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Legislazione:
Circolare N. 101/92

D.Lgs. 30 aprile 1992, n° 285 Nuovo codice della strada. (estratto per servizi di trasporto pubblico)

L. 10 aprile 1981, n° 151 Ordinamento, la ristrutturazione ed il potenziamento dei trasporti pubblici locali.

Legge regionale 6 agosto 1993, n° 33 Disciplina delle tasse sulle concessioni regionali.

Legge Regionale 2 agosto 1994, n° 35 Sanzioni amministrative
Legge Regionale 14 settembre 1994, n° 46 Disciplina degli autoservizi atipici.
Legge Regionale 8 maggio 1985, n. 54 Organizzazione dei servizi di trasporto pubblico locale.
D.Lgs. 22 giugno 1991, n° 230 Approvazione della tariffa delle tasse sulle concessioni regionali
D.M. 20 dicembre 1991, n° 448 attuazione direttiva CCE n°438 21/6/1989 (modifica la n°562 12/11/1974) trasporti naz. e intern.
D.P.R. 22 aprile 1994, n° 369 semplificazione del procedimento concessione autolinee ordinarie
L. 28 settembre 1939, n° 1822 Disciplina autoservizi di linea
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Sanzioni


TRASPORTO PUBBLICO LOCALE: LEGISLAZIONE:

DIREZIONE GENERALE M.C.T.C.
III Direzione Centrale - Div. 32
CIRCOLARE N. 101/92

Prot. n. 2579 - D.C. III n. 18
Roma, 22 giugno 1992
OGGETTO:
Disposizioni applicative del D.M. n. 448/91 del 20.12.1991 concernente Il Regolamento di attuazione della Direttiva CEE n. 562/74 e Direttiva CEE n. 438/89 in materia di accesso alla professione di trasportatore di viaggiatori su strada nel settore dei trasporti nazionali ed internazionali.

Con la presente circolare vengono impartite le necessarie disposizioni per rendere concretamente operativo il D.M. del 20 dicembre 1991, n. 448, pubblicato sulla G.U. del 15.2.1992, che in esecuzione dell'art. 14 della legge 29 dicembre 1990, n. 428 ha recepito la Direttiva CEE n. 562/74, così come modificata dalla Direttiva CEE n. 438/89, regolando per la prima volta in Italia le modalità d'accesso alla professione di trasportatore di viaggiatori su strada mediante autobus, in campo nazionale ed internazionale.

1) Campo d'applicazione

Afar data dalla entrata in vigore del D.M. n. 448/91 (2 marzo 1992), le imprese italiane che intendono intraprendere l'esercizio della professione di trasportatore di viaggiatori su strada mediante autobus devono dimostrare, nei modi di cui appresso, di essere in possesso dei requisiti di idoneità morale, finanziaria e professionale.

Ai sensi dell'art. 1 del decreto ministeriale predetto per "professione di trasportatore di viaggiatori su strada" deve intendersi l'attività svolta da qualsiasi imprenditore, sia esso persona fisica o giuridica o anche azienda pubblica dotata o meno di personalità giuridica distinta da quella della pubblica amministrazione, svolta mediante autoveicoli che, secondo il modello di costruzione e la loro attrezzatura, siano atti a trasportare più di nove persone, autista compreso e siano destinati al trasporto di viaggiatori con offerta al pubblico o a talune categorie di utenti, dietro compenso versato dalla persona trasportata o dall'organizzatore del trasporto.

Sono, pertanto, ricomprese nel campo d'applicazione di detto decreto ministeriale le imprese titolari di concessioni o autorizzazioni per l'esercizio di autoservizi pubblici di linea o di licenze comunali per l'esercizio del servizio di noleggio con conducente svolti mediante autobus, secondo la definizione che di tale categoria di autoveicoli viene data dall'art. 26 lett. b) del D.P.R. n. 393/59: e ciò tanto nell'ipotesi in cui ciascuna di esse sia l'originaria destinataria del provvedimento amministrativo di concessione, autorizzazione o licenza, quanto in quella in cui essa lo diventi a seguito di trasferimento della titolarità del titolo abilitante al trasporto, da parte di altre imprese, originariamente titolari della concessione, autorizzazione o licenza trasferita.

Il possesso dei requisiti di cui all'art. 3 del D.M. n. 448/91, non esonera le predette imprese dal dimostrare all'ente competente al rilascio della concessione, autorizzazione o licenza, di essere anche in possesso di tutti gli altri requisiti e condizioni che regolano al momento l'esercizio dei servizi pubblici di linea e l'attività di noleggio con conducente mediante autobus, ovviamente in quanto compatibili con i requisiti CEE.



2) Casi di non applicabilità

In virtù della possibilità prevista dalla Direttiva CEE n. 562/74, art. 1 punto 3, lo Stato italiano ha ritenuto di escludere dal campo di applicazione del decreto ministeriale n. 448/91 quelle imprese che effettuano a fini non commerciali trasporto di viaggiatori su strada mediante autobus immatricolati ad uso privato per le proprie necessità, ai sensi dell'art. 58, comma 7 secondo periodo, del D.P.R. n. 393/59.

Sono tali quelle imprese per le quali il trasporto di persone è strettamente e direttamente connesso all'attività di diversa natura svolta in via principale dall'impresa stessa o con le finalità da questa perseguite, in maniera tale che detto servizio si configuri come un mezzo accessoria e strumentale, predisposto in funzione di tale diversa attività e finalità.



3) Imprese esonerate

L'art. 19, comma 1 del D.M. n. 448/91 esonera dalla dimostrazione dei requisiti di idoneità finanziaria e professionale quelle imprese che, pur svolgendo attività di trasporto a fini commerciali, alla data di entrata in vigore della legge 29.12.1990, n. 428 erano già titolari di concessioni, autorizzazioni o licenze per l'autotrasporto di viaggiatori.

Tale esenzione a favore di imprese rientranti, nel campo di applicazione del decreto ministeriale in questione è stata disposta allo scopo di salvaguardare le posizioni acquisite da quei trasportatori che, per il fatto di operare già da tempo sul mercato nazionale e/o internazionale, hanno già dato dimostrazione pratica di possedere una adeguata conoscenza della normativa regolatrice del settore e, quindi, di aver acquisito nello svolgimento dell'attività di trasportatore un'esperienza teorica e pratica tale, da costituire un valido surrogato della dimostrazione, nel modi indicati nell'art. 16, commi 3 e 4, del decreto ministeriale in questione, di quei requisiti.

La mancata inclusione della idoneità morale tra i requisiti di cui all'art. 19, comma 1 è dovuta alla convinzione che tale requisito debba sempre e comunque permanere in capo all'impresa, costituendone la prima ed imprescindibile qualità, da dimostrarsi nei modi previsti dall'art. 16, comma 2 del D.M. n. 448/91 in qualsiasi momento sia ritenuto necessario.

Per le imprese indicate al comma 1 dell'art. 19 citato, tale esonero ha effetto, relativamente all'esercizio delle concessioni, autorizzazioni o licenze in loro possesso già alla data di entrata in vigore della legge n. 428/90 e cioè dal 28 gennaio 1991, limitatamente ad un periodo di 5 anni, decorrenti dalla data di entrata in vigore del D.M. n. 448/91 (2 marzo 1992).

Le imprese esonerate, all'atto di ulteriori ed eventuali richieste di concessioni, autorizzazioni o licenze, nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del predetto decreto ed i successivi cinque anni, dovranno dimostrare tale loro condizione mediante la presentazione all'autorità competente (Stato, Regione, Comune) se diversa da quella che ha provveduto al rilascio del titolo abilitante al trasporto già in loro possesso, di una copia di quest'ultimo convalidata dall'autorità che lo ha rilasciato che ne certifichi la validità attuale e la data di rilascio del titolo stesso, risalente ad epoca anteriore a quella di entrata in vigore della legge n. 428/90.

Le imprese esonerate e solo per il periodo dei 5 anni, beneficiano dell'esonero, anche quando subiscono trasformazioni societarie e cioè:

  1. da impresa individuale in società;
  2. da un tipo di organizzazione sociale ad un altro (art. 2498 e segg. cod.civ.);
  3. società che si fondono tra loro, tanto nell'ipotesi di compenetrazione di più società in una organizzazione nuova quanto in quella dell'assorbimento di una organizzazione da parte di un'altra già esistente (art. 2501 e segg. cod.civ.), purché almeno una delle società che partecipano alla fusione sia intestataria, a tal data, di concessioni, autorizzazione o licenze rilasciale prima dell'entrata in vigore della legge n. 428/90.

Le imprese trasformatesi o partecipanti alla fusione, devono necessariamente soddisfare il requisito dell'idoneità morale, nei modi previsti dal combinato disposto degli artt. 4 e 16, comma 2 del D.M. n. 448/91 e precisati al successivo paragrafo 5 della presente circolare, cui si rinvia.

Nei casi di trasformazione sopraspecificati e per non oltre 5 anni dalla entrata in vigore del D.M. sopraindicato dette imprese debbono, perpoter beneficiare dell'esonero dalla dimostrazione dei requisiti di idoneità finanziaria e professionale, indicare il nominativo di almeno una persona che svolga attività di trasporto a livello direzionale, nell'ambito dell'impresa nuova e che abbia svolto tale attività da almeno cinque anni precedenti la data della trasformazione o fusione presso l'impresa vecchia, in maniera permanente ed effettiva, in qualità di:

  • titolare, amministratore o dipendente dell'impresa individuale, nonché collaboratore familiare dell'impresa familiare;
  • socio, amministratore o dipendente della società.

La dimostrazione di tale qualità deve essere fornita nei modi indicati per ciascuna di esse ai punti successivi.

Le imprese esonerate ai sensi dell'art. 19, commi 1 e 3 del D.M. n. 448/91, rimangono assoggettate, al pari delle altre imprese la verifica quinquennale di cui all'art. 17 del decreto sopracitato, a partire dalla scadenza del quinquennio decorrente dalla data di entrata in vigore del decreto stesso.



4) Requisiti per l'accesso alla professione

Le imprese rientranti nel campo di applicazione del D.M. n. 448/91, così come individuate nel precedente paragrafo 1) della presente circolare, che intendono intraprendere l'esercizio, a partire dalla data di entrata in vigore del predetto D.M., della professione di trasportatore di viaggiatori su strada mediante autobus, devono dimostrare di essere possesso dei requisiti di idoneità morale, finanziaria e professionale, secondo le modalità indicate nei paragrafi seguenti.

Il mancato permanere anche di uno solo dei predetti requisiti, comporta la revoca, da parte dell'autorità competente, del titolo abilitante al trasporto, ai sensi dell'art. 17 del decreto ministeriale in questione, nei modi indicati nella presente circolare.



5) Requisito dell'idoneità morale

Con tale requisito, la presente normativa tende a mettere in evidenza !'aspetto socio-economico ed etico della professione di trasportatore, specie laddove tendo a penalizzare anche coloro i quali hanno subito sanzioni nella specifica materia del trasporto, anche con riferimento alle condizioni del personale aziendale.

Esso deve essere necessariamente posseduto non solo al momento della richiesta volta ad ottenere il rilascio del titolo abilitativo all'autotrasporto, ma anche nel corso del suo esercizio, non ritenendosi ammissibile alcuna soluzione di continuità, sia pure per brevi periodi di tempo, al suo possesso in capo all'impresa.

Tale requisito deve essere in particolare posseduto:

  1. quando si tratti di impresa individuale, dal titolare di essa. nonché, in aggiunta, dalla persona ovvero dalle persone da lui eventualmente designate che dirigono l'attività di trasporto in maniera permanente ed effettiva in qualità di amministratore o dipendente ovvero, qualora si tratti di impresa familiare, (art. 230-bis cod.civ.), di collaboratore familiare;
  2. quando si tratti di società, da tutti i soci per le società in nome collettivo, dai soci accomandatari per le società in accomandita semplice o per azioni, dagli amministratori per ogni altro tipo di società, prevista dal codice civile. Quando l'amministrazione della società è affidata a più persone, il requisito dell'idoneità morale deve essere posseduto da tutti coloro i quali compongono il consiglio d'amministrazione o il comitato esecutivo, qualora costituito qualora costituito ovvero l'amministratore o dagli amministratori o delegati, qualora nominati;
  3. quando all'esercizio dell'impresa, individuate o collettiva, o di un ramo di essa o di una o di una sede sia proposto un istitore o un di lettore, il requisito dell'idoneità morale deve essere posseduto, in aggiunta ai soggetti precedentemente menzionati, anche da questi.

Il requisito in questione deve essere inoltre posseduto, da tutte le persone che dirigono l'attività di trasporto in maniera permanente ad effettiva, qualunque sia la qualifica rivestita.

In particolare, perché il requisito dell'idoneità morale possa ritenersi soddisfatto, i soggetti indicati nell'art. 4, commi 3 e 4 del D.M. n. 448/91 e sopra menzionati, non devono:

  1. aver riportato una o più condanne irrevocabili alla reclusione in misura complessivamente superiore ai due anni per delitti non colposi;
  2. aver riportato anche una sola condanna irrevocabile a pena detentiva di qualsiasi durata per:
  • delitti contro il patrimonio - artt. 624 - 649 c.p., così come modificati ed integrati dalla legge n, 689181, art. 93 e segg.;
  • delitti contro la fede pubblica - artt 453 - 498 c.p.;
  • delitti contro l'ordine pubblico - artt. 414 - 421 c.p.;
  • delitti contro l'industria ed il commercio - arti. 513 - 518 c.p.;
  1. aver riportato anche una sola condanna con sentenza irrevocabile per reati puniti a norma degli artt. 3 e 4 della legge n. 75/58, concernente l'abolizione della regolamentazione della prostituzione e la lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui. In aggiunta ai casi appena citati, resta fermo che i soggetti di cui altari. 1 9, commi 3 e 4 del decreto ministeriale in oggetto, non devono aver riportato:
  • condanna per delitto che importi la pena accessoria della interdizione - artt.- 19 e 28 e segg. c.p., così come modificati dalla legge n. 689/81, art. 118 e segg.;
  • condanna per contravvenzione che importi la pena accessoria della sospensione dall'esercizio della professione o dagli uffici direttivi dette persone giuridiche e delle imprese - artt. 19, 35 e 35-bis c.p. In entrambi i casi, il requisito dell'idoneità morale non può ritenersi soddisfatto per l'intera durata della pena accessoria.

Nel caso in cui la sentenza di condanna per i reati di cui alle lettere a) - b) e o) abbia disposto la sospensione condizionale della pena, il requisito dell'idoneità morale non è soddisfatto prima che siano decorsi cinque anni dalla sua emissione, senza che il condannalo commetta reato della stessa indole a incorra in altra causa di revoca della sospensione accordata (artt. 163 - 168 c.p.).

Ai fini dell'accertamento relativo ai reati sopra elencati, le imprese dovranno allegare, all'atto della prima richiesta volta ad ottenere una concessione, autorizzazione o licenza abilitante all'autotrasporto di viaggiatori su strada, il certificato generale del casellario giudiziale rilasciato dalla Procura della Repubblica in data non anteriore a tre mesi, ai sensi dell'art. 688 c.p.p.

  1. aver riportato procedura di fallimento o essere stati assoggettati a procedura fallimentare e dichiarati falliti o ammessi al concordato fallimentare (ari. 124 e segg. R.D. n. 267/42) (3) o essere stati assoggettati a liquidazione coatta amministrativa (art. I 94 e segg. L, F).

Lascia sussistere l'idoneità morale l'ammissione alle altre procedure concorsuali concordato preventivo (art. 160 e segg. L.F.) ed amministrazione controllata (art. 187 e segg. L.F.).

Ai fini di tale accertamento, gli interessati dovranno allegare un certificato del tribunale civile del circondario di appartenenza, dal quale risulti di non aver in corso procedura fallimentare né essere stato assoggettato a procedura fallimentare o di liquidazione coatta ovvero che dimostri la intervenuta riabilitazione a norma degli articoli 142 e segg. del R.D. 16 marzo 1942, n. 267;

  1. essere sottoposto con provvedimento esecutivo ad una delle misure di prevenzione previste dalla vigente normativa:
  • sorveglianza speciale;
  • divieto di soggiorno in uno o più comuni o province;
  • obbligo di soggiorno nel comune di residenza o dimora abituale.

In tutti i casi precedentemente elencati, il requisito dell'idonea morale continua a non essere soddisfatto fino a quando non sia intervenuta la riabilitazione, ai sensi dell'art. 178 e segg. c.p. o altra misura di carattere amministrativo con efficacia riabilitativa.

Tale requisito, qualora inizialmente posseduto, viene meno nei casi previsti dall'art. 4 comma 2 del decreto ministeriale in questione:

  • quando apposite disposizioni di legge lo prevedono:
  • quando l'interessato ha riportato una condanna o è assoggettato ad una procedura ovvero è sottoposto ad un provvedimento tra quelli indicati nell'art. 4, comma 1 lettera a) - b) - o) - d) - e);
  • quando agli interessati sono state infitte, in via definitiva, sanzioni per infrazioni gravi e ripetute alle regolamentazioni riguardanti le condizioni di retribuzione e di lavoro della professione o l'attività di trasporto, con particolare riguardo alle norme relative al periodo di guida e di riposo dei conducenti, ai pesi e dimensioni dei veicoli, alla sicurezza stradale e dei veicoli.

Il venir meno del requisito dell'idoneità morale comporta la revoca del titolo abilitativo, ai sensi dell'art. 17 dei D.M. n. 448191, secondo quanto si dirà in seguito



6) Requisito dell'idoneità finanziaria

Il requisito dell'idoneità finanziaria, è differente dal requisito dell'idoneità tecnica prevista dalla legge n. 1822/39 per la dimostrazione del quale è sufficiente che l'impresa specifichi la disponibilità o meno dei mezzi tecnici (in pratica, dei veicoli) da utilizzare nell'esercizio del servizio.

Il decreto del Ministero dei trasporti n 448/91, conformemente a quanto richiesto dalla normativa CEE, prevede che l'impresa fornisca tulle le notizie che consentano all'autorità competente di accertare il possesso, in capo alla prima, di risorse finanziarie necessarie ad assicurare il corretto avviamento e la buona gestione stessa. A tal fine l'autorità competente prenderà in considerazione:

  1. i conti annuali dell'impresa, qualora questi esistono;
  2. i fondi dell'impresa disponibili, comprese le liquidità bancarie e la possibilità di scoperti e prestiti accordati, da dimostrare con documentazioni bancarie a ciò idonee, da cui risultino tutti i movimenti bancari dell'impresa;
  3. tutti gli elementi attivi dell'impresa, comprese le proprietà mobili o immobili di cui l'impresa risulti intestataria e mediante fa quale questa possa prestare idonea garanzia. A tal fine l'impresa dovrà produrre idonea certificazione rilasciata dagli uffici tenutari dei relativi pubblici registri o dichiarazione sostitutiva resa ai sensi della legge n. 15/68, dalla quale risulti che sulle proprietà stesse non insistono diritti reali di garanzia, pignoramenti, sequestri o altri provvedimenti a seguito dei quali l'impresa non ne possa liberamente disporre:
  4. tutti i costi dell'impresa, compreso il prezzo d'acquisto od i pagamenti iniziali per veicoli, edifici, impianti ed installazioni;
  5. il capitale d'esercizio.

Il requisito dell'idoneità finanziaria deve ritenersi soddisfatto qualora dall'accertamento compiuto su tali dati, risulti una disponibilità dell'impresa di almeno 100 milioni di lire, intesa quale cifra minima necessaria a garantire il corretto avviamento e la buona gestione della stessa.

A tal fine, le imprese che intendono esercitare la professione di trasportatore su strada di viaggiatori dovranno allegare, all'atto della prima richiesta volta ad ottenere una concessione, autorizzazione o licenza una relazione illustrativa di tutti gli elementi di cui sopra, corredata della documentazione di cui ai punti b) e o), aggiungendo la copia dell'ultimo bilancio depositato presso gli uffici pubblici, qualora tenute a tale adempimento.

In alternativa alle ipotesi di cui sopra, il decreto ministeriale prevede, in conformità alla normativa CEE, che l'impresa possa avvalersi della facoltà prevista dall'art. 5, comma 3, presentando, quale prova sufficiente per la dimostrazione di tale requisito, un attestato di affidamento bancario, rilasciato da aziende od istituti di credito o da una società finanziaria il cui capitale sociale non risulti essere inferiore a 5 miliardi di lire. Tale attestato relativo ad un affidamento bancario per la somma di lire I 00 milioni deve essere prodotto su carta intestata dell'azienda o istituto di credito ovvero della società finanziaria, secondo la forma di cui all'allegato A del D.M. n. "8191, che si riporta nel fac simile n. 1.

Tale importo dovrà essere aumentato nella misura di 5 milioni di lire per ogni veicolo, compreso il primo, da adibire al servizio da svolgere. Nel caso in cui l'impresa svolga attività per l'espletamento di una pluralità di servizi della medesima o di diversa natura (pubblici di linea, noleggio con conducente), l'aumento sopraddetto dovrà moltiplicarsi per il numero complessivo di autobus facenti parte del parco rotabile dell'azienda ed adibiti ai vari servizi di cui questa risulti essere titolare; conseguentemente tale aumento non deve ritenersi necessario, qualora l'impresa acquisti veicoli destinati a sostituire quelli obsoleti.

Tale aumento dovrà risultare da un'attestazione integrativa o globalmente sostitutiva della prima, parimenti rilasciata dagli enti di cui all'art. 5, comma 3, da prodursi prima della data prevista per l'inizio del servizio per il quale l'autobus risulta essere stato immatricolato.

Nella domanda volta ad ottenere la concessione, autorizzazione o licenza, nonché in sede di verifica circa il permanere dei requisiti in base ai quali l'impresa ha avuto l'accesso alla professione di autotrasportatore di cui all'art. 17 del decreto in questione, queste dovranno dichiarare espressamente che intendono avvalersi della facoltà concessa dall'art. 5, comma 3.



7) Requisito della Idoneità professionale

La dimostrazione di tale requisito costituisce una novità assoluta per l'ordinamento italiano, in materia di autotrasporto viaggiatori su strada mediante autobus.

Il requisito dell'idoneità professionale deve essere posseduto da colui o da coloro che dirigono permanentemente ed effettivamente l'attività di trasporto dell'impresa, in particolare:
a) dal titolare dell'impresa individuale o dalla persona ovvero dalle persone da lui designate che dirigono l'attività di trasporto in maniera permanente ed effettiva e che risultino regolarmente inserite nella struttura dell'impresa in qualità di amministratore o dipendente.

Tale qualità deve essere dimostrata

a.1) per il titolare mediante autocertificazione in tal senso predisposta ovvero attraverso certificato rilasciato dalla Camera di Commercio, sulla base dei dati risultanti dal registro delle imprese;

a.2) per gli amministratori o dipendenti, mediante produzione dell'estratto in copia autentica del libro matricola e del libro paga.

Qualora si tratti di impresa familiare (art. 230-bis cod.civ.) tale requisito deve essere posseduto dal titolare o da una o più persone da lui designate per l'attività di direzione dell'attività di trasporlo ed inserite nella struttura dell'impresa in qualità di dipendente, da dimostrarsi nel modo poc'anzi detto o di collaboratore familiare, da dimostrarsi mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa dal titolare dell'impresa stessa.

Qualora tra il titolare dell'impresa ed uno o più soggetti sia stato stipulato un contratto di associazione in partecipazione (artt. 2549 - cod.civ.) ovvero un contratto a questo affine, il requisito dell'idoneità professionale deve essere posseduto solo dal primo, eccezione fatta per il caso che questi abbia designato l'associate alla direzione dell'attività di trasporlo in maniera permanente ed effettiva: ciò conformemente ai principi regolativi di tali istituti, secondo i quali la gestione dell'impresa è di pertinenza esclusiva dell'associante;

b) nel caso di esercizio collettivo dell'impresa dalla persona o dalle persone che dirigono l'attività di trasporto in maniera permanente ed effettiva, da dimostrarsi:

b.1) per i soci amministratori di società in nome collettivo, per i soci accomandatari di società in accomandita semplice, per gli amministratori di ogni altro tipo di società mediante produzione di copia conforme all'originale debitamente autenticata dell'atto costitutivo o statuto societario o del verbale della seduta di nomina ovvero mediante estratto in copia autentica dei libri sociali, nonché attraverso altra certificazione equivalente (ad es. certificato rilasciato dalla sezione commerciale del tribunale nel cui circondario la società ha la propria sede);

b.2) per i dipendenti a livello direzionale dell'impresa collettiva, mediante idonea documentazione comprovante l'iscrizione agli istituti previdenziali per l'intero periodo considerato; a tal fine si ritiene sufficiente la produzione di un estratto in copia autentica del libro matricola, e del libro paga, purché recanti la regolare vidimazione da parte dell'istituto previdenziale con esclusione di qualsiasi altro ente o ufficio. Qualora l'impresa, individuale o collettiva, sia articolata in rami o sedi e alle stesse sia preposto un istitore o un direttore, il requisito dell'idoneità professionale dovrà essere posseduto anche da costoro, da dimostrarsi oltre ai modi anzidetti mediante copia conforme all'originale debitamente autenticata della procura istitoria o idonea certificazione rilasciata dalla Camera di Commercio.

E' evidente che lo svolgimento della attività direzionale in qualità di dipendente presso un'impresa esclude la possibilità di svolgimento di analoga attività presso ogni altra impresa operante anche in altri settori economici, non consentendo il rispetto del requisito della direzione "in maniera permanente ed effettiva",

L'impresa che rimanga priva di persone abilitale addette alla direzione dell'attività di trasporto, dovrà dimostrare entro sei mesi dalla data in cui si è verificata la causa di estinzione del rapporto di lavoro - ad eccezione dei casi previsti dall'art. 18 citato - di aver provveduto alla sua sostituzione con una o più persone in possesso del requisito di idoneità professionale, dandone comunicazione nel modo di cui sopra; in mancanza, l'autorità a le autorità che hanno provveduto al rilascio del titolo, procedono, ciascuna per il titolo da essa stessa rilasciato, alla revoca della concessione, autorizzazione o licenza abilitante all'autotrasporto, in ottemperanza a quanto disposto dall'art. 17, comma 1, del D.M. n. 448/91.



8) Esame per il conseguimento dell'idoneità professionale

Il conseguimento dell'idoneità professionale è condizionato al superamento di un esame, da sostenersi dinanzi alle commissioni di cui all'art. 10 del D.M. n. 448/91 e vertente sulle materie che figurano nell'elenco riportato in allegato alla Direttiva CEE n. 562/74 e riprodotte nel decreto ministeriale in questione, allegato D.

Coloro che intendono sostenere l'esame di idoneità professionale devono presentare domanda scritta alla Commissione costituita presso l'Ufficio Provinciale M.C.T.C. del capoluogo della regione di residenza dell'interessato.

Detta domanda, da redigersi in un unico esemplare su carta legale con firma autenticata in calce, ai sensi dell'art. 20 della legge 4.1.1968, n. 15, dove essere protocollata dal segretario della commissione competente per territorio, essa deve contenere, oltre alle generalità dei candidato ed alla indicazione del codice fiscale, le seguenti dichiarazioni:

  1. di voler sostenere l'esame per i trasporti
    • esclusivamente nazionali
    • nazionali ed internazionali;
  2. di non aver sostenuto o, viceversa, di aver sostenuto in precedenza altre prove di esame, con indicazione della relativa data: in quest'ultimo caso il candidato non dovrà allegare alla domanda la documentazione di cui appresso;
  3. di non essere inserito o di essere inserito nella struttura di una impresa abilitata e con quali mansioni, salvo quanto si dirà appresso;
  4. l'indirizzo presso il quale dovranno essere trasmesse eventuali future comunicazioni.

La domanda dovrà essere corredata sempre dal certificato di residenza nella Regione nel cui capoluogo viene presentala la richiesta di sostenere l'esame; tale certificato può essere sostituito da apposita dichiarazione in tal senso, resa a norma dell'art. 2 della legge 4.1.1968, n. 15.

In aggiunta alla predetta documentazione, il candidato dovrà allegare alla domanda, a sua scelta, uno dei documenti indicati nell'art. 9, comma 3 e cioè:

  1. attestato di frequenza ad uno dei corsi di formazione professionale tenuti da organismi autorizzati dal Ministero dei Trasporti - Direzione Generale M.C.T.C, conforme ai modelli di cui al fac-simile n. 2 e fac-simile n. 3, da utilizzare secondo i casi;
  2. diploma di scuola media superiore o diploma di laurea in originale o in copia conforme all'originale debitamente autenticata;
  3. dichiarazione sostitutiva di atto notorio dalla quale risulti che il candidato abbia svolto per almeno un anno attività direzionale della impresa e, quindi (art. 7 comma 2 D.M. n. 448/91), inserito nella struttura della stessa in qualità di titolare di ditta individuale, di socio amministratore di società in nome collettiva. di socio accomandatario nelle società in accomandita semplice, di amministratore negli altri tipi di società, ovvero di dipendente a livello direzionale nell'impresa o anche di collaboratore familiare nell'impresa familiare.

La dichiarazione sostitutiva suddetta deve essere resa dal responsabile (legale rappresentante) di un'impresa che, alla data della dichiarazione stessa, sia regolarmente già abilitata all'esercizio della professione di autotrasportatore di viaggiatori su strada, con l'indicazione chiara ed univoca delle mansioni svolte dal candidato e tali da giustificare l'acquisizione di un'esperienza pratica e teorica a livello direzionale dell'impresa, capace di costituire un valido surrogato degli insegnamenti che avrebbe acquisito a seguito della frequenza dello specifico corso di formazione professionale, dalla quale il candidato viene, in tal modo, esentato.

Le Commissioni d'esame devono dare comunicazione agli interessati della data delle prove d'esame cui sono chiamati con lettera Raccomandata A.R. da inviare almeno 20 giorni prima di ciascuna prova (art. 11 del D.M. n. 448/91).

A seguito del superamento del predetto esame, l'Ufficio Provinciale M.C.T.C. del capoluogo di regione (art. 15, comma 1 D.M. n. 448/91) in cui ha sede la commissione d'esame di cui all'art. 10, rilascia all'interessato l'attestato di cui all'art. 6, conforme ai modelli di cui all'ALLEGATO 4 E (Fac-simile n. 4) ed ALLEGATO 5 F (Fac-simile n. 5). Tale attestato dovrà essere esibito ogni qualvolta si richiede una concessione, una autorizzazione o una licenza abilitante all'autotrasporto di viaggiatori su strada, unitamente alla documentazione dimostrativa del possesso, in capo all'azienda, dei requisiti di idoneità morale e finanziaria.



9) Esenzione dall'esame di Idoneità professionale

1. - Esenzione riguardante coloro i quali alla data del 2.3.1992 svolgono funzioni dirigenziali da non meno di 5 anni.

Sono esentati dal sostenere l'esame di idoneità professionale coloro i quali dimostrino di possedere alla data di entrata in vigore del D.M. n. 448/91 (2 marzo 1992) una esperienza di almeno 5 anni, senza interruzione, con funzioni dirigenziali in imprese di trasporto titolari, alla medesima data, di autorizzazioni, concessioni di autolinee o licenze di noleggio con conducente mediante autobus.

L'attestato deve essere conforme al modello riportato nel Fac-simile n. 6.

La domanda di esenzione dall'esame e di rilascio dell'attestato di idoneità professionale per trasporti nazionali ed internazionali deve essere redatta in carta legale ed indirizzata all'Ufficio Prov.le M.C.T.C. del capoluogo di Regione in cui e stabilita la residenza del richiedente.

La suddetta domanda, completa delle generalità dell'interessato, deve contenere la dichiarazione relativa alla residenza secondo quanto previsto all'art. 2 della legge 4.1.1968, n. 15, qualora non venga prodotto il relativo certificato.

Deve inoltre essere corredata dalla dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa dalla (o dalle) imprese presso la quale il richiedente ha svolto la propria attività lavorativa a livello direzionale per i cinque anni previsti.

In tale dichiarazione devono essere indicate le autorizzazioni o concessioni nazionali ovvero internazionali o licenze di noleggio in possesso dell'impresa stessa.

2.- Esenzione riguardante coloro i quali dopo il 2.3.1992 conseguono una esperienza continuativa di almeno 5 anni.

Sono, inoltre, esentati dal sostenere l'esame di idoneità professionale coloro i quali dimostrino di possedere un'esperienza di almeno 5 anni, senza interruzione, con funzioni dirigenziali di imprese di trasporta già abilitate, ovvero esonerate.

Giova precisare che per i predetti soggetti, l'esenzione dall'esame vale soltanto per l'accesso alla professione di trasportatore di viaggiatori su strada mediante autobus, nel medesimo settore di attività (ad es. trasporti nazionali) svolta dall'impresa nell'ambito della quale sono state svolte quelle funzioni; diversamente, coloro che invece intendono esercitare la professione di trasportatore di viaggiatori in un settore diverso (ad sa. internazionale), devono presentare regolare domanda di partecipazione all'esame in questione.

In ogni caso, l'attività direzionale deve essere stata svolta per almeno cinque anni consecutivi senza interruzione, presso una o più imprese già abilitale all'esercizio della professione di trasportatore di viaggiatori in ambito nazionale e/o internazionale, purché i periodi lavorativi presso imprese diverse vengona svolti senza soluzione di continuità, tenuto conto dei tempi tecnici normalmente connessi al passaggio da un'impresa all'altra.

La domanda di rilascio dell'attestato, ai sensi dell'art. 7, comma 3 del D.M. n. 448/91, deve essere redatta su carta legale e con firma in calce debitamente autenticata, indirizzata all'Ufficio Provinciale M.C.T.C. del capoluogo di regione nella quale risultino residenti, allegando, in aggiunta alla documentazione di cui appresso, certificato di residenza in bollo o, in alternativa, dichiarazione in tal senso, resa ai sensi dell'art. 2 della legge 4.1.1968, n, 15.

Tale domanda, oltre alle generalità del richiedente ed alla indicazione del codice fiscale, deve contenere la dichiarazione di aver svolto in forma continua, funzioni dirigenziali per almeno cinque anni presso una o più imprese, da citarsi specificatamente, indicando se trattasi di impresa abilitata in ambito nazionale ovvero nazionale ed internazionale e deve essere corredata dalla dichiarazione sostitutiva di atto notorio, resa dall'impresa o da ciascuna delle imprese Presso cui quelle funzioni sono state svolte.

In tale dichiarazione l'impresa deve indicare le concessioni, autorizzazioni o licenze di cui la stessa è titolare, precisando la qualifica posseduta e le mansioni svolte dal richiedente, da documentarsi mediante apposita certificazione atta a dimostrare l'inserimento del richiedente nella struttura dell'impresa. In particolare, tale dimostrazione viene data

  1. per i soci amministratori di società in nome collettivo, per i soci accomandatari di soci in accomandita semplice, per gli amministratori di ogni altro tipo di società, mediante produzione di copia conforme all'originale debitamente autenticata dell'atto costitutivo o statuto societario o del verbale della seduta di nomina ovvero mediante estratto in copia autentica di libri sociali, nonché attraverso altra certificazione equivalente (ad es. certificato rilasciato dalla sezione commerciale del tribunale nel cui circondario la società ha la propria sede);
  2. per i titolari di imprese individuali, mediante autocertificazione in tal senso predisposta ovvero attraverso certificato rilasciato dalla Camera di Commercio, sulla base dei dati risultanti dal registro delle imprese;
  3. per i dipendenti a livello direzionale dell'impresa individuale o collettiva, mediante idonea documentazione comprovante l'iscrizione agli istituti previdenziali per l'intero periodo considerato; a tal fine si ritiene sufficiente la produzione di un estratto in copia autentica del libro matricola e del libro paga, purché recanti la regolare vidimazione da parte dell'istituto previdenziale o di assicurazione obbligatoria con esclusione di qualsiasi altro ente o ufficio;
  4. per i collaboratori di imprese familiari, mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa dal titolare dell'impresa familiare da cui risulti l'inserimento a livello direzionale in tale qualità del richiedente.

Qualora il richiedente abbia svolta nel passato funzioni dirigenziali, ma al momento della presentazione della domanda di rilascio dell'attestato di idoneità professionale non sia più inserito nella struttura dell'impresa secondo le qualità in precedenza elencate, l'impresa stessa deve fare espressa menzione nella predetta dichiarazione sostitutiva della causa per la quale è venuto meno il rapporto sociale, di dipendenza, di collaborazione familiare.

Nel caso in cui l'impresa presso la quale il richiedente ha svolto funzioni dirigenziali di cui all'art. 7, comma 1 del D.M. n. 448/91, non possa rendere la dichiarazione sostitutiva di atto notorio, per qualunque motivo (cessazione dell'attività, scioglimento, liquidazione, fallimento, ecc.), tale dichiarazione deve essere resa direttamente dal richiedente l'esenzione, con l'indicazione:

  1. dell'impresa presso la quale ha esercitato la propria attività, specificando la qualifica posseduta e le mansioni svolte nell'ambito di questa;
  2. del periodo durante il quale ha esercitato in forma continua funzioni dirigenziali;
  3. della causa per la quale l'impresa non è in grado di rendere la dichiarazione sostitutiva di atto notorio, allegando a tal fine idonea certificazione rilasciata dalla Camera di Commercio o dal tribunale civile del circondario di volta in volta competente.

Deve inoltre allegare la documentazione relativa all'iscrizione previdenziale ed assicurativa per l'intero periodo.

Tutto quanto sopra detto serve per richiedere l'attestato di abilitazione professionale in territorio nazionale, in quanto nel caso in cui l'attestato sia richiesto anche per i trasporti internazionali è necessario dare idonea dimostrazione che la o le imprese presso le quali il richiedente era inserito hanno svolto nel periodo considerato trasporti internazionali (concessioni di linee internazionali, servizi occasionali svolti all'estero ecc.).

Resta inteso che non possono beneficiare dell'esenzione dall'esame di idoneità professionale coloro che non sono già inseriti nella struttura dell'impresa presso la quale hanno svolto in precedenza funzioni dirigenziali a causa di licenziamento dovuto a gravi irregolarità commesse o nei cui confronti sia stata fatta valere azione sociale di responsabilità (artt. 2393 e 2409 cod.civ.) a responsabilità penale per illeciti (delitti contravvenzioni) connessi allo svolgimento delle proprie funzioni, tranne che non sia stato emesso decreto di archiviazione, ovvero sentenza di non doversi procedere o di assoluzione.

L'Ufficio Provinciale M.C.T.C. del capoluogo di regione di residenza del richiedente l'attestato, entra trenta giorni dal ricevimento della domanda e previa verifica della regolarità della stessa e della documentazione ad essa allegata, può provvedere a chiedere interlocutoriamente chiarimenti ed integrazioni, assegnando un termine, trascorso il quale il silenzio dell'interessato equivale a rinuncia a quanto inizialmente richiesto.

La verifica con esito positivo, comporta il rilascio da parte dell'Ufficio Prov.le M.C.T.C- dell'attestato dell'idoneità professionale per l'effettuazione di trasporti nazionali o nazionali ed internazionali, conforme ai modelli di cui agli allegati B e C del D.M. n. 448/91 e riportati nel fac-simile n. 7, a seconda che la loro esperienza sia maturata in imprese che esercitino attività di trasporto a livello nazionale ovvero nazionale ed internazionale.

L'attestato sarà rilasciato in un unico esemplare originale di cui la seconda copia in originale deve rimanere agli atti dell'Ufficio; su detto attestato deve essere apposta ed annullata regolare marca da bollo, fornita dall'interessato medesimo, contestualmente alla domanda tendente ad ottenere l'attestato stesso.

In caso di relazione della domanda l'Ufficio deve darne comunicazione all'interessato mediante Raccomandata A.R. con l'indicazione chiara ed univoca dei motivi del rigetto e con l'espressa avvertenza che avverso il provvedimento di rigetto può essere proposto ricorso gerarchico al Ministro dei trasporti entro il termine di trenta giorni decorrenti dalla data di ricezione della Raccomandata A.R.



10) Composizione delle Commissioni d'esame

Le Commissioni d'esame di idoneità professionale, una per ciascuna regione, sono costituite nel modo indicato all'art. 1 0 del D.M. n. 448/91.

I competenti Uffici M.C.T.C. e le associazioni di categoria sono invitati, con separata circolare, a fornire i nominativi i tutti i componenti e relativi supplenti, ivi compreso quello di segretaria della commissione.

Per la validità dell'esame è sufficiente e necessaria la presenza della metà + 1 di tutti i componenti effettivi della commissione o dei rispettivi supplenti.

Gli esami si svolgono con una frequenza almeno bimestrale, nella sede che sarà indicata di volta in volta dal competente Ufficio Provinciale M. C. T. C. nel capoluogo di regione ed a essi potranno partecipare esclusivamente i candidati residenti nella regione medesima.

Il segretario di ciascuna commissione d'esame deve provvedere alla convocazione di tutti i membri effettivi almeno 15 giorni prima di ogni seduta d'esame.

Qualora un componente effettivo fosse impossibilitato a partecipare, deve darne immediata comunicazione alla segreteria della commissione, al fine di consentire la convocazione del relativo supplente.



11) Attività preliminare delle commissioni d'esame

Le domande pervenute alle competenti segreterie devono essere valutate dalle commissioni d'esame al completo della loro composizione.

L'elenco dei candidati ammessi, compilato dalla segreteria della commissione e controfirmato dal Presidente, deve essere esposto nei locali dell'Ufficio Provinciale M.C.T.C. del capoluogo di Regione.

La segreteria deve comunicare agli ammessi, con lettera Raccomandata A.R. inviata all'indirizzo indicato in domanda dall'interessato, la data fissata per l'esame. La data di spedizione della Raccomandata A. R. deve essere anteriore di almeno 20 giorni rispetto al giorno fissato per l'esame.

La stessa segreteria deve comunicare agli esclusi con la medesima procedura, i motivi della non ammissione, avverso la quale può essere proposto ricorso gerarchico al Ministro dei trasporti entro trenta giorni.



12) Modalità per lo svolgimento dell'esame

In attesa dell'attuazione di una elaborazione del sistema d'esami mediante quiz, le Commissioni d'esame devono, prima dell'inizio di ogni seduta d'esame predisporre le domande relative ad ogni seduta, scegliendole nell'ambito delle materie specificate nell'elenco di cui all'allegato D del D.M. n. 448/91.

Le domande devono esser almeno 2 per ogni gruppo di materie per i trasporti nazionali ed almeno 8 per i trasporti internazionali.

Le domande stesse devono essere diversificate nelle varie sessioni d'esame e devono risultare di uguale difficoltà per ogni candidato.

Le Commissioni devono valutare collegialmente l'esito delle prove scritte.

Ciascuna Commissione d'esame al termine di ogni sessione deve trasmettere il verbale - o estratto dello stesso - contenente l'elenco dei candidati che hanno sostenuto l'esame, con la corrispondente indicazione del superamento o meno dello stesso, all'Ufficio Provinciale M.C.T.C. capoluogo di Regione.

Coloro che non hanno superato la prima prova d'esame possono ripresentare la domanda - fatta salva nei termini di legge la documentazione già prodotta in allegato alla prima domanda - con le modalità previste dall'art. 14 del decreto in oggetto,

Detto Ufficio Provinciale M.C.T.C. provvede a rilasciare all'interessato un attestato, in unico esemplare originale, nella forma di cui ai fac-simili nn. 4 e 5, di cui la seconda copia in originale deve rimanere agli atti dell'ufficio medesimo.

Su detto attestato deve essere apposta e annullata regolare marca da bollo, fornita dall'interessato medesimo contestualmente alla domanda, in carta legale, tendente ad ottenere l'attestato di che trattasi.

Qualora l'interessato richieda successivamente un documento comprovante l'avvenuto rilascio dell'attestato di capacità professionale, deve essere rilasciato un certificato (fac-simile n. 8) debitamente firmato dal Direttore dell'Ufficio Provinciale e regolarmente timbrato, consistente in una dichiarazione conforme all'attestato originale già consegnato al richiedente.

All'atto della prima domanda volta ad ottenere una concessione, autorizzazione o licenza abilitante all'autotrasporto viaggiatori su strada, l'impresa deve allegare l'attestato originale di capacità professionale del designato o dei designati a dirigere i maniera permanente ed effettiva l'attività di trasporto, unicamente alla documentazione indicata nella presente circolare.



13) Dimostrazione dei requisiti per l'accesso alla professione

Il possesso dei tre requisiti dell'idoneità morale, finanziaria e professionale della impresa deve essere dimostrato attraverso i certificati e le attestazioni come sopra descritti all'autorità concedente che rilascia all'impresa il primo titolo abilitativo all'autotrasporto.

L'impresa, nel termine perentorio di novanta giorni decorrenti dalla data di inizio dell'attività deve presentare alla autorità concedente i seguenti documenti:

  1. certificato in carta semplice di avvenuta denuncia del personale dipendente con qualunque qualifica, anche dirigenziale, agli enti assicuratori della previdenza sociale, della assistenza malattia e dell'assistenza infortuni sul lavoro, dalla quale risulti il numero di posizione del contribuente; in alternativa al suddetto certificato l'impresa è ammessa a presentare, in originale o in copia autentica, qualunque altro documento, anch'essa in carta semplice, rilasciato dagli enti assicuratori dalla quale risulti l'avvenuta denuncia del personale ed il numero di posizione del contribuente: ad es. copia integrale, debitamente autenticata, del libro matricola e del libro paga, recante la vidimazione degli istituti previdenziali o d'assicurazione obbligatoria e la indicazione del numero di posizione del contribuente;
  2. dichiarazione sostitutiva di atto notorio, resa dall'impresa ai sensi dell'art. 4 della legge n. 15/68, dalla quale risulti il numero dei dipendenti, distinti tra impiegati ed operai e che l'impresa è in regola con i relativi versamenti contributivi.

All'atto di ulteriori successive richieste di concessioni, autorizzazioni o licenze rivolte ad autorità diverse da quella che ha provveduto al rilascio del primo titolo abilitativo al trasporto di cui l'impresa risulta essere in possesso, la dimostrazione dei requisiti può esser utilmente sostituita allegando alla domanda una copia della concessione, autorizzazione o licenza, già posseduta dall'impresa. a condizione che essa rechi un'attestazione, da parte dell'autorità che ha provveduto al suo rilascio, che certifichi che la stessa è in corso di validità e che nei confronti dell'impresa non è stato adottato provvedimento di revoca, risoluzione o decadenza del titolo inizialmente accordato, per qualunque causa prevista dalla vigente normativa in materia, anche diversa dall'ipotesi prevista dall'art. 17 del D.M. n. 448/91.

Nel caso in cui l'impresa risulti essere in possesso di una pluralità di titoli della medesima o di altra natura, rilasciati da autorità diverse da quella cui l'ulteriore richiesta viene presentata, è sufficiente la produzione di uno solo di essi, purché recante l'attestazione di cui sopra.

Nessuna dimostrazione deve essere invece fornita, qualora l'ulteriore domanda venga rivolta alla medesima autorità che ha provveduto ai rilascio di un titolo abilitante al trasporto di cui l'impresa sia in quel momento in possesso ed avente validità attuale.



14) Verifica e perdita dei requisiti

Il possesso dei requisiti di idoneità morale, finanziaria e professionale deve essere garantito non solo all'atto della prima o di ulteriori successive richieste di concessioni, autorizzazioni o licenze, ma anche nel corso del loro esercizio o senza soluzioni di continuità.

A tale scopo è necessario che l'ente competente al rilascio delle concessioni, autorizzazioni o licenze provveda alla verifica di requisiti in base ai quali l'impresa ha avuto accesso alla professione di trasportatore: il che può avvenire in tempi e con modalità differenti.

Infatti l'autorità che ha provveduto al rilascio della concessione, autorizzazione o licenza deve provvedere d'ufficio, alla scadenza di ciascun quinquennio decorrente dalla data di rilascio del titolo abilitante all'autotrasporto viaggiatori, a verificare il permanere in capo dell'impresa dei requisiti di idoneità morale, finanziaria e professionale, grazie ai quali la stessa ha avuto accesso alla professione di trasportatore: ciò a condizione che si tratti di titolo rilasciato in epoca successiva all'entrata in vigore del D.M. n. 448/91 in caso contrario, vale quanto detto nel paragrafo, dedicato alle imprese esonerate, ai sensi dell'art. 19, dalla dimostrazione di tali requisiti.

Nel caso in cui l'impresa risulti essere in possesso di una pluralità di titoli della medesima o di diversa natura, rilasciati da autorità differenti, ciascuna di queste deve provvedere a quella verifica, ogni cinque anni decorrenti dalla data del rilascio del rispettivo titolo; viceversa, qualora l'impresa sia in possesso di una pluralità di titoli rilasciati tutti dalla medesima autorità, questa procede alla verifica alla scadenza di ciascun quinquennio, decorrente dalla data di rilascio del primo titolo.

Circa le modalità della verifica quinquennale di cui all'art. 17, comma 1 del decreto in oggetto, l'autorità competente invita l'impresa, a mezzo lettera Raccomandata A.R., a produrre i documenti indicati all'art. 16, commi 2 - 3 e 4 del D.M. n. 448/91, assegnando un termine non superiore a 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.

Ovviamente, nel caso in cui l'impresa sia titolare di una pluralità di titoli rilasciati da autorità diverse, si ritiene sufficiente che questa presenti all'autorità procedente alla verifica, nel termine sopra indicato, copia del primo titolo abilitante al trasporto in suo possesso, convalidata dal primo ente concedente che ha proceduto effettivamente alla verifica e che quindi possa certificare la validità attuale, purché tale convalida non sia di data anteriore a tre mesi.

Comunque l'autorità che ha provveduto al rilascio della concessione, autorizzazione o licenza può revocare in qualsiasi momento, senza bisogno di attendere la verifica quinquennale, il titolo inizialmente concesso, qualora accerti il venire meno in capo all'impresa anche di uno solo dei 2 requisiti di idoneità morale e finanziaria (ari. 17, comma 1 del D.M. n. 448/91).

Tale disposizione individua un meccanismo che consente, in qualsiasi momento, di evitare che le imprese si sottraggano, nell'intervallo tra ciascuna verifica quinquennale, ai propri obblighi e doveri.

In particolare, qualora l'impresa sia incorsa in infrazioni gravi e ripetute (art. 4, comma 2 lett. c), l'Ufficio Provinciale M.C.T.C. che ha proceduto all'accertamento della violazione, deve darne tempestiva comunicazione all'ente che ha provveduto al rilascio del titolo, affinché questo, accertato il venir meno del requisito dell'idoneità morale, proceda alla revoca della concessione, autorizzazione o licenza inizialmente rilasciata.

Per quanto concerne le modalità della revoca, l'ente concedente accertato in capo all'impresa il venire meno di uno dei requisiti, dove darne tempestiva comunicazione all'impresa stessa, mediante lettera Raccomandata A.R., con l'indicazione chiara ed univoca dei motivi che l'hanno determinata.

In tali casi, la revoca ha effetto rispettivamente dalla data dell'accertamento o verifica quinquennale.

Nei confronti di tale provvedimento sono esperibili, gli ordinari rimedi amministrativi e giurisdizionali.



15) Proseguimento dell'attività In caso di morte o sopravvenuta incapacità fisica o giuridica della persona in possesso del requisito di idoneità professionale

In merito al proseguimento provvisorio dell'attività di trasportatore nei casi previsti dall'art. 18 delD.M. n. 448191 si precisa quanto segue.

All'impresa individuale che risulti priva di un gestore munito dell'idoneità professionale, a seguito del decesso o della sopravvenuta incapacità fisica o legale del titolare, è consentito l'esercizio provvisorio dell'attività rispettivamente da parte degli eredi o dellegale rappresentante del primo per il periodo di un anno, prorogabile di ulteriori 6 mesi in casi particolari debitamente giustificati.

La continuazione provvisoria dell'attività di impresa da parte degli eredi, conformemente alla loro qualità di successori a titolo universale del defunto, si presume fino a prova contraria, da ricollegarsi alla mera omissione di specifici comportamenti (rinuncia all'eredità, dismissione del possesso dei beni ereditari, compimento dell'inventario, dichiarazione con beneficio d'inventario), tali da far presumere l'acquisto della qualità d'erede: ciò anche quando chiamato all'eredità sia un soggetto minore degli anni 18, interdetto o inabilitato, purché autorizzato alla continuazione dell'esercizio di impresa commerciale; per il legale rappresentante del titolare incapace fisicamente o legalmente, tale continuazione è ammessa nei limiti dei poteri conferitigli.

Come abbiamo già precisato l'esercizio provvisorio di durata annuale può essere prorogato una sola volta per un periodo di sei mesi, qualora ricorrano gravi e comprovati motivi, non imputabili ai soggetti che provvedono all'esercizio provvisorio dell'impresa e valutabili caso per caso, per effetto dei quali l'impresa non è ancora in grado di fornire la dimostrazione del possesso del requisito d'idoneità professionale.

Qualora alla scadenza del termine annuale o di quello prorogato, l'impresa non sia in grado di fornire tale dimostrazione, ciascuna autorità che ha provveduto al rilascio delle concessioni, autorizzazioni o licenze di cui l'impresa risulti essere in possesso, provvede alla revoca del titolo a norma dell'art. 17 del D.M. n. 448/91 con le modalità previste dalla presente circolare a tale proposito, nel paragrafo che precede.

Il comma 3 dell'arti. 18 consente che, nel caso di decesso o sopravvenuta incapacità della persona designata alla direzione dell'attività di trasporto dell'azienda in maniera permanente ed effettiva, per effetto del quale l'impresa, individuale o collettiva, si trovi sprovvista del requisito d'idoneità professionale, all'esercizio provvisorio provveda per lo stesso periodo - prorogabile per i medesimi motivi e per lo stesso periodo - un altro dirigente anche se sprovvisto di quel titolo.

Nel caso di decesso o sopravvenuta incapacità del titolare dell'impresa individuale o della persona designata allo svolgimento di funzioni dirigenziali dell'attività di trasporto dell'impresa individuale o collettiva, tali funzioni o comunque l'esercizio dell'impresa possono essere assunte definitivamente, senza bisogno di far luogo ad esercizio provvisorio, da una persona che nell'ambito di questa abbia effettivamente svolto, pur in mancanza del requisito d'idoneità professionale, funzioni di gestione o dirigenziali per almeno cinque anni, nei modi, con le forme e nei limiti previsti dall'art. 7 del D.M. n. 448/91.

In tutti i casi precedenti, coloro che provvedono a garantire il proseguimento, devono in ogni caso fornire, nel più breve tempo possibile e senza ritardi, la dimostrazione di essere in possesso del requisito dell'idoneità morale, di cui ali art. 4 del decreto in oggetto, nei modi previsti dall'art. 16, comma 2 e riportati nel testo della presente circolare nella parte dedicata a tale requisito: non è ammessa alcuna deroga a tale proposito.



16) Disposizione transitoria

Le imprese che sono divenute per la prima volta titolari di concessioni, autorizzazioni o licenze abilitanti all'autotrasporto di viaggiatori nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge n. 428/90 (28.1.1991) e quella del D.M. n. 448/91 (2 marzo 1992) hanno diciotto mesi di tempo da quest'ultima data per dimostrare il possesso dei requisiti di idoneità morale, finanziaria e professionale, nei modi indicati nella presente circolare.

Il mancato rispetto di tale termine rende applicabile la procedura di cui altari. 17 del D.M. n. 448/91.

Si invitano tutti gli Enti ed associazioni in indirizzo a voler dare la massima diffusione alla presente circolare.

IL DIRETTORE GENERALE
dr. Giorgio Berruti

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