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SERVIZI ALLA CIRCOLAZIONE: IMPIANTI CARBURANTE

REGIONE DEL VENETO
COMMISSIONE CONSULTIVA REGIONALE CARBURANTI

Prot. n. 7/98

Venezia, lì 14 maggio 1998

OGGETTO: Decreto legislativo 11 febbraio 1998, n° 32 concernente la nazionalizzazione del sistema di distribuzione di carburanti per autotrazione.

 Con la pubblicazione nella G.U. n. 53 del 5 marzo 1998 del Decreto Legislativo 11 febbraio 1998, n. 32 "Razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti, a norma dell'articolo 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59" viene a modificarsi radicalmente la filosofia amministrativa riguardante la nazionalizzazione della rete di distribuzione di carburanti sia dal punto di vista istituzionale che da quello amministrativo vero e proprio. Infatti il Decreto ha .attribuito ai Comuni tutte le competenze in materia di impianti di distribuzione di carburanti ad eccezione di quelle relative agli impianti autostradali di competenza Regionale ai sensi dell'art. 105 lett. f) del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112. Alla Regione è stata, inoltre, data la competenza ad emanare decreti di esecuzione della legge statale (art. 4) nonché norme di indirizzo programmatico dell'intera materia (art 1).

Per quanto riguarda l'aspetto amministrativo è da sottolineare il fatto che con l'entrata in vigore del citato D.Lgs. (20/3/1998) viene abolito l'istituto della concessione che viene sostituito dall'autorizzazione.

In riferimento all'autorità che deve emanare l'autorizzazione va precisato che nel testo di legge vieneriportato il Sindaco quale organo competente. Si ritiene invece che, in conformità con gli Statuti comunali e la recente normativa di semplificazione e divisione delle competenze (127/97 e 80/98), la parola Sindaco vada letta Comune e pertanto l'autorità competente al rilascio della citata autorizzazione possa essere individuata nel Dirigente della struttura a ciò deputata.

Altre importanti novità contenute nella nuovanormativa statale sono:

  1. l'introduzione dell'autocertificazione e perizia giurata in sostituzione dei pareri dell'UTF, dei VV.FF.,dell'Ente proprietario della strada, della Commissione edilizia integrata per i beni ambientali, della Sovrintendenza per i beni Architettonici nonché della Commissione Provinciale Carburanti;
  2. l'abolizione dell'obbligo di chiusura di impiantiesistenti perl'apertura di nuovi, trasferimenti o potenziamento di quelli esistenti a partire dall'1.1.2000 mentre fino a tale data rimane l'obbligo della chiusura di impianti da un minimo di uno per i potenziamenti adun massimo ditre per i nuovi impianti;
  3. l'individuazione da parte dei Comuni dei requisiti e delle caratteristiche delle aree dove dovrebbero essere installati i nuovi impianti.

Pertanto a partire dall'entrata in vigore del citato D.Lgs. (20.3.98) l'installazione e l'esercizio degli impianti stradali di carburante sono soggetti ad autorizzazione; la conversione da concessione in autorizzazione è automatica e quindi il titolare della concessione può proseguire l'attività dando comunicazione, entro il 19/5/98, al Comune, Regione e UTF. La comunicazione deve contenere tutti i dati identificativi della concessione e dell'impianto ivi compreso il codice regionale; la mancanza della comunicazione si configura quale esercizio abusivo dell'attività e quindi sanzionabile.

Va precisato che in presenza di Piani regionali approvati prima dell'entrata in vigore del nuovo D.Lgs. la normativa da applicare subito è in parte quella statale ed in parte quella regionale (l.r. 33/88; piani regionale e provinciale). ossia le nuove normativa statali vanno applicate integralmente solo a partire dal 1 gennaio 2000.

Conseguentemente a partire dal 20 marzo 1998 e fino al 31 dicembre 1999 nel territorio della Regione del Veneto non trovano applicazione per quanto riguarda le disposizioni di cui al p.c.r. 18 febbraio 1998, n. 3 "Piano regionale di nazionalizzazione della rete di distribuzione di carburanti" pubblicato sul. B.U.R. n. 24 del 17 marzo 1998, le seguenti norme:

art. 7

"superficie minima di servizio" in quanto incompatibile con l'art. 2 del D.Lgs. 32/98 ora di competenza comunale;

art. 11

"nuove concessioni" commi 1 (primo e secondo allinea) e 8 in quanto per l'installazione di nuovi impianti è necessaria la rinuncia a tre impianti o a due con erogato complessivo nell'ultimo anno superiore a 1.800.000 litri (art. 3 comma 1 D.Lgs. 32/98);

art. 12

"grandi direttrici di traffico" comma 3 lett. a) e b) (vedi nota art. 11);

art. 13

"trasferimento volontario" comma 3 in quanto per il trasferimento di un impianto su nuova posizione è necessaria la rinuncia a tre impianti o a due con erogato complessivo nell'ultimo anno superiore a 1.800.000 litri (art. 3 comma 1 D.Lgs. 32/98);

art. 14

"trasferimento obbligatorio" (vedi nota art. 13);

art. 15

"rinnovo concessione" in quanto l'istituto del rinnovo è di fatto abrogato dal comma 5 dell'art. 1 del D.Lgs. 32/98;

art. 24

"rilascio autorizzazione all'installazione di un impianto ad uso privato" commi 2, 5 e 6 in quanto in contrasto con l'art. 1 del D.Lgs. 32/98; .

mentre, per quanto riguarda le disposizioni della l.r. 28 giugno 1988, n. 33 e sue successive modificazioni ed integrazioni (B.U.R. n. 112 del 31/12/97), si precisa che non trovano applicazione le seguenti norme:
art. 2/bis

"fattispecie escluse" in quanto al Comune è stata assegnata una competenza riguardante l'intera materia senza alcuna limitazione;

art. 4

"competenze regionali" secondo comma lettere a), b) e d); tali competenze sono state sostituite da norme di indirizzo programmatico art. 1 comma 2 del D.Lgs. 32/98) e da norme regolamentari (art. 4 del D.Lgs. 32/98);

art. 5

"competenze provinciali" comma 1 lettere a) ed e);

art. 6

"competenze comunali" comma 1 lettere c), d),o), ed u) in quanto in contrasto con l'art. 1 comma 1 e 5 del D.Lgs. 32/98;

art. 9

"direttive alle province e ai comuni per l'esercizio delle funzioni in materia di distributori di carburante" comma 1 lett. a) del D.Lgs. 32/98;

art. 10

"contenuto dei piani provinciali di nazionalizzazione della rete di distribuzione di carburante";

art. 11

"adozione ed approvazione piani provinciali";

art. 12

"proposte comunali per l'elaborazione dei piani provinciali";

art. 13/bis

rinnovi e nuove concessioni" in quanto per le nuove concessioni si applica l'art. 3 comma 1 mentre l'istituto del rinnovo è stato eliminato; conseguentemente i provvedimenti autorizzativi non hanno alcuna scadenza. Resta comunque l'obbligo di verifica sull'idoneità tecnica degli impianti ai fini della sicurezza sanitaria ed ambientale, da effettuarsi ogni 15 anni;

art. 14

"procedure" commi 1, 2, 3, 4, 9, 10, e 14 in quanto sostituite dall ‘art. 1 comma 2, 3 e 5 del D.Lgs. 32/98;

art. 15

"trasferimento della concessione" sostituito dall'art. 1 comma 4 del D.Lgs. 32/98;

art. 15/bis

"rapporto tra impianto e area di servizio"comma 3 (secondo periodo) e 4 in quanto non esiste più il rinnovo;

art.15/ter

"capacità tecnico-organizzativa" in quanto legata alla concessione che è stata sostituita dall'autorizzazione;

art. 16

"sospensione, decadenza erevoca della concessione "comma 6" in quanto legata alla concessione che è stata sostituita dall'autorizzazione nonché il comma 7 in quanto si applica l'art. 1 comma 5 del D.Lgs. 32/98;

art. 28

"compiti della commissione provinciale carburanti" commi 1 (resta solo per pareri su orari e turni), 2 lett. a) e 3 in quanto sostituiti dalla autocertificazione e dalla perizia giurata (art. 1 comma 3 D.Lgs. 32/98);

art. 30

"compiti commissione regionale" comma 1 lett. b) e c);

Va precisato che nelle norme regionali di cui sopra la parola "concessione" va sostituita dalla parola "autorizzazione" e conseguentemente l'istituto del rinnovo della concessione è stato abrogato.

Va precisato inoltre che:

  1. le domande in corso di istruttoria alla data di entrata in vigore del D.Lgs. 32/98 vanno esaminate ai sensi delle disposizioni in essere al momento della presentazione della domanda stessa. Comunque il provvedimento da emanare sarà un'autorizzazione e non una concessione essendo quest'ultima abolita dall'entrata in vigore del citato decreto (art. 1 comma 1);
  2. il termine del 31.12.96, entro cui deve essere stato acquistato l'impianto da concentrare, va riferito alla data di acquisto della proprietà delle attrezzature e non alla data dell'effettiva voltura del decreto;
  3. la realizzazione di nuovi impianti va assentita purché sia effettuata attraverso la rinuncia di tre impianti attivi e funzionanti o regolarmente autorizzati alla sospensione, a condizione che il richiedente sia titolare di almeno un impianto alla data del 31.12.96 e che i restanti impianti siano stati acquisiti prima dell'entrata in vigore del più volte citato D.Lgs. 32/98;
  4. le verifiche sull'idoneità tecnica degli impianti ai fini della sicurezza sanitaria e ambientale sono effettuate dalla Commissione di cui all'art. 17 della l.r. 33/88 integrata da un rappresentante dell'USL locale al momento del collaudo e comunque non oltre 15 anni dalla precedente verifica;
  5. il nuovo impianto, come pure le parti modificate o potenziate, deve essere aperto al pubblico, dopo il prescritto collaudo, entro sei mesi dal rilascio dell'autorizzazione, salvo proroga in caso di comprovata necessità, pena la revoca dell'autorizzazione.



Passiamo - ora ad analizzare i diversi aspetti contenuti nel Decreto legislativo:

COMPITI COMUNALI (art. 1 Comma 2)

Il comune deve verificare (anche attraverso la conferenza di servizi), sulla base dei contenuti della documentazione pervenuta, se insufficiente deve farla integrare, se la richiesta è conforme alle normative urbanistiche (P.R.G. e delibera consiliare circa criteri, requisiti e caratteristiche delle aree di cui all'art. 2 comma 1 del D.Lgs.), fiscali (l. 474/57 e 504/95), sanitarie (sicurezza dell'ambiente di lavoro), ambientali (inquinamento), stradali (codice della strada), beni paesaggistici, storici e artistici nonché alla programmazione regionale (Piano Regionale Carburanti). Va sottolineato che il Comune contemporaneamente all'autorizzazione deve rilasciare anche la concessione edilizia, ove necessaria, e pertanto l'interessato deve inviare due domande da trasmettere contemporaneamente, una al settore edilizia ed una al settore commercio, con l'avvertenza che la richiesta di ulteriore documentazione da parte di un settore comporta la sospensione dei termini anche per l'altro, e pertanto è necessario che i due settori interessati siano continuamente in contatto fra di loro.


PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE (art. 1 comma 3)

L'operatore esenta al Comune la richiesta, in carta legale, di autorizzazione all'installazione di nuovo impianto o trasferimento, modifica (ad eccezione di quelle di cui all'art. 3 lett. H) l.r. 33/88 per le quali è prevista la comunicazione) o potenziamento di impianti esistenti con allegata una analitica AUTOCERTIFICAZIONE corredata della documentazione prescritta dalla legge e di una PERIZIA GIURATA, redatta da un tecnico competente per la sottoscrizione del progetto iscritto all'Albo, attestante il rispetto delle prescrizioni urbanistiche, fiscali, e di quelle concernenti la sicurezza ambientale e stradale, la tutela dei beni storici e artistici nonché delle norme di indirizzo programmatico delle Regioni. Va sottolineato che la certificazione concernente la sicurezza sanitaria viene effettuata dall'USL locale su formale richiesta dell'interessato. Il Comune deve verificare la conformità dell'iniziativa alle norme ed entro 90 giorni dalla richiesta rilasciare la prescritta autorizzazione. Trascorso tale termine, senza che il Comune comunichi il proprio diniego, la domanda si intende accolta con l'avvertenza che, qualora sussistano ragioni di pubblico interesse, il Sindaco può annullare l'assenso illegittimamente formatosi dando un termine all'interessato entro il quale sanare i vizi. Va precisato che, nel caso della necessità del controllo delle distanze, sarebbe opportuno che il Comune trasmettesse, per conoscenza, copia della domande ai Comuni contermini al fine di verificare l'esistenza di analoghe iniziative prima del rilascio dell'autorizzazione. In caso di compresenza di domande fra di loro incompatibili, anche in Comuni diversi, si applicato i criteri di priorità previsti all'art. 11 commi 2 e 3 per nuovi impianti; all'art. 18 e 19 per il GPL o METANO.


CONTENUTI DELLA DOMANDA

  • generalità, domicilio, codice fiscale, data e numero iscrizione Registro delle Imprese del richiedente;
  • località ed estremi catastali del terreno su cui viene installato o trasferito l'impianto;
  • l'individuazione degli impianti da chiudere;
  • descrizione del nuovo impianto o di quello modificato o potenziato con riferimento ai carrburanti erogati, numero e tipo di erogatori, numero e capacità dei singoli serbatoi e di eventuali altri servizi presenti quali self-service, etc..


DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE ALLA DOMANDA

  • documentazione tecnica dalla quale risulti la disposizione planimetrica dell'impianto;
  • l'atto dal quale risulti la disponibilità del terreno (solo in caso di trasferimento o nuovo impianto);
  • il nulla osta al trasferimento del Sindaco del Comune di provenienza attestante le caratteristiche dell'impianto con indicata la destinazione finale;
  • documentazione dalla quale risulti il possesso dei requisiti soggettivi di cui all'art. 5 del D.Lgs. 31/3/98, n. 114 di riforma del commercio (solo nel caso di nuovo impianto);
  • documentazione, ove necessaria, dalla quale risulti l'erogato degli impianti da chiudere (dichiarazione Commissione provinciale o copie del riepilogo dell'erogato .annuo predisposto dal gestore e trasmesso all'UTF);
  • analitica AUTOCERTIFICAZIONE corredata da una PERIZIA GIURATA, redatta da un tecnico iscritto all'Albo.
    Sia l'autocertificazione che la perizia giurata devono attestare che la richiesta in esame rispetta le prescrizioni urbanistiche, fiscali, e quelle concernenti la sicurezza ambientale e stradale, la tutela dei beni storici e artistici nonché le norme di indirizzo programmatico delle Regioni e il rispetto dei criteri, requisiti e caratteristiche delle aree determinati dal Comune ai sensi dell'art. 2, primo comma del D.Lgs. 32/98. Va sottolineato che la certificazione concernente la sicurezza sanitaria viene effettuata esclusivamente dall'USL locale su formale richiesta dell'interessato.


CONTENUTI DELL'AUTORIZZAZIONE

  1. l 'indicazione dei prodotti, il numero e tipo dei distributori e la capacità dei singoli serbatoi;
  2. il divieto di porre in - esercizio l'impianto prima del prescritto collaudo;
  3. il termine entro cui dovrà essere aperto l'impianto o utilizzate le parti modificate o potenziate, che non dovrà superare i sei mesi salvo proroga per comprovata necessità;
  4. l'obbligo del titolare dell'autorizzazione di provvedere alle misure di sicurezza disposte dalle autorità competenti.


TRASFERIMENTO DELLA TITOLARIETA' (art. 1 comma 4)

Il trasferimento della titolarietà delle autorizzazioni va comunicato dalle parti (comunicazione fatta dal cedente e sottoscritta dal cessionario) al Comune, alla Regione, all'Ufficio Tecnico Erariale e all'UTF entro 15 giorni dall'avvenuto trasferimento della proprietà o della disponibilità dell'impianto, con allegata idonea documentazione atta a dimostrare il passaggio della proprietà o disponibilità dell'impianto e delle relative attrezzature nonché, da parte del cessionario, la disponibilità del terreno su cui insiste l'impianto ed il possesso dei requisiti soggettivi di cui all'art. 5 del D.Lgs. 31 marzo 1998. n. 114 di riforma del commercio. In caso di trasferimento della titolarità della autorizzazione di impianti inseriti nel "Registro provinciale delle concessioni rinunciate finalizzate a future realizzazioni" di cui all'art. 22 del citato Piano regionale carburanti, è necessario dimostrare la sola disponibilità dell'autorizzazione.


COMUNICAZIONE PROSIEGUO ATTIVITA' (art. 1 comma 5)

La concessione è convertita di diritto in autorizzazione. I titolari di concessioni possono continuare l'attività del loro impianto previa comunicazione, in carta semplice, da farsi entro il 19 maggio 1998 (60 giorni dall'entrata in vigore del D.Lgs.), al Comune, Regione e UTF; la mancanza della comunicazione si configura quale esercizio abusivo dell'attività e quindi sanzionabile.


COLLAUDI (art. 1 comma 5)

L'installazione, il trasferimento, la modifica e il potenziamento di un distributore di carburante vanno sempre collaudati, (ad eccezione dei casi di cui all'art. 14 commi 5 e 6 della l.r. 33/88 e sue successive modificazioni ed integrazioni), dalla Commissione di Collaudo di cui all'art. 17 della citata legge regionale, integrata da un rappresentante dell'azienda sanitaria locale. Essendo stata eliminata la concessione non esiste più neanche il rinnovo; resta però l'obbligo delle verifiche sull'idoneità tecnica degli impianti ai fini della sicurezza sanitaria e ambientale che devono essere effettuate su richiesta dell'interessato che dovrà pervenire almeno sessanta giorni prima, al momento del collaudo e comunque non oltre 15 anni dalla precedente verifica dalla Commissione di cui all'art. 17 della l.r. 33/88, integrata dal rappresentante dell'USL locale. Pertanto le domande di rinnovo di concessione in istruttoria devono essere restituite al richiedente. I Comuni devono, quindi, integrare la Commissione di Collaudo inserendo il rappresentante dell'azienda sanitaria locale. Va sottolineata, la possibilità dell'utilizzo dell'esercizio provvisorio previsto ai commi 6/bis, 6/ter e 6/quater dell'art. 17 della più volte citata l.r. 33/88.


VERIFICHE (art. 1 comma 5)

Il Comune, entro il 30 giugno 1998, verifica lo stato degli impianti circa la loro incompatibilità sotto l'aspetto urbanistico, ambientale (inquinamento), del traffico, della viabilità, dei beni storici ed artistici e della programmazione regionale. Di tale verifica viene data comunicazione all'interessato e trasmessa alla Regione, all'UTF, ai Ministeri dell'Industria e dell'Ambiente. Il Comune può non fare le verifiche limitatamente, ai casi di trasferimenti, chiusure e rilocalizzazioni e confermare quanto contenuto nei provvedimenti emanati a seguito dell'applicazione del Piano provinciale carburanti, e già comunicati ai titolari degli impianti; le verifiche devono essere sempre effettuate sugli impianti che i citati Piani hanno previsto di confermare o di adeguare. Restano esclusi dalle verifiche anche gli impianti inseriti dal titolare nei programmi di chiusura e smantellamento di cui all'art. 3 comma 2 del D.Lgs. o inserite nella Banca decreti di cui all'art. 3 comma 1 ultimo capoverso del D.Lgs. e all'art. 22 del Piano regionale carburanti (p.c.r. 3/98). Nel comunicare all'interessato l'esito della verifica il Comune deve evidenziare le anomalie riscontrate, indicare le possibili soluzioni 0, eventualmente, ordinare la chiusura dell'impianto entro un periodo non superiore ai 18 mesi nei comuni capoluogo di provincia e ai 24 nei restanti comuni. I comuni, in caso di rischio sanitario od ambientale, possono ridurre tale periodo. I titolari non a norma devono presentare, entro 30 giorni dalla comunicazione comunale, un programma di adeguamento alla vigente normativa o di chiusura e smantellamento, da effettuarsi entro il periodo citato, salvo diversa disposizione comunale. Comunque il mancato rispetto o la inadeguatezza alle disposizioni del Comune comporta la revoca delle relative autorizzazioni. I Comuni, nei provvedimenti che portano alla chiusura dell'impianto, devono prevedere il ripristino delle aree. Va precisato, inoltre, che il Sindaco può autorizzare la prosecuzione dell'attività di un impianto, anche se incompatibile, purchè sia l'unico impianto esistente nel Comune (art. 3 comma 4).


DIRETTIVE COMUNALI SU CRITERI, REQUISITI E CARATTERISTICHE
DELLE AREE PER IMPIANTI DI CARBURANTI (Art. 2 comma 1)

Entro il 18 giugno 1998, (90 giorni dall'entrata in vigore del D.Lgs.) il Comune individua criteri, requisiti e caratteristiche delle aree sulle quali possono svolgere la propria attività gli impianti stradali di carburanti (la delibera consiliare può costituire adozione di variante del P.R.G.) dettando le norme da applicare in dette aree, comprese quelle sulle superfici edificabili. il provvedimento comunale stabilisce la superficie minima del lotto (è auspicabile che i Comuni adottino quella prevista all'art. 7 del Piano regionale), le attività insediabili (con particolare riferimento all'art. 23 del Piano regionale), la superfici edificabile (minima e massima), i vari tipi di fabbricati ammissibili. La deliberazione conciliare potrebbe contenere la procedura per il rilascio della concessione edilizia nonché tutta la documentazione necessaria.
Il Comune, entro il 20 marzo 1999, individua, all'interno delle fasce di rispetto, le destinazioni d'uso compatibili con l'installazione degli impianti di carburante (art. 2 comma 3).
I Comuni debbono, inoltre, fissare criteri per le assegnazioni di aree pubbliche da destinare all'installazione di impianti stradali di carburanti a cui si deve provvedere attraverso pubblicazione di bandi pubblici.


NUOVE AUTORIZZAZIONI - TRASFERIMENTI POTENZIAMENTI (Art. 3 comma 1)

Fino al 31/12/99 per ottenere l'autorizzazione all'installazione o al trasferimento di un impianto stradale di carburante è necessario la chiusura di tre impianti senza limiti di erogato o di due con erogato superiore a 1.800.000 litri di cui il richiedente sia titolare prima del 31/12/96. Il termine del 31.12.96 va riferito alla data di acquisto della proprietà delle attrezzature e non alla data dell'effettiva voltura del decreto. Va precisato che, al fine di evitare disparità di trattamento, l'installazione o il trasferimento di un impianto stradale di carburante va assentita a favore dei richiedenti che siano titolari di almeno un impianto alla data del 31.12.96 e che i restanti impianti siano stati acquisiti prima dell'entrata in vigore del più volte citato D.Lgs. 32/98. Per i potenziamenti o l'installazione di apparecchiatura self-service pre-pagamento è possibile utilizzare impianti attivi e funzionanti o, se in sospensiva, regolarmente autorizzati di cui il richiedente sia diventato proprietario anche successivamente al 20/3/98. Va precisato che per tali operazioni possono essere utilizzati impianti inseriti nel "Registro provinciale delle concessioni rinunciate finalizzate a future realizzazioni" di cui all'art. 22 del citato Piano regionale carburanti. Per gli impianti utilizzati è necessario acquisire il nulla-osta al trasferimento del Sindaco del Comune di origine. Qualora il Sindaco neghi il nulla-osta per motivi diversi da quelli previsti all'art. 11 comma 6 del Piano regionale l'interessato può allegare alla domanda tale dichiarazione e inserire nell'autocertificazione e nella perizia giurata una attestazione dalla quale risulti la sussistenza dei requisiti per il trasferimento.
Per l'installazione di nuovi impianti si possono utilizzare gli impianti inseriti nei programmi volontari o quelli inseriti nei programmi presentati a seguito delle verifiche comunali di cui all'art. 1 comma 5 del D.Lgs. 32/98 (art. 3 comma 3).


PROGRAMMI VOLONTARI (Art. 3 comma 2)

I titolari di impianti non in regola con la normativa urbanistica, la tutela dell'ambiente, del traffico, della sicurezza stradale, dei beni storici e architettonici nonché in contrasto con le disposizioni regionali e comunali di presentare al Comune, alla Regione e al Ministero dell'Industria, entro 60 giorni dall'entrata in vigore del D.Lgs., possono presentare un proprio programma di chiusura e di smantellamento da effettuarsi nei successivi 18 o 24 mesi a seconda che si tratti di comune capoluogo o meno. Per i programmi relativi all'adeguamento il titolare deve aspettare comunque l'esito della verifica comunale.


IMPIANTI AD USO PRIVATO (art. 3 comma 10)

Per autorizzare l'installazione di impianti ad uso privato è necessario che la domanda sia in conformità alle prescrizioni urbanistiche, fiscali, e di quelle concernenti la sicurezza sanitaria, ambientale, la tutela dei beni storici e artistici e paesaggistici, nonché alle norme di cui agli artt. 24 (commi 1, 3 e 4) e 25 del Piano regionale carburanti. Va precisato che la domanda deve essere corredata oltre che dalla documentazione di legge (relazione tecnica, planimetria e l'iscrizione al Registro delle Imprese) anche della AUTOCERTIFICAZIONE con allegata PERIZIA GIURATA che garantiscono la conformità della domanda alle prescrizioni di cui sopra, con la precisazione che a lavori ultimati l'impianto deve essere collaudato. Va ricordato che anche per tali impianti è obbligatoria la verifica quindicennale relativamente all'idoneità tecnica delle attrezzature ai fini della sicurezza sanitaria ed ambientale cone pure, se. necessaria, deve essere emanata contemporaneamente all'autorizzazione la concessione edilizia.

Limitatamente ai casi di cui al secondo comma dell'art. 55 della l.r. 3 febbraio 1998, n. 3 il Comune, entro il 22 maggio 1998, può accogliere la domanda a sanatoria presentata dai proprietari di impianti in attività senza la prescritta autorizzazione, dando al richiedente un congruo periodo di tempo necessario per completare tale domanda con la documentazione richiesta dal nuovo D.Lgs.

I titolari di impianti regolarmente in esercizio (impiantiautorizzati), all'entrata in vigore del D.Lgs., devono adeguare i propri impianti alla nuova normativa entro il 31/12/98.


SCADENZE

Si rende infine necessario richiamare l'attenzione sulla tempistica prevista per gli adempimenti sia da parte delle amministrazioni comunali che degli operatori:

  1. entro il 18 giugno 1998, (90 giorni dall'entrata in vigore del D.Lgs.) il Comune individua criteri, requisiti e caratteristiche delle aree sulle quali possono svolgere la propria attività gli impianti stradali di carburante (delibera comunale può costituire adozione di variante del P.R.G.) dettando le norme da applicare in dette aree comprese quelle sulle superfici edificabili;
  2. entro il 30 giugno 1998, il Comune verifica lo stato degli impianti circa la loro incompatibilità sotto l'aspetto urbanistico, ambientale, del traffico, della viabilità, dei beni storici ed artistici e della programmazione regionale. Di tale verifica viene data comunicazione all'interessato e trasmessa alla Regione, all'UTF, ai Ministeri dell'Industria e dell'Ambiente;
  3. entro il 20 marzo 1999, il Comune individua le destinazioni d'uso compatibili con l'installazione degli impianti di carburante all'interno delle fasce di rispetto;
  4. il Comune entro 90 giorni (silenzio assenso) dalla richiesta, rilascia l'autorizzazione all'installazione di un impianto di distribuzione carburantepreviaverifica della conformità urbanistica (P.R.G.), fiscale (norme fiscali), sanitaria (sicurezza del lavoro), ambientale (inquinamento), stradale (codice della strada), beni ambientali, storici e artistici nonché la programmazione regionale (Piano Regionale Carburanti);
  5. entro il 19 I maggio 1998, il titolare delle concessioni in essere all'entrata in vigore del DLgs. trasmette al Comune, Regione e all'UTF la comunicazione di prosieguo della attività dell'impianto;
  6. entro il 19 maggio 1998, il titolare di concessioni incompatibili con l'urbanistica, ambiente, traffico e dei beni storici, ambientali e architettonici e con le disposizioni programmatiche della Regione può trasmettere al Comune, alla Regione e al Ministero dell'Industria un piano volontario di chiusura e smantellamento;
  7. entro il 31 dicembre 1998 tutti gli impianti ad uso privato, regolarmente in esercizio all'entrata in vigore del D.Lgs., devono conformarsi alle normative urbanistiche (PRG), sanitarie (sicurezza dell'ambiente di lavoro), ambientali (inquinamento), fiscali, beni storici, artistici e paesaggistici;
  8. entro 30 giorni dalla comunicazione della verifica comunale (art. 1 comma 5) il titolare dell'autorizzazione deve presentare il proprio programma di conformità.

Distinti saluti

IL PRESIDENTE

Floriano Pra


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