricade sugli aventi diritto.

4. Ferma restando la responsabilità professionale ai sensi dei commi precedenti, l'impresa o la società che esercita l'attività di consulenza può avvalersi, per gli adempimenti puramente esecutivi anche presso uffici pubblici, di propri dipendenti. 

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Art. 19 Tenuta dei documenti

1. Il titolare dell'impresa di consulenza o, nel caso di società, gli amministratori redigono un registro-giornale che indica gli elementi di identificazione del committente e del mezzo di trasporto, la data e la natura dell'incarico, nonché gli adempimenti cui l'incarico si riferisce. Il registro-giornale, prima di essere messo in uso, è numerato progressivamente in ogni pagina e bollato in ogni foglio ai sensi dell'art. 2215 del Codice Civile.

Il registro-giornale è tenuto a disposizione delle autorità competenti per il controllo, nonché delle autorità che, per motivi di istituto, debbano individuare i committenti delle operazioni.

2. L'impresa o la società di consulenza, quando il documento di circolazione del mezzo di trasporto o il documento di abilitazione alla guida venga a essa consegnato per gli adempimenti di competenza, rilasciano all'interessato una ricevuta conforme al modello approvato con decreto del Ministro dei Trasporti 08.02.92.

3. La ricevuta di cui al comma 2 sostituisce a tutti gli effetti il documento di circolazione del mezzo di trasporto o il documento di abilitazione alla guida per la durata massima di trenta giorni dalla data del rilascio, che deve essere lo stesso giorno annotato sul registro - giornale di cui all'art. 6 della L. n. 264/91. 

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Art. 20 Accesso agli uffici pubblici

1. Lo svolgimento presso gli uffici pubblici delle pratiche relative all'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto ed eventualmente alla certificazione per conto di terzi, in quanto espressamente autorizzata, è consentito ai soggetti legittimati in base alle l. n. 264/91 e n. 11/94, riconosciuti dalla Provincia mediante apposita tessera. Essa sarà rilasciata a cura del Dirigente Responsabile del Servizio Mobilità e Trasporti su espressa richiesta sottoscritta dal titolare dell'impresa o responsabile professionale dell'attività o Ente, a garanzia del possesso dei prescritti requisiti. Il richiedente pertanto risponde personalmente delle tessere richieste e del possesso dei requisiti prescritti per il personale abilitato, con obbligo di restituzione immediata di quelle relative a soggetti non più legittimati.

2. Quando il titolare dell'agenzia gestisca anche l'attività di autoscuola è consentito l'accesso agli uffici pubblici, per i fini di cui al comma 1, anche ai soggetti legittimamente inseriti in tali strutture. Per quanto riguarda le autoscuole, le attività sono limitate alle funzioni di assistenza e agli adempimenti relativi alle operazioni concernenti le patenti di guida e i certificati di abilitazione professionale alla guida dei mezzi di trasporto.

3. Ogni eventuale abuso nell'espletamento dell'attività di consulenza, che possa essere sintomo di esercizio abusivo della professione, sarà tempestivamente segnalato dagli Uffici Pubblici alla Procura della Repubblica e alla Provincia per conoscenza.  

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Art. 21 Vigilanza

1. La vigilanza sull'applicazione delle norme del presente Regolamento è affidata alla Provincia e ai Comuni, ai sensi dell'art. 9 della l. n. 264/91.

2. Essa può essere espletata tramite i vigili provinciali, mediante la collaborazione dei vigili comunali espressamente richiesta dal Servizio Mobilità e Trasporti, e direttamente dai dipendenti dello stesso Servizio muniti di apposita tessera, mediante ispezioni alle sedi e altri accertamenti atti a controllare:

a) la regolarità dell'esercizio dell'attività;

b) l'osservanza delle tariffe e degli orari;

c) la regolarità della tenuta del registro-giornale e del rilascio delle certificazioni sostitutive;

d) la permanenza delle condizioni in base alle quali l'esercizio dell'attività di consulenza è stato autorizzato.

3. Il dirigente del Servizio Mobilità e Trasporti provvederà a inviare agli uffici pubblici (P.R.A, M.C.T.C., Prefettura, etc.) l'elenco delle agenzie non funzionanti regolarmente, allo scopo di interdirne l'accesso, nelle more dell'adozione dei provvedimenti sanzionatori previsti.

Tale procedura sarà applicata decorso inutilmente il termine di quindici giorni fissato per regolarizzare la situazione.  

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Art. 22 Sanzioni

1. Il Dirigente Responsabile del Servizio Mobilità e Trasporti, anche su iniziativa dei Comuni, emana atto di diffida in caso di accertate irregolarità nell'esercizio dell'attività o di inosservanza delle tariffe minime e massime.

Ove siano accertate irregolarità persistenti o ripetute, il Dirigente Responsabile del Servizio Mobilità e Trasporti applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire un milione a lire cinque milioni, e l'autorizzazione di cui all'art. 4 è sospesa per un periodo da uno a sei mesi.

2. Chiunque abusivamente rilascia la ricevuta di cui all'art. 20 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquecentoottantasettemilacinquecento a lire duemilionitrecentocinquantamila. Alla contestazione di tre violazioni nell'arco di un triennio consegue la revoca dell'autorizzazione di cui all'art. 3 della l. n. 264/91. Ogni altra irregolarità nel rilascio della ricevuta è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire centodiciassettemilacinquecento a lire quattrocentosettantamila.

3. Le imprese e le società di consulenza che entro trenta giorni dal rilascio della ricevuta non pongono a disposizione dell'interessato l'estratto dei documenti di circolazione e guida di cui al comma 1 dell'art. 92 del Nuovo Codice della Strada, sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire centodiciasettemilacinquecento a lire quattrocentosettantamila.

4. Chiunque eserciti l'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto senza essere in possesso della prescritta autorizzazione, fatti salvi i casi diversamente disciplinati, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquemilioni a lire ventimilioni. L'attività svolta nei recapiti è equiparata a esercizio senza autorizzazione. Ove difetti altresì l'attestato di idoneità professionale, fatti salvi i casi diversamente disciplinati, si applica l'art. 348 del Codice Penale.

5. Alle sanzioni di cui ai commi 1 e 4 del presente articolo si applicano le norme previste dalla l. n. 689/81, a quelle di cui ai commi 2 e 3 si applicano le norme previste dal D.L.vo n. 285/92.

6. L'autorizzazione è revocata quando:

a) vengano meno i requisiti iniziali indispensabili;

b) siano accertati gravi abusi, quali a esempio: rilascio ripetuto di ricevute non conformi al D.M. 08.02.92, mancanza o irregolare tenuta dei documenti obbligatori, esercizio dell'attività in locali diversi da quelli autorizzati;

in questi casi, si applica altresì la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire duemilioni a lire diecimilionidi cui al comma 1, salva l'eventuale responsabilità civile e penale.

c) nell'ultimo biennio sia stato adottato più di un provvedimento di sospensione;

d) nel registro-giornale dello studio di consulenza non risultino registrazioni per un periodo continuativo di dodici mesi, esclusi i periodo coperti da provvedimenti di sospensione.

Oltre che per i casi di revoca precedentemente disciplinati, l'autorizzazione cessa altresì:

a) per morte del titolare in mancanza di eredi o aventi causa del titolare medesimo;

b) per espressa rinuncia. 

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Titolo V

Art. 23 Attività di consulenza di Enti pubblici non economici

1. L'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto esercitata dagli Enti pubblici non economici è disciplinata dalla legge 8 agosto 1991, n. 264, così come modificata e integrata dalla legge 4 gennaio 1994, n. 11. Essa è svolta dagli appositi uffici dipendenti, individuati tramite elenco da comunicare alle competenti province ed agli uffici periferici della Direzione generale della M.C.T.C., entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. Tale elenco deve essere aggiornato ad ogni variazione che venga apportato allo stesso.

2. L'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto esercitata direttamente dall'Automobile Club d'Italia ovvero dagli uffici in regime di concessione o convenzionamento con gli automobile club istituiti successivamente alla data del 5 settembre 1991 è soggetta all'autorizzazione prevista dalla citata legge n. 264 del 1991. L'autorizzazione è rilasciata dalla Provincia, nel rispetto del programma provinciale delle autorizzazioni di cui all'art. 2, comma 3, della citata legge n. 264 del 1991, su richiesta dell'automobile club competente, direttamente a tale ente in relazione agli uffici dallo stesso specificamente indicati nella richiesta, purchè i soggetti designati quali titolari degli uffici stessi siano in possesso dei requisiti previsti dall'art. 3 della citata legge n. 264 del 1991, nonchè dell'attestato di idoneità professionale di cui all'art. 5 della stessa legge. All'Automobile club competente si applica l'art. 9 della citata legge n. 264 del 1991.

3. Le autorizzazioni rilasciate agli uffici di cui al comma 3 vengono revocate qualora il titolare del predetto rapporto di convenzionamento o concessione venga a perdere i requisiti previsti dall'art. 3 della l. n. 264/91 e non sia sostituito dall'Ente pubblico non economico competente entro il termine di novanta giorni.

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Art. 24 Attività di consulenza Autoscuole

1. L'attività indicata al numero 1) della tabella 3 allegata alla legge 01.12.1986 n. 870 è di esclusiva competenza delle autoscuole.

2. L'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto è esercitata dalle autoscuole limitatamente alle funzioni di assistenza e agli adempimenti relativi alle operazioni concernenti le patenti di guida e i certificati di abilitazione professionale alla guida dei mezzi di trasporto. Nello svolgimento della suddetta attività si applicano alle Autoscuole le disposizioni di cui alla citata l. n. 264/91 e del presente Regolamento.  

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Titolo VI

Art. 25 Disposizioni transitorie e finali

1. Coloro che alla data del 5 settembre 1991 esercitavano effettivamente da almeno tre anni, sulla base di licenza rilasciata dal Questore ai sensi dell'art. 115 T.U.L.P.S. approvato con R.D. n. 773/31, l'attività di disbrigo di pratiche automobilistiche o gestivano in regime di concessione o convenzionamento con gli Automobile Club uffici di assistenza automobilistica, conseguono a domanda l'autorizzazione da parte della Provincia anche in difetto del titolo di studio e dell'attestato di idoneità professionale previsti dall'art. 5 della l. n. 264/91.

2. Coloro che alla data del 5 settembre 1991 non abbiano maturato i tre anni di esercizio effettivo dell'attività di cui al comma 1 conseguono a domanda l'autorizzazione da parte della Provincia anche in difetto del titolo di studio e dell'attestato di idoneità professionale previsti dall'art. 5 della l. n. 264/91, purché attestino di aver frequentato un corso di formazione professionale nella prima o nella seconda sessione utile. I medesimi soggetti possono proseguire comunque l'esercizio dell'attività fino al conseguimento dell'autorizzazione di cui all'art. 4.

3. Coloro che alla data di entrata in vigore del presente regolamento non abbiano maturato tre anni di esercizio effettivo dell'attività di cui al comma 1 conseguono a domanda l'autorizzazione provvisoria all'esercizio dell'attività da parte della Provincia sino al conseguimento dell'attestato di idoneità professionale che dovrà avvenire entro e non oltre la seconda sessione utile d'esame.

4. Ai fini del rilascio delle autorizzazioni di cui ai commi precedenti, si prescinde dal possesso dei requisiti di cui all'art. 4 comma 1 lett. g).

5. Le autorizzazioni, rilasciate ai sensi dell'art. 337 del Regolamento di esecuzione e attuazione del Nuovo Codice della Strada su richiesta degli Enti pubblici non economici, decadono qualora venga meno il rapporto di convenzionamento o di concessione tra i predetti Enti e l'agenzia.

6. Fino all'avvenuto svolgimento della prima sessione di esami per il conseguimento dell'attestato di idoneità professionale di cui all'art. 5 della l. n. 264/91 e dell'adozione degli altri atti necessari per l'entrata a regime della disciplina contenuta nella medesima legge, non verranno rilasciate autorizzazioni per l'esercizio di nuove attività di consulenza. Il Dirigente Responsabile del Servizio Mobilità e Trasporti può comunque autorizzare trasformazioni di agenzie esistenti a condizione che permanga nella nuova struttura il precedente titolare. 

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Art. 26 Verifica e aggiornamento del Regolamento

1. Tutti i problemi che eventualmente dovessero sorgere con l'applicazione del presente Regolamento saranno oggetto di verifica e, ove necessario, si provvederà al relativo aggiornamento. La Provincia procederà previa acquisizione del parere espresso dalla Commissione Consultiva di cui all'art. 12. 

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Art. 27 Entrata in vigore

Il presente Regolamento entra in vigore a tutti gli effetti nelle more della emanazione dei decreti ministeriali previsti dagli artt. 5 e 8 della l. n. 264/91, dopo la sua pubblicazione ai sensi della legge.

(indice Regolamento)

COMPETENZE ORGANI AMMINISTRATIVI

  1. Consiglio Provinciale:
    • approvazione del Regolamento e sue modifiche o integrazioni
  2. Dirigente:
    • rilascio nuove autorizzazioni
    • rilascio autorizzazioni per variazione di titolarità, trasferimento in altro comune, trasformazioni societarie
    • sanzioni amministrative pecuniarie
    • sospensione e revoca dell'autorizzazione
    • nulla osta per trasferimento sede
    • autorizzazione definitiva per nuove autorizzazioni o variazioni di quelle esistenti
    • emissione di provvedimenti di richiamo e diffida
    • variazione dei locali e trasferimento della sede
    • visto di conformità per tariffe e orari
    • autorizzazione provvisoria per dodici mesi (caso eredità)
    • sospensione provvisoria per sei mesi (caso eredità)
    • presa d'atto ingresso o recesso di soci
    • aggiornamento per cambio denominazione
    • presa d'atto sospensione attività per gravi motivi
    • rilascio tessere di accesso agli uffici pubblici



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